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13 settembre 2017

Selfie d’antan. 55 anni fa nasceva Dedem, la macchina per fototessera

Il termine ‘selfie’ è tra i neologismi più usati negli ultimi anni. Tutti, avendo a disposizione uno smartphone, si sono divertiti a farsi un autoscatto. Ma un tempo questo tipo di divertimento era possibile attraverso uno strumento ancora molto comune e diffuso: le cabine per fototessere. E proprio in questi giorni Dedem, l’azienda italiana leader nel settore, festeggia i suoi 55 anni di attività. Le prime fototessere in bianco e nero, oggi le cabine, sulle cui panche si sono seduti milioni di italiani, sono sempre più all’avanguardia e guardano anche alla tecnologia, con possibilità di interagire con gli stessi smartphone.

Attualmente Dedem ha in tutta Italia oltre 5000 cabine, cui se ne aggiungono circa 2200 in Spagna e tantissime altre tra Israele, Turchia e Romania, per un volume di foto che supera ogni anno la cifra dei 10 milioni. L’azienda italiana, che ha sede ad Ariccia (Roma), è riuscita a diventare leader di mercato, mantenendo una crescita costante in un settore che potrebbe in realtà apparire obsoleto. Nell’ultimo anno sono stati registrati 60 milioni di fatturato e anche un aumento significativo dei posti di lavoro (sono circa 500 le persone che lavorano per il gruppo).

La Dedem venne fondata nel 1962 da Dan David, Pierre e Philippe Wahl, che decisero di portare in Italia un’invenzione che aveva avuto un buon successo in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America. La prima macchina fotoautomatica si trovava nel sottopassaggio Colonna di via del Corso a Roma. All’epoca questa apparecchiatura destò molta curiosità tra il pubblico, che sovente si divertiva anche a fare foto per ricordo o insieme agli amici. Foto che erano ancora in bianco e nero e che venivano stampate su una lunga striscia. Anno dopo anno le cabine di Dedem si sono affermate in Italia e in Europa, tanto da essere le prime a riprodurre fototessere secondo la regolamentazione dell’Unione Europea sulla produzione di foto per documenti a norma ICAO.

La svolta avvenne nel 1980, quando si passò definitivamente al colore e sui documenti venne introdotto l’obbligo di inserire una fototessera. Anche dal punto di vista della tecnologia sono stati fatti passi da giganti. Fino alla metà degli anni Novanta le macchine utilizzavano materiale chimico. Il passaggio al digitale, con stampanti a trasferimento termico, ha ridotto non solo tempi e costi, ma soprattutto è andato incontro all’esigenza di avere prodotti non inquinanti. Oggi, in circa 20 secondi, è possibile ottenere la propria fototessera. Inoltre, sono state realizzate anche fotocabine particolari che tengono conto delle esigenze delle persone disabili.

Oggi, come ribadisce il ceo di Dedem, Riccardo Rizzi, la vera sfida è rappresentata dalla tecnologia digitale. Le nuove cabine sono dotate di sistemi che inviano le foto a un cloud e permettono all’utente di utilizzarle in modo digitale. Il futuro però è ancora legato alla foto stampata. Secondo il ceo di Dedem tutti hanno centinaia di foto nei propri device e sui propri cellulari, però i ricordi più belli meritano di essere conservati, e quindi stampati. Per questo motivo a breve sarà possibile stampare le foto raccolte negli smartphone attraverso una qualsiasi macchina per fototessere. Attraverso una app si potrà inviare l’immagine e ritirare le foto presso la cabina, pagando solo le spese di stampa.