1 luglio 2020

Dentro l'OMS:

struttura dell’Organizzazione e discorso del Direttore Generale in occasione della 146ª sessione del Comitato Esecutivo

 

Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus è entrata ogni giorno nelle case delle persone; tramite giornali cartacei, telegiornali e notizie in rete ha dato direttive di comportamento su come contrastare il virus e su cosa fare. Ma cos’è nello specifico l’Organizzazione Mondiale della Sanità? E quali sono le sue funzioni?

 

L’OMS è un’agenzia ONU con sede a Ginevra, la cui Costituzione è stata adottata dalla Conferenza Internazionale sulla Salute, tenutasi a New York dal 19 al 22 luglio 1946, firmata dai rappresentanti dei 61 Stati presenti ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 (data che ogni anno viene celebrata come il World Health Day).

 

L’Organizzazione è articolata su 3 livelli: quello centrale (con sede a Ginevra), quello regionale (vi sono infatti 6 uffici regionali: uno per l’Africa, uno per le Americhe, uno per l’Asia sud-orientale, uno per l’Europa, uno per il Mediterraneo orientale ed uno per il Pacifico Occidentale), e quello locale (in quanto vi sono 150 uffici statali).

 

Al momento, sono impiegate presso l’OMS più di 7000 persone provenienti da più di 150 paesi. Oltre a dottori, specialisti della salute pubblica, scienziati ed epidemiologi, lo staff dell’OMS include anche lavoratori specializzati nella gestione dei sistemi amministrativi, finanziari e informatici, oltre a esperti nei settori della statistica sanitaria, dell’economia e del soccorso alle emergenze.

 

Gli organismi di governo dell’OMS sono l’Assemblea Mondiale ed il Comitato Esecutivo.

 

La prima, che ha luogo ogni anno a maggio, è l’organo decisionale dell’Organizzazione, composto dalle delegazioni degli Stati Membri e improntato su una specifica agenda sanitaria preparata dal Comitato Esecutivo. L’Assemblea ha la funzione di determinare le politiche dell’agenzia ONU, designare il Direttore-Generale, supervisionare le politiche finanziarie, rivedere e approvare il budget.

 

Il Comitato Esecutivo è composto da 34 Stati; i Paesi che ne fanno parte hanno un mandato di 3 anni, dopo il quale vengono sostituiti da altri Stati Membri dell’Organizzazione. L’incontro annuale, che si tiene tra gennaio e febbraio, prevede la decisione dell’agenda per l’Assemblea Mondiale e delle soluzioni da adottare nel medesimo foro. Un secondo appuntamento, caratterizzato da sessioni più brevi, si tiene a maggio subito dopo l’Assemblea, ed è chiamato ad implementarne le decisioni e le politiche, al fine di facilitare i lavori.

 

Una parte molto importante del discorso che il Direttore Generale dell’Organizzazione Tedros ha tenuto in occasione della 146ª sessione del Comitato Esecutivo (svoltasi dal 3 all’8 febbraio 2020) è stata la risposta alle emergenze sanitarie. Dopo aver riportato che nel 2019 l’OMS ha risposto a 58 emergenze in 50 Stati, Tedros si è soffermato su tre epidemie in particolare: quella del virus della poliomielite, quella dell’ebola e quella del Coronavirus.

 

Per quanto riguarda la prima, Tedros ha riportato le difficoltà affrontare nella battaglia per l’eradicazione della malattia, precisando che nel 2019 si è assistito al dato più alto di infetti dal virus della poliomielite dal 2014: 173 casi. Il Direttore Generale dell’OMS si è inoltre soffermato sul lancio della nuova strategia per la “Global Polio Eradication Initiative”, per la quale i donatori si sono impegnati a versare 2,6 miliardi di dollari, dicendosi fiducioso che attraverso l’impegno finanziario, istituzionale e politico, la strategia potrà traghettare il mondo verso l’eradicazione della malattia.

