19 aprile 2012

Perché Facebook acquista Instagram

Il fenomeno Instagram sembra poter essere raccontato soltanto utilizzando numeri con moltissimi zeri. Questa app gratuita, nata per iPhone ma poi resa disponibile anche per dispositivi Android, lanciata nell’ottobre 2010, a dicembre dello stesso anno aveva già raggiunto un milione di utenti, che sarebbero divenuti 5 milioni nel giugno 2011 e 25 milioni nel marzo 2012; e pochi giorni fa Facebook l’ha acquistata per un miliardo di dollari. Il segreto del suo successo sembra essere nel potere evocativo, intuitivo ed emotivamente coinvolgente delle immagini, che forse più di tante parole riescono a convogliare una sensazione o uno stato d’animo. Instagram consente infatti di condividere le proprie foto, ricevere commenti dalla propria comunità di amici e commentare quelle degli altri; permette inoltre di modificare le immagini, personalizzandole, con l’uso di particolari filtri: ottenere un effetto ‘foto d’epoca’ o aggiungere certe sfumature di colore è un’operazione facile e alla portata di tutti, ma sufficiente a far sentire tutti un po’ artisti. Anche Facebook consente di condividere foto naturalmente, ma in modo piuttosto statico e poco creativo; con l’acquisizione di Instagram saranno probabilmente elaborate strategie per integrare al meglio i due social network, e le prerogative di Instagram potranno fornire utili spunti di ispirazione per sviluppare funzionalità analoghe su Facebook, senza alcun timore di essere accusati di copiare dalla concorrenza. C’è anche chi pensa che l’operazione nasconda l’obiettivo di creare un varco in Paesi come la Cina, ostili ai social network che si presentano come possibili spazi di discussione e di dissenso, ma forse più inclini ad accogliere applicazioni apparentemente più innocue ed ‘artistiche’. Intanto, accanto a Instagram proliferano altre piattaforme e applicazioni per la condivisione di immagini e sembrano tutte crescere a ritmi sostenuti: da Pinterest a Tumblr, da PicYou a Chill a Hipstamatic. Chissà se Facebook prima o poi dovrà inglobarle tutte.


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