25 giugno 2014

Politwoops: il ripesca tweet

di Giovanni De Stefano

Lasciate ogni speranza, o voi che twittate (e cancellate). Altro che diritto all'oblio della rete. Per la gioia di pignoli, storici, investigatori, complottisti e, più in generale, dei pettegoli, un sito web è nato apposta per raccogliere in un solo repository tutti i tweet ‘epurati’. Gli scampoli di pensiero digitale che vedono la luce e poi svaniscono, non importa se dopo mezzo minuto o a un paio d’anni dalla pubblicazione, vuoi per semplice ripensamento, o perché si è notato uno svarione; oppure per un vera abiura ideologica o politica (e qui viene il bello).

Svaniscono, si fa per dire. Forse per l’illusione dei propri autori e dei loro follower, ma non per i ragazzi della Open State Foundation. Di mestiere, da Amsterdam, questa fondazione si occupa di trasparenza e standardizzazione nella gestione della finanza pubblica. Come progetto speciale ha messo su un sito dalla semplicità di interfaccia pari solo alla perfidia del suo presupposto: se è su PolitWoops, vuol dire che non è più su Twitter; che c’è stato, sì, ma che il suo autore ha deciso che era meglio farlo uscire di scena. Il progetto non si chiama PolitWoops a caso. Alla ricerca di un bersaglio di sicuro impatto, i creatori del sito hanno scelto di applicare la loro idea di anagrafe mortuaria dei social media specificatamente alla politica e al suo marketing. Il tutto su scala mondiale e, ovviamente, Italia inclusa. Un celebre adagio recita che solo gli stupidi non cambiano mai opinione. Forse chi lo formulò doveva ancora incontrare la classe politica degli anni 2000. La sezione dedicata al nostro Paese è, difatti, un cimitero sterminato di qualunque storpiatura, svarione, gaffe, pentimento, risentimento, passo più lungo della gamba o bugia dalle gambe corte; insomma, di qualunque piccolo mostro comunicativo i rappresentanti del popolo italiano possano mai aver concepito e poi soppresso. PolitWoops è un po’ come la rupe spartana da cui i politici provano a gettare i propri tweet malriusciti. Solo che, in questo caso, i poveri scarti tornano sempre indietro. Esplorando la terra desolata in compagnia di questi zombie, di comunicazione politica ce n’è abbastanza per far venire il mal di pancia agli analisti più navigati. Gli amanti delle emozioni forti si facciano avanti e peschino a piene mani nelle pletore di refusi storici e ortografici, in qualunque idioma o dialetto. Doppie mancate, apostrofi atrofici, date di morte confuse con quelle di nascita e mogli scambiate per amanti. Si accede con due approcci principali all’archivio di PolitWoops: il primo è tramite ricerca per nome o per nickname, come faremmo su Twitter: dritti alla meta o, se preferite, 'se li conosci li eviti'. Il secondo, ben più intrigante, è un feed di tutti i tweet non-morti, comodamente aggregati in ordine cronologico e suddivisi per nazione di provenienza. Avrete così a disposizione una sorta di poema epico in diretta di tutte le boiate concepibili in politichese (o quello che ne è rimasto): tutto il peggio della politica minuto per minuto. (Un consiglio: i lettori dotati di spirito più elegiaco possono così godersi schiere di tweet postati, ad esempio, in un certo momento del 2012 e poi cancellati a inizio 2014). PolitWoops non fa prigionieri e dice sempre la verità. Somiglia al fanciullo della fiaba del vestito nuovo dell'imperatore: in una folla di yesmen (e women), è il solo suddito che abbia il coraggio di smascherare i potenti, anche al culmine della loro pompa, che dai tempi di Andersen è un po' cambiata nelle modalità: dalla parata trionfale in mezzo alla folla reale, a una timeline Twitter forse senza macchia, ma con tanta paura: quella di non risultare perfetti, sopraffatti dall'imprevedibile backstage di sé stessi rappresentato dalla verità, quando la 'bella copia', amputata la 'brutta', viene svelata nella sua finzione. Questi tre esempi, datati al momento della chiusura di questo pezzo, mostrano tre tipi di tweet, il refuso buffo, la reazione precipitosa, il pentimento dottrinario: 

 

Enrico Rossi (PD) : #PuttiUomo "Creatività e bellezza sono il terreno su cui la moda italiana compete e vince nel mondo" staff Enrico Rossi Deleted 2 days ago after half a minute, originally posted via Twitter for iPhone

 

Mara Carfagna (PDL) : @Vigan_Lt credo tu debba farti curare. E con una certa urgenza. #cosedapazzi Deleted about 7 hours ago after 1 day, originally posted via Twitter for iPhone

 

Beppe Grillo (Movimento cinque stelle) : RT @LeSpiegazioni: #Unitastaiserena @DiegoFusaro Partecipa alla campagna twitter.com/LeSpiegazioni/… Citazione di Gramsci che fa ridere Beppe Grillo Deleted about 19 hours ago after less than 5 seconds, originally posted via Twitter Web Client

 

La morale di PolitWoops è elementare come la sua formula: avete voluto la bicicletta, cari rappresentanti del popolo, per stare più vicini a noi, ascoltarci, renderci partecipi della dimensione in cui vivete e operate per conto nostro? Adesso pedalate. Accettate i vostri difetti, le vostre paure, le vostre incertezze, partecipando anche voi della narrazione corale che il web produce ogni giorno con tutti noi, voi inclusi. La più alta missione di questo capolavoro social è dunque quella di far fare i conti con la storicità a chi, cambiando troppo spesso o troppo repentinamente idea, decide di sottrarre alla storia un documento in piena regola, chiamato tweet.


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