15 novembre 2019

In equilibrio sul baratro: Mrs. Ramsay in "To the Lighthouse" di Virginia Woolf

di Mariagrazia Coco

E lei sentì un improvviso senso di vuoto; frustrazione. Questo sentimento era arrivato troppo tardi; ed era lì pronto; ma lui non ne aveva più bisogno. Era diventato un uomo molto distinto e anziano, che non aveva per niente bisogno di lei. Si sentiva ignorata

si legge nel terzo capitolo della terza parte di To The Lighthouse.

Cos'era successo nei precedenti capitoli? Perché a compiere la famosa gita al faro sono solo Mr Ramsay, la pittrice Lily Briscoe e i due figli della coppia dei Ramsay, James e Cam? Che ne è stato della famosissima Mrs Ramsay?

 

Virginia Woolf pubblica To the Lighthouse nel 1927, l'opera è suddivisa in tre capitoli: The Window, Time passes e The Lighthouse. Tempo e spazio nelle tre sezioni occupano un posto di rilievo: mentre nel primo e nell'ultimo capitolo l'azione si svolge nell'arco temporale di ventiquattro ore, nel secondo capitolo, invece, viene coperto un arco pari a una decina d'anni. Allo stesso modo, lo spazio è organizzato secondo un evidente contrasto: nel primo capitolo si tratta di uno spazio chiuso, la casa dei Ramsay, dove in quella giornata verrà offerta una cena con amici della famiglia, mentre nel terzo capitolo la storia è ambientata in uno spazio aperto, ossia lungo il tratto di strada che conduce la barca dei Ramsay a fare la famosa gita al faro di cui si è parlato nel primo capitolo.

Infine, il secondo capitolo porta in sé uno spazio segnato dal tempo, si ha infatti un racconto di natura episodica dove si apprende della morte di due dei figli dei Ramsay (l'uno in guerra e l'altra per complicazioni post partum) e della morte della stessa Mrs Ramsay.

Ma quali sono, al di là delle categorie spazio-temporali, le dinamiche che guidano il flusso dell'opera?

 

Essa è percorsa soprattutto da un caos di emozioni che incessantemente popolano le pagine, ma anche da un progressivo silenzio, nonché rallentamento, nelle azioni dei membri della famiglia Ramsay e dei loro amici: nel primo capitolo, in particolare, Mrs Ramsay si sofferma a investigare la personalità e l'essere di ogni membro della sua famiglia e dei suoi amici, alla ricerca di un senso, di una verità, di una sostanza di fondo.

L'opera ha come protagoniste indiscusse le emozioni, le percezioni e le sensazioni. Tutto questo tumulto di emozioni si concentrano in Mrs Ramsay, che va incontro, inevitabilmente, ad una ricchezza interiore, ma che finisce per rivelare la vacuità. A far da eco e a far continuare a vivere Mrs Ramsay, il suo ricordo e la sua personalità è la pittrice, Lily Briscoe, che, tramite il suo quadro, descrive l'opera della Woolf, come si legge nella terza parte e come riprende Nicola Bradbury nell'introduzione dell'opera «What is To the Lighthouse about? Life, death and Mrs Ramsay». Egli aggiunge a questi temi «the urgent chaos of personality».

 

Alla ricerca spasmodica di senso, che attribuisce alla storia una connotazione esistenziale, Virginia Woolf unisce la questione sociale dell'affermazione identitaria di genere in epoca vittoriana.Qui può essere messo in evidenza il contrasto tra la personalità di Mrs Ramsay, che sembra perfettamente ricoprire il ruolo tradizionale della madre di famiglia, che sottostà al volere del marito anche nel momento in cui egli le rifiuta la sua tanto agognata gita al faro e quella di Lily Briscoe, pittrice, che rappresenta la figura di una donna, che non riconosce altro vincolo oltre a quello che la lega alla propria arte.

Attraverso gli occhi e le percezioni di Mrs Ramsay e il suo flusso di coscienza, il lettore è spinto a sentire e vivere l'immobilità di un moto perpetuo nella claustrofobica residenza dei Ramsay, dove la padrona di casa adempie al ruolo che le viene imposto svolgendo alla perfezione i suoi doveri di moglie e madre. Proprio nelle parole non espresse e nei silenzi urlati, Mrs Ramsay racconta più di quanto un lettore possa trovare scritto tra le pagine del libro: bisogna ascoltare la sua voce, la voce di una donna che, attraverso sensazioni e percezioni, viene colpita da piccoli atomi che la destano dalla sua quiete. Mrs Ramsay non arriverà mai al suo momento di rottura, al suo moment of being come Mrs Dalloway, ma è incontestabile la sua carica energetica che risveglia in ogni donna il sentimento e la volontà di piacersi e di amarsi, nel suo mondo interiore ed esteriore.

 

Tra il primo capitolo, che rappresenta la superficie, e il terzo, che rappresenta il baratro, si ha il secondo capitolo: Time passes.

In Time passes aleggia il ricordo di Mrs Ramsay, esso è il filo estremamente sottile sul quale Mrs Ramsay, ormai morta, resta in equilibrio. Sul quel filo lei si erge, immobile e quieta; Virginia Woolf utilizza il termine ‘stillness’.

But the stillness and the brightness of the day were as strange as the chaos and tumult of night, with the trees standing there, and the flowers standing there, looking before them, looking up, yet beholding nothing, eyeless, and so terrible.

Difatti, esso può indicare sia la quiete, sia l'immobilità. Si tratta di un tumulto perenne, dove lo sconvolgimento interiore si rispecchia nel turbamento naturale degli alberi e dei fiori, ma non negli uomini, gli artefici che creano la propria artificiosità nascondendo le proprie