22 febbraio 2019

Una Carta per i diritti dei figli di separati

di Nicola Boccola

La separazione non è una patologia, ma rischia di diventare un evento critico nello sviluppo dei minori coinvolti quando i conflitti familiari si fanno cronici. I numeri sono rilevanti: nel solo 2015, ultimo anno in cui sono disponibili dati completi, si sono registrati quasi 100.000 affidamenti di minori in separazioni e divorzi; senza tenere conto dei figli di coppie di fatto.

Se è passato quasi un secolo da quando lo psicoanalista Sandor Ferenczi affermava che è la famiglia a doversi adattare al bambino e non viceversa, è solo negli ultimi decenni che tale assunto si è affermato nella nostra cultura e anche nel diritto, con il passaggio della legge 54 del 2006 che per prima riconosceva il basilare diritto alla bigenitorialità del minore. I cambiamenti culturali sono stati in grado di assicurare lo sviluppo di strumenti di intervento miti come la mediazione familiare e la maggiore presenza dei padri nell’accudimento e nella crescita dei bambini; tuttavia stanno portando a una stagione di rinnovate conflittualità al momento della separazione, con il rischio che tecnici e legislatori perdano di vista il superiore interesse dei figli per focalizzarsi sulle esigenze dei genitori.

È in questo contesto che è stata introdotta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – nella persona della sua presidente Filomena Albano – la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori, un’enunciazione di diritti e principi di valore etico finalizzati a promuovere la centralità dei figli proprio nel momento della crisi della coppia. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere consapevoli i figli dei loro diritti e di contribuire alla crescita culturale dei genitori, al fine di garantire il rispetto dei diritti di cui sono portatrici le persone di minore età: non è un caso che alcuni dei punti siano stati scritti proprio da una consulta di sedici ragazzi, destinatari privilegiati della Carta (oltre naturalmente a genitori e addetti ai lavori).

I diritti citati dalla Carta sono dieci, ispirati alla convenzione dei diritti del fanciullo di New York ed enunciati in altrettante affermazioni poi approfondite da brevi paragrafi. Ci sono punti che rimandano alla promozione della bigenitorialità (1 - I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti e 6 - I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori); alla necessità di ricevere le giuste informazioni (3 - I figli hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori e 10 - I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano); e che esplicitano il supporto emotivo in riferimento a un evento per loro sconosciuto (4 - I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti e 8 - I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi). Non mancano riferimenti alla necessità che i genitori si rendano maturi e non manipolino i figli per i propri scopi (5 - I figli hanno il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti e 9 - I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche).

Il documento, presentato per la prima volta nello scorso ottobre, è stato ora tradotto anche in inglese e distribuito ai garanti per l’infanzia europei di ENOC (European Network of Ombudspeople for Children), alla Commissione europea, ad agenzie internazionali e ai giornalisti della stampa estera. La Carta è stata inviata in questi mesi a tribunali, associazioni, assistenti sociali, avvocati e professionisti che intervengono nella fase della separazione, in più di 4000 copie. Il primo bilancio è positivo: «le richieste che riceviamo sono continue – dice la garante Filomena Albano – Registriamo con piacere che sono nate anche iniziative spontanee di approfondimento. Iniziative che contribuiscono a realizzare l’obiettivo di rendere disponibile la Carta ove ci siano bambini e ragazzi alle prese con il percorso che parte dalla decisione dei genitori di separarsi. Stiamo lavorando a ulteriori azioni di diffusione in collaborazione con diverse associazioni ed è in preparazione una traduzione della Carta in spagnolo».


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