3 luglio 2020

La Setta dei libri: creare comunità reali attraverso un progetto virtuale

Intervista a Willwoosh e a Marco Cioni, fondatori del club del libro digitale

Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, e Marco Cioni decidono di aprire un club del libro.

I due pionieri di YouTube Italia dimostrano come sia possibile sfruttare le nuove piattaforme digitali per creare comunità di persone che si infervorano, che discutono, che si incontrano grazie ai libri.

Senza formalità, senza pesantezza, senza giudizi.

 

In questa intervista, ci raccontano cosa la lettura significa per loro.

 

Benvenuti su Il Chiasmo. Iniziamo dalla vostra storia personale. Quali episodi della vostra infanzia, collegati ai libri, ricordate con piacere?

 

Guglielmo: da poco sono incappato in cinque raccolte di racconti che appartenevano a mia nonna. Erano i racconti che lei leggeva quand’era piccolina. Penso che sia stata proprio lei a tramandarmi la curiosità per i libri perché mi ricordo che in qualsiasi momento, anche di notte, se mi alzavo per andare in bagno, la trovavo con la luce accesa per leggere.

Marco: nella mia famiglia, invece, non ci sono grandi lettori. Mi ricordo, però, che mio nonno mi aveva regalato uno di quei libri cartonati per bambini con la storia di Page Master: ed essendo quella storia ambientata in una biblioteca, mi è scattata la curiosità di capire quali fossero i libri con cui quel protagonista si interfacciava. E allora è arrivata L’isola del tesoro i fantasy, e ovviamente Harry Potter, che penso sia la storia con cui sono cresciuti tutti quelli della nostra generazione.

 

Voi venite dal mondo audiovisivo. Da un lato Marco Cioni lavora per la Slimdogs, società di produzione video, dall’altro Guglielmo Scilla opera tra YouTube e altre piattaforme per creare contenuti. Come avete deciso di realizzare qualcosa che riguardasse i libri?

 

Marco: noi siamo fissati con le storie, con la narrazione. E ci è sempre piaciuto leggere. Volevamo prima di tutto condividere questa passione. E poi, volevamo trovare un modo per aiutare le persone che hanno abbandonato la lettura, come gli universitari durante le sessioni d’esami, a riprendere attraverso l’idea di una comunità che sostiene tutto questo.

Guglielmo: condivido, la cosa che ci ha spinto ad iniziare è stata l’idea di voler creare qualcosa di puramente piacevole, senza alcun tipo di struttura lavorativa, senza legami con luoghi, librerie o brand. Volevamo coinvolgere le persone, volevamo promuovere l’aspetto di condivisione. Da qui nasce La setta dei libri.

Marco: venendo dal web, c’è spesso l’abitudine di strumentalizzare la discussione per vincere nella lotta dei commenti. Il bello della comunità cha abbiamo creato è che, invece, c’è una volontà grandissima di mettersi in gioco, di cambiare la propria idea: non c’è bisogno di un vincitore. Questo desiderio di confronto spesso nei social è assente, se non addirittura opposto, spesso ognuno si arrocca sempre di più sulle proprie posizioni e si arrabbia.

 

Il club del libro non è certo un’idea nuova, ma il vostro sta riscuotendo sempre più apprezzamento: qual è il valore aggiunto che avete portato?

 

Guglielmo: non volevamo fare un classico club. Volevamo fare qualcosa di raggiungibile da chiunque, e dunque digitale.

Marco: sì, e volevamo alleggerire tutto il modo con cui spesso si parla di letteratura. Non volevamo pomposità. E allora sono nati termini come gli “adepti” (i membri del club), “la sacra scrittura” (il libro del mese), i “gran sacerdoti” (Guglielmo e Marco): sono dei ghirigori per rendere il progetto più leggero, più fruibile, più invogliante.

Guglielmo: e poi c’è anche l’altra faccia: tradurre tutto nel mondo reale.

 

Giusto, gli incontri dal vivo: ne avete già fatti cinque, come sono andati?

 

Marco: ne abbiamo organizzati tre a Roma, uno a Catania e uno in diretta streaming. L’obiettivo della Setta non è solo far scoprire solo libri, ma soprattutto altre persone. Così sono nati nuovi gruppi di amici e anche un paio d’amori.

Guglielmo: oltre a essere itineranti, abbiamo voluto insistere su Roma, dove abitiamo, così da permettere agli adepti di trasformare questi incontri in una routine e in abitudini. Gestite da loro, senza formalità e senza la nostra guida.

 

Torniamo sulla vostra esperienza nel mondo dei video: negli ultimi anni è esplosa la passione per le serie tv, mentre da sempre i film e i libri sono in rapporto costante. Come pensate che si rapportino queste tre forme d’arte?