 

Per quanto concerne la diffusione dell’ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dichiarata emergenza sanitaria pubblica di carattere internazionale («public health emergency of international concern»), Tedros ha riportato che dallo scoppio dell’epidemia nell’agosto del 2018 ad inizio febbraio 2020 ci sono stati 3421 casi e 2242 vittime, precisando poi che grazie allo sforzo incredibile di migliaia di operatori in prima linea, alla solidarietà della comunità internazionale e alla direzione del governo della RDC i contagi sono diminuiti. Altre ragioni che hanno contribuito a tale tendenza sono state la rapida approvazione del vaccino contro l’ebola dopo una prova su 250000 persone, e le terapie sperimentali adottate. Ciò ha rappresentato, ha asserito Tedros, un incredibile trionfo della salute pubblica, dal momento che 5 anni prima non vi erano né vaccini né terapie per contrastare l’ebola, che è invece ora prevenibile e trattabile. Tuttavia – ha precisato il Direttore Generale - finché i contagi non arriveranno a 0, il rischio di un riacutizzarsi dell’epidemia è possibile. Nel riportare che vi erano, a febbraio, 630 membri dello staff dell’OMS impegnati nel contrasto all’ebola nella RDC, Tedros ha ricordato l’importanza non solo di sconfiggere la malattia, ma anche di migliorare il debole sistema sanitario dello Stato, asserendo che una road map con il governo della RDC era stata già elaborata. Il Direttore Generale ha enfatizzato, in tal senso, la necessità di prioritizzare il rafforzamento dei sistemi sanitari in Stati caratterizzati da conflitti, in modo tale da rendere possibile il raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile entro il 2030.

 

Tedros si è poi riferito all’epidemia di Coronavirus, che, al momento del suo discorso, era stata dichiarata emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, ma non ancora pandemia – essendoci stati 17238 casi e 361 morti in Cina, e solo 151 casi fuori dal territorio cinese in 23 Stati, con un solo morto. Il Direttore Generale ha puntualizzato la necessità di combattere l’epidemia all’epicentro, per far sì che la diffusione fosse minima e lenta, ammonendo, però, che la situazione sarebbe potuta peggiorare. Inoltre, dopo aver esortato i Paesi a prendere decisioni coerenti con i dati e le evidenze scientifiche, ha espresso il bisogno di supportare gli Stati con i sistemi sanitari più deboli, di accelerare nella ricerca di cure per il COVIND (anche e soprattutto tramite cooperazioni ed accordi tra settore pubblico e private), di combattere la diffusione di informazioni false sul virus, di rivedere le strategie di prontezza di risposta (la cosiddetta “preparedness”) al fine di identificarne le lacune, di condividere dati, sequenze e informazioni sul virus tra gli Stati. Il tutto, ha ribadito più volte Tedros, doveva avvenire in uno spirito di solidarietà globale e cooperazione. Il Direttore Generale ha citato come esempio il caso dell’ebola nella RDC e negli Stati limitrofi: mentre per contrastare l’epidemia. Una volta insorta, nella RDC è stato speso 1 miliardo di dollari, in Uganda sono stati investiti solo 18 milioni di dollari per la preparazione alla risposta all’emergenza; tuttavia, quando il virus ha varcato il confine, l’Uganda era pronta, ed è stata molto efficiente nel contrastarlo. Ciò sta a dimostrare che investire nella preparazione e nella prontezza di risposta è la strategia vincente, dal momento che rende i costi – primariamente in termini di vite umane, secondariamente da un punto di vista pecuniario – minori. Un motto che riassume molto bene, in tal senso, la visione dell’OMS e la linea operativa della medesima per quanto riguarda l’ambito di cui si occupa primariamente l’Organizzazione, ovvero le emergenze sanitarie è quello enunciato da Tedros in chiusura del suo discorso: «if we fail to prepare, we prepare to fail», se falliamo nella preparazione, ci prepariamo a fallire.

 

 

Per saperne di più:

Le informazioni presenti nell’articolo sono state apprese durante un tirocinio che ho svolto alla Rappresentanza Italiana presso le Organizzazioni Internazionali ONU di Ginevra. Essendo stata assegnata al settore salute, ho infatti avuto la grande occasione di affiancare la delegazione italiana durante 146ª sessione del Comitato Esecutivo dell’OMS.

Le nozioni sulla struttura e sugli organi governativi dell’Organizzazione, così come i materiali delle varie sessioni dell’Assemblea Mondiale e del Comitato Esecutivo, si possono consultare nel sito ufficiale dell’OMS: https://www.who.int/

 

 

L’immagine di copertina da MasterTux su Pixabay; CC-creative commons.

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