7 febbraio 2018

Quanto si lavora nei Paesi OCSE

Secondo i dati dell’OCSE in Germania si lavorano in media 892 ore in meno all’anno rispetto al Messico (1360 contro 2255 ore); i due Paesi si trovano ai due estremi della ‘graduatoria’ rispetto ai 35 presi in considerazione, ma i numeri che risultano confrontando i dati sembrano a prima vista sovvertire in più di un caso alcuni dei più scontati stereotipi relativamente al rapporto con il lavoro.

Il Giappone per esempio, nazione che siamo abituati a pensare in generale come dedita instancabilmente al lavoro, si attesta su 1713 ore annue in media, classificandosi immediatamente prima dell’Italia che registra un dato di 1730 ore; un accostamento che forse istintivamente non si sarebbe portati a fare. Le prime nove posizioni sono occupate da Paesi dell’Europa centrosettentrionale (con un monte ore lavorative annuale che non supera le 1653), mentre i greci con 2035 ore l’anno sono il popolo che lavora più ore in media nel nostro continente.

Su questi numeri influiscono certamente condizioni socioeconomiche e fattori culturali; lo spettro della disoccupazione e una legislazione sul lavoro carente o poco applicata influiscono, ma certo lavorare più ore non significa necessariamente essere più produttivi, e il dato della Germania lo conferma.

Lavorare troppe ore al giorno non rappresenta solo una seria minaccia per la salute (aumenta il rischio di obesità e di malattie cardiovascolari, nel caso di lavori sedentari, e il rischio di incidenti nei lavori manuali), ma forse non è nemmeno veramente utile per ottenere risultati migliori; a quanto sembra, infatti, fino a una certa soglia il numero di ore lavorate e il risultato sono direttamente proporzionali, superata una certa soglia la produttività decresce e di fatto il numero di ore lavorate in più diventa scarsamente significativo rispetto a ciò che si ottiene.

Sul tema sono stati condotti diversi studi sperimentali in vari settori, che sembrano concordare sul fatto che trascorrere troppo tempo su un’attività porta a una perdita di ‘focus’, che si traduce in risultati deludenti. Anche la Svezia, Paese che pure si trova già nell’ottava postazione rispetto ai dati OCSE, con ‘solo’ 1621 ore lavorate in media all’anno, continua in questa direzione: un esperimento del 2016, finanziato dal governo, condotto sulle infermiere di una casa di riposo ha dimostrato che lavorando 6 ore (ma mantenendo lo stesso stipendio), le lavoratrici si assentavano di meno, prendevano meno permessi per malattia ed erano più attive durante l’orario.


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