3 maggio 2019

Riscaldamento e povertà

Secondo uno studio uscito su Proceedings of the national Academy of Sciences (PNAS), il riscaldamento globale favorisce i Paesi ricchi e sfavorisce quelli poveri, accrescendone le differenze, in due direzioni: perché dei combustibili fossili inquinanti hanno beneficiato per le loro attività economiche soprattutto i Paesi ad alto reddito e perché il prezzo del riscaldamento e delle sue conseguenze economiche lo stanno pagando soprattutto quelli a basso reddito, che sono in genere i più caldi del pianeta. Di conseguenza, la conversione verso fonti energetiche a basso contenuto di carbonio avrebbe non solo effetti sulla salute e il benessere di tutti, ma potrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze sociali globali. Naturalmente, al contrario, più aumenteranno le temperature, più aumenteranno le differenze: pertanto, scrivono i ricercatori, se un Paese freddo come la Norvegia da un ulteriore surriscaldamento potrà ottenere ulteriori vantaggi, in India – già gravemente colpita – avverrà il contrario.

Nel periodo 1961-2010, le aree tropicali e subtropicali hanno subito perdite stimate intorno al 25%, ossia il divario con i Paesi ad alto reddito è del 25% superiore a quanto sarebbe stato se la temperatura non fosse aumentata. Per giungere a queste conclusioni, sono state analizzate e correlate al PIL pro capite dei diversi Paesi le fluttuazioni climatiche di lungo periodo, mostrando che laddove il riscaldamento ha un impatto più negativo, più basso è il PIL pro capite e, nello stesso tempo, che i Paesi che hanno avuto un maggiore impatto inquinante e si trovano nel Nord del mondo sono quelli che sono cresciuti di più in ricchezza: per esempio, nel periodo 1961-2010, tutti e 18 i Paesi le cui emissioni storiche cumulative sono inferiori a 10 tonnellate di CO2 pro capite hanno subito effetti economici negativi, mentre dei 19 Paesi le cui emissioni storiche superano le 300 tonnellate di CO2 pro capite hanno beneficiato del riscaldamento globale. Nonostante quindi, concludono i ricercatori, negli ultimi cinquant’anni le differenze tra i Paesi ricchi e quelli poveri si siano assottigliate, questo processo è stato rallentato sensibilmente dai cambiamenti climatici – e sempre più lo sarà se non si troverà il modo di porvi termine.

 

Crediti immagine: Pubblico dominio, attraverso www.publicdomainpictures.net

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