4 novembre 2019

You’ll never walk alone. Salah e i pregiudizi anti-islamici

Uno studio compiuto dalla Stanford University ha analizzato l’influsso positivo che il campione di calcio egiziano Mohamed Salah ha avuto sull’intera città di Liverpool da quando gioca nella squadra cittadina, favorendo la diminuzione dei pregiudizi e delle discriminazioni. Il suo gesto di rivolgersi ad Allah subito dopo aver segnato un goal e di mostrare quindi la sua fede, ha fatto arretrare l’islamofobia dapprima negli stadi, poi anche fuori. Questa influenza era stata notata e segnalata sui giornali in occasione di alcuni cori dei tifosi come «se segna un altro po’, diventerò anch’io musulmano», che ne evidenziavano le caratteristiche religiose in modo ironico, ma positivo. La ricerca Can exposure to celebrities reduce prejudice? The effect of Mohamed Salah on islamophobic behaviors and attitudes, condotta da Ala’ Alrababa’h, William Marble, Salma Mousa e Alexandra Siegel per conto dell’università californiana, analizza in modo sistematico il comportamento degli abitanti di Liverpool rilevando come la percezione dei musulmani è significativamente cambiata dopo l’arrivo del giocatore egiziano, nel giugno del 2017. Peraltro, l’inserimento di Salah nella rosa del Liverpool è avvenuto quando nel Regno Unito i sentimenti di ostilità verso la comunità islamica erano ampiamente diffusi, in seguito all’attentato di matrice fondamentalista del 22 marzo 2017, che aveva provocato a Londra, nella zona dal Ponte di Westminster, sei morti, tra cui l’autore dell’attacco Khalid Masood, e quarantanove feriti. Nei mesi successivi all’arrivo di Salah, nel Merseyside, la contea metropolitana di cui Liverpool è capoluogo, gli episodi di razzismo nei confronti di musulmani sono diminuiti del 18,9% e i commenti ostili sui social media frequentati dai tifosi si sono dimezzati. Bisogna tenere presente che il calcio inglese è tutt’altro che un’isola felice da questo punto di vista e il razzismo è una realtà presente negli stadi più che negli altri Paesi europei. Secondo gli autori della ricerca, il fatto che gli appassionati di calcio familiarizzino con la figura di Salah, con la sua aperta devozione e la sua fede, può ridurre i pregiudizi e avvicinare le persone alla cultura islamica. Un fenomeno facilitato dagli straordinari risultati sportivi ottenuti dalla squadra e dal campione egiziano in questi due anni, con due finali di Champions League, di cui una vinta a Madrid contro i connazionali del Tottenham nel 2019. E quando dopo la partita vinta, squadra e tifosi, che avevano pacificamente invaso la capitale spagnola, hanno intonato insieme l’inno della squadra ‒ You’ll never walk alone, una sorta di preghiera laica ‒ hanno testimoniato a favore della capacità del calcio di aiutare a superare la solitudine, l’emarginazione e le difficoltà. ‘Non camminerai mai da solo’ sembrano parole che, anche alla luce di questa recente inchiesta, assumono un forte e autentico significato.

 

Crediti: L’immagine è un fotogramma tratto dal video New Mohamed Salah Song - Mohamed Salah, A Gift From ALLAH – Lyrics (LFC Leader)

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