 

Guglielmo: esistono libri che sono film e libri che sono serie, ma anche libri che sono fotografie, che sono cortometraggi. Ma di base i libri sono libri. Ti permettono ciò che non può permettere nessun altro prodotto audiovisivo: entrare così tanto dentro la testa di una persona e nei suoi pensieri in un modo che, proprio a livello tecnico, è impossibile ricreare in un film. Inoltre, con zero soldi è possibile creare le immagini più spettacolari che esistano sfruttando solo i soldi della tua immaginazione: non servono milioni e milioni di dollari per creare un drago che distrugge una città medievale.

Marco: il libro è una creazione condivisa, un po’ come i mobili Ikea. Te lo devi montare nella testa. Forse i film d’animazione sono più vicini allo stupore immaginifico che crea un libro perché con le animazioni puoi permetterti di creare inquadrature e azioni che sfidano la fisica.

 

Pensando a chi vuole riprendere a leggere, o per far iniziare i bambini, cosa è efficace secondo voi?

 

Marco: a volte ho la sensazione che in televisione o in radio ci sono ottimi programmi, ma un po’ pesanti perché cercano di essere intellettuali in modo borioso: spesso questo allontana chi timidamente cerca di avvicinarsi alla lettura. Così le persone fanno un passo indietro perché si sentono inadeguate, mentre ognuno può leggere ciò che vuole e pensare ciò che vuole.

Guglielmo: secondo me una delle iniziative più utili per far appassionare alla lettura è la scrittura creativa perché permette di capire cosa c’è dietro un libro, e allora li apprezzi di più quando scopri che mondo di lavoro sta dietro le pagine.

 

È quindi importante avere qualcuno che introduca alla lettura?

 

Guglielmo: sì, è bello avere qualcuno che ti dia questa possibilità come opzione e poi sarai tu a plasmarla secondo quanto ti interessa. Per esempio, credo sia dannoso quando a livello scolastico viene dato un tempo per la lettura a persone ancora acerbe; inoltre, si spaventano di fronte all’idea del voto e del giudizio: allora scapperanno per sempre dalla lettura.

Marco: certo, bisogna dare a ciascuno la libertà di scegliere. La mia professoressa ci chiedeva di leggere qualsiasi libro volessimo durante l’estate e poi presentarlo agli altri. Allora c’era chi arrivava con Geronimo Stilton e chi con Guerra e pace. Ma imporre di leggere Guerra e pace a chi non ha mai letto niente sarebbe come scalare l’Everest senza aver mai messo degli scarponi ai piedi

 

Avete più volte citato la paura della lettura. Diteci di più.

 

Guglielmo: io sono sempre stato un lettore molto solitario, e la lettura può far paura quando si è soli. Alcune persone si spaventano di fronte alla pagina piena di parole. Tuttavia, questo può essere superato quando c’è una comunità, degli amici, o perfino degli sconosciuti online, in cui sentirsi accolti e con cui supportarsi reciprocamente. E allora emerge la bellezza della lettura.

Marco: forse è questo l’obiettivo principale della Setta: creare uno spazio di condivisione in cui emerga il piacere per una comunità, non solo per i libri.

 

Ora concludiamo: immaginate di incontrare una persona che non sa assolutamente niente di voi e volete consigliarle un libro affinché possa conoscere qualcosa su chi siete. Che libro consigliate?

 

Marco: ho letto da poco Il giovane Holden. All’inizio giudichi questo ragazzo in modo un po’ superficiale, ma poi entri nel suo mondo gigantesco e scopri quanto può esserci dietro una persona. Noi siamo abituati a vedere gli altri come una fotografia di quello che sono in quel momento; un anziano che butta una cartaccia per terra è un anziano che butta la carta per terra. E non sappiamo altro. Ecco, nel giovane Holden ci ho visto la capacità di tirare fuori tutto quello che è un uomo.

Guglielmo: rispondo di pancia senza nessun altro pensiero. Direi Cime Tempestose perché mi ricorda i conflitti interiori, che soprattutto in passato, mi spingevano a odiare tutto ciò che amavo. Però mi viene da dire che a volte il conflitto è una forma di interesse: se non c’è interesse non c’è neanche conflitto.

Marco: vorrei aggiungere che i libri cambiano come mi relaziono alle persone in base a cosa sto leggendo in quel momento, che sia un fantasy, o un giallo o un saggio, cambio proprio il modo di pensare in quel momento specifico della mia vita.

Guglielmo: per questo i bravi librai sono quelli che ti leggono l’anima e ti dicono cosa leggere. Riconoscono per cosa sei pronto in quel momento, di cosa hai bisogno in quel fazzoletto della tua esistenza. In altri momenti avrai bisogno di altre letture, e i bravi librai sapranno trovare le parole giuste per te. Non devono scomparire.

 

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