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29 dicembre 2015

Un percorso di viaggio e di vita

di Valeria Valchera

Per Giulia e Rocco è l’ultima tappa: San Diego città del futuro, Los Angeles e la California... giusto il tempo per riprendere fiato, ma soprattutto per pensare a tutto quello che è stato prima di rientrare in Italia, rivedere amici e parenti lasciati un anno fa insieme alla quotidianità.

Il loro viaggio è iniziato nel dicembre 2014, partendo dalla caotica Buenos Aires e viaggiando soltanto via terra e via mare. Con mezzi locali hanno attraversato l’America Latina: Argentina, Bolivia, Perù, Cile, Brasile, Guatemala... alla base di tutto una grandissima passione per i viaggi e le scoperte, ma anche uno stile di vita lento e legato all’idea di un turismo consapevole ed ecosostenibile per scoprire luoghi e meraviglie, conoscere popoli, culture e tradizioni.

Nasce così Vitamina Project, il progetto ideato da Giulia Magnaguagno e Rocco D’Alessandro: lei, fotografa; lui, archeologo e guida turistica. Decidono di lasciare l’Italia per vivere il loro sogno e trasmettere un messaggio: “Con il nostro esempio di viaggio e le nostre Guide, vogliamo spiegare che è possibile fare ancora molto per cambiare le sorti del nostro generosissimo pianeta. Viaggiare in maniera responsabile è un dovere più che un diritto”.

Insieme hanno attraversato 13 Paesi e percorso 26.000 km, documentando tutti i loro incontri, esperienze ed emozioni attraverso le foto di Giulia e le annotazioni di Rocco, pubblicate sul loro sito www.vitaminaproject.com e sulla pagina Facebook. Vitamina Project è però anche un progetto editoriale, che dà vita alla Collana ‘Guide Vitamina’: sono guide-diario animate da una filosofia di viaggio sostenibile e low budget, che rispetta l’ambiente, pensate per dare a tutti la possibilità di diventare viaggiatori in grado di muoversi in luoghi lontani senza necessariamente avere a disposizione grandi somme di denaro.

Il loro progetto di viaggio si pone anche uno scopo di utilità sociale: Giulia e Rocco hanno infatti deciso di offrire il loro aiuto e professionalità agli enti umanitari che decidevano di appoggiarli, documentando il loro lavoro e rendendosi utili nelle loro attività. Questa forma di scambio e di aiuto reciproco si concretizzava anche negli incontri con le famiglie del luogo e con le comunità ospitanti.

Entrando nel loro blog o nella pagina Facebook si è rapiti subito dai colori di queste terre e dalle visioni catturate nell’istante in cui si presentavano: natura, mare, tradizioni, costumi locali e imprevisti sono raccontati con spontaneità e sembra davvero di essere lì con loro, di vivere e condividere insieme emozioni e sorrisi come veri compagni di viaggio.

Se fossero gli episodi di una storia narrata in un libro, sarebbe difficilissimo scegliere quello preferito o che hai maggiormente amato: tra i più emozionanti vi sono sicuramente la risalita del Rio delle Amazzoni con battelli popolari e l’immersione nella foresta incantata dell’Amazzonia a contatto con le popolazioni locali.

L’itinerario del viaggio? All’inizio della loro avventura lo hanno descritto così: “prevediamo di partire dalla bella Buenos Aires, salpare per Montevideo, risalire tutta la costa brasiliana fino a Belèm, immediatamente a ridosso dell’estuario del Rio delle Amazzoni, attraversare l’intera foresta amazzonica, sfruttando la navigabilità del fiume, passare in Perù e poi in Ecuador per raggiungere Cartagena de Indias, nel Caribe colombiano. Da qui ci imbarcheremo per Panama, per poi dirigerci verso il Costarica e iniziare la risalita verso il Messico che attraverseremo interamente senza dimenticare il Guatemala, custode dell’antica saggezza Maya, giungendo infine a Tijuana, porta d’ingresso per gli Stati Uniti d’America e per la nostra meta finale: Los Angeles”.

Il loro rientro in Italia è previsto per l’11 dicembre, ma credo che in loro rimarrà sempre la sensazione di essere continuamente in viaggio, incapaci di fermarsi e con la voglia di conoscere chi è diverso proprio come accadeva a Bruce Chatwin.

“C’è chi non si accontenta di seguire rotte tracciate e si crea il suo percorso: di viaggio e di vita”.

 


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