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08 novembre 2013

Il futuro di Wikipedia

È il sesto sito al mondo per accessi e per importanza. La sua creazione ha segnato una fase importante della storia di internet, cambiando radicalmente il mondo enciclopedico e il modo di diffondere il sapere sul web. Parliamo di Wikipedia, l'enciclopedia libera online più famosa e risorsa inesauribile di dati e informazioni non solo per gli studenti di tutto il mondo, ma per chiunque. Dopo quasi 13 anni (è stata lanciata nel gennaio del 2001) è arrivato, infatti, il momento di fare i primi bilanci. Si tratta di una svolta che la fondazione e la schiera di volontari che operano in tutto il globo devono affrontare. L'enciclopedia è vicina al declino o è solo una fase passeggera di crisi? Tra eccessi di burocrazia, che negli anni hanno appesantito l'operato della Wikimedia Foundation, e perdita di collaboratori, l'enciclopedia ha smesso di crescere e si trova a un bivio pericoloso.

Lo conferma un lungo articolo su Technology Review, la rivista del Mit (Massachusetts Institute of Technology) che parla esplicitamente di declino dovuto a una crisi dei collaboratori, anche se non in tutti i paesi. Gli esperti del Mit hanno analizzato i dati dei collaboratori della versione inglese negli ultimi cinque anni. È emerso che vi è stata una flessione del 30%. In totale i collaboratori dell’enciclopedia libera (nella sola versione inglese) sarebbero oltre 31mila, su un totale di 250mila nel mondo. Dai dati si evince anche che il 90% sono di sesso maschile e occidentali. Molto probabilmente a breve ci sarà un’impostazione più “social” dell’enciclopedia libera.

«Il rapporto nota come il numero di editori attivi nell'edizione di Wikipedia in lingua inglese sta calando da alcuni anni: ma è anche vero che molti campi del sapere sono stati riempiti», ha detto Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia in Italia. «La quantità di lavoro necessario oggi per mantenere la conoscenza contenuta nell'enciclopedia è indubbiamente minore di quello che serviva all'inizio. Dal punto di vista tecnologico, invece, il problema è legato alla possibilità di ottenere tutti gli anni i fondi necessari per gestire i server dove si trova la base dati dell'enciclopedia e acquistare la (notevole) banda che permetta a tutti di accedervi. Per il momento le raccolte fondi hanno sempre superato l'obiettivo prefissato».

Parlando di cronaca, qualche settimana fa Wikimedia ha cominciato a indagare su una serie di contenuti falsificati o promozionali su Wikipedia redatti e pubblicati dietro pagamento di denaro (che va contro la filosofia senza scopo di lucro della fondazione). Per questo gli amministratori della popolare enciclopedia hanno bloccato circa 250 “autori”, accusati di aver compilato voci per ottenerne benefici in denaro. Sue Gardner, executive editor della Fondazione, ha spiegato che ad essere sospettati sono ''diverse centinaia'' di account. Wikipedia considera le pratiche dei cosiddetti ''sockpuppet'', falsi utenti, e dei contenuti manipolati a pagamento una ''violazione'' dei principi che l'hanno resa una risorsa per la comunità online e per ''mezzo miliardo di lettori''. Una cosa simile, finora, non si era mai verificata, almeno con questi numeri.

Ma non ci sono solo questi scandali a minare le fondamenta di Wikipedia. I ben informati riferiscono che l'eccesso di burocrazia e dei controlli stia impedendo l'arrivo di nuovi volontari, spesso donne, e questo, almeno sembra, soprattutto nei paesi occidentali. Un ostacolo all’ingresso di nuove leve nella squadra di chi collabora. «Gli unici due ruoli che si vedono in pratica sono utente e sysop (amministratore). Nella versione in lingua inglese di Wikipedia esiste, più o meno in parallelo al calo degli utenti, un giro di vite verso gli utenti non registrati: naturalmente correlazione non significa causa-effetto, e creare un'utenza è comunque molto semplice», ha precisato Codogno.

Dal rapporto si legge che la campagna della fondazione porterà grandi cambiamenti a un sito che è una vera e propria “capsula del tempo” del Web, lontano dai siti moderni, user-friendly, accattivanti, e facilmente fruibili che esistono nel mare magnum del www. Wikipedia è lontano anni luce soprattutto dal punto di vista social, oggi elemento cruciale per la comunicazione 2.0.

«L'infrastruttura del sito – ha sottolineato il portavoce di Wikimedia Italia - è un problema per due motivi opposti: diventa sempre più difficile aggiungere contenuto formattato nella maniera voluta da Wikipedia, ma d'altra parte si richiede una strutturazione sempre più spinta sia per riuscire ad avere una vista uniforme che per permettere un uso automatizzato dell'informazione. L'anno scorso è nato il progetto WikiData che sta man mano raccogliendo l'informazione in formato facilmente utilizzabile dai computer e allo stesso tempo traducibile in pagine dell'enciclopedia usabili da chiunque».

«Tutto ciò che è stato Wikipedia nel 2001 e negli anni successivi è diventato sempre più obsoleto», ha aggiunto Sue Gardner, direttore esecutivo della fondazione. Lei e il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, dicono che il progetto ha bisogno di attirare un nuovo pubblico e fare progressi: «Il problema più grande è la diversità tra i diversi redattori».

La fondazione vuole lanciare un sistema di notifiche che permetterà di ringraziare gli autori delle voci che ci piacciono. In questo modo dovrebbe aumentare così la partecipazione emotiva e relazionale all’enciclopedia. Un po' come accade sui social network con il “mi piace”. La novità dovrebbe arrivare anche sulla Wikipedia italiana per novembre.

Altri credono che il calo di popolarità sia dovuto alla scelta di ridurre l’uso dell’anonimato sulla Wikipedia inglese dal 2005. Non a caso, in Italia, dove questo non è stato fatto, il calo non c’è stato. E poi non dimentichiamo che uno dei fattori che ha portato internet alla popolarità che ha oggi è proprio il fattore anonimato. Ormai la riduzione degli utenti in lingua inglese è sotto gli occhi di tutti, ma non è così per quelli italiani, con un contributo medio di 2500-3000 collaboratori. Per quanto riguarda il resto d’Europa il trend si parla di numeri in crescita: Francia e Spagna hanno visto aumentare il numero di utenti attivi nel corso del 2013.

Codogno spiega poi che «in Italia il numero di contributori attivi è fondamentalmente costante dal 2007, con fluttuazioni in su e in giù. Il problema è che ci sono relativamente pochi contributori, e molti sforzi sono dedicati a prevenire i "vandalismi" (le modifiche che non portano nuova informazione o peggio ne eliminano). Come Wikimedia Italia, nei limiti del nostro bilancio puntiamo a sviluppare progetti in collaborazione con entità locali e scuole, in modo da spiegare a persone di cultura ed estrazione diversa cosa sta davvero dietro Wikipedia e formare nuovi contributori. La parte più difficile - lamenta poi - è trovare persone esperte nei temi più umanistici, anche perché molti hanno difficoltà ad accettare di scrivere senza un ricavo né economico né di visibilità».

Il rapporto del Mit è sicuramente negativo e descrive la crisi da un punto di vista tecnico. Ma l'ipotesi della scomparsa della piattaforma non è sicuramente da prendere in considerazione, perché è ormai un punto fermo nel mondo della divulgazione del sapere sul web. Se nei prossimi anni gli amministratori del sito troveranno un modo per adeguarsi ai tempi che cambiano e per avvicinarsi di più agli utenti, la crisi diventerà solo un brutto ricordo.

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