27 dicembre 2017

Uomini e donne in Europa

Le differenze di genere in Europa, come dimostrano numerosi fattori, si sono andate gradualmente assottigliando e gli stili di vita quotidiana degli uomini e delle donne si assomigliano sempre di più, certo molto di più di quando iniziò il processo di unificazione europea alla fine degli anni Cinquanta. Eppure vi sono ancora delle diversità notevoli, alcune delle quali dovrebbero certamente venire superate, e non in una sola direzione: ci offrono un sintetico quadro della situazione odierna ISTAT ed Eurostat in La vita degli uomini e delle donne in Europa - Un ritratto statistico (2017).

Partiamo dalle note dolenti a scapito delle donne: l’attività domestica. In tutta l’Europa, le donne si occupano molto più degli uomini della casa e della cucina: il 79% lo fa quotidianamente contro il 34% dei maschi; il Paese in cui c’è minore disparità è la Svezia (74% contro 56%), quello con la maggiore disparità è la Grecia (85% contro 16%), preceduta immediatamente dall’Italia (81%-20%). Decisamente minore invece è il divario per quanto riguarda la cura e l’educazione dei figli: se ne occupa il 92% delle donne e il 68% dei maschi europei, con ancora la Svezia al primo posto nella parità e la Grecia all’ultimo, mentre sia le madri sia i padri italiani se ne occupano di più dei loro concittadini europei (97% le madri e 73% i padri).

Un’altra iniquità a scapito delle donne europee riguarda i tassi di occupazione e gli stipendi. Gli uomini in generale lavorano di più, e il divario cresce con la nascita e l’aumentare del numero di figli; molte donne inoltre – quasi un terzo – in Europa lavorano part time, mentre gli uomini che scelgono o sono costretti a questa soluzione per conciliare gli impegni professionali con quelli familiari o per altri motivi sono solo il 9%. Infine, le donne patiscono tassi di disoccupazione più alti.

Anche gli stipendi mostrano una sensibile discrepanza: nel complesso dell’Europa le donne guadagnano il 16% in meno degli uomini. Queste differenze sono inferiori quando si tratta di lavori con salari bassi (quelli impiegatizi, nei servizi e nel commercio), mentre aumentano con il crescere del livello professionale, per esempio tra i manager femmina e i manager maschi, una posizione autorevole che in Europa è rappresentata per un terzo da donne e per due terzi da maschi. Bisogna dire che in Italia tale discrepanza è molto bassa (5%) e che posizioni rilevanti coperte da donne, come appunto quelle manageriali, non sono molto inferiori alla media dell’Europa (28%).

Ma ora veniamo agli aspetti più positivi per le donne. Intanto, esse studiano di più in tutta Europa e, mentre non vi sono quasi differenze tra i sessi nei gradi inferiori d’istruzione, più si sale più la forbice si allarga. In generale le donne apprezzano maggiormente le attività culturali, come leggere libri (lo fa il 42% contro il 31% dei maschi) o andare a concerti e spettacoli (30% contro 27%), anche se gli uomini si tengono più informati. Inoltre, esse conducono senz’altro una vita più sana, fumano e bevono meno alcolici e mangiano più frutta e, benché siano meno propense allo sport, hanno minori problemi di sovrappeso e sono meno soggette a malattie. Del resto è noto che l’aspettativa di vita è maggiore per le donne che per gli uomini, con circa 5 anni e mezzo di scarto, anche se – un dato curioso – gli uomini si sentono in generale più in salute delle donne, soprattutto con l’avanzare dell’età.

Per quanto riguarda infine la vita sociale, qua è dove le differenze praticamente scompaiono: andiamo al cinema, frequentiamo gli amici, visitiamo i musei con la stessa frequenza e, ovviamente, lo facciamo insieme.


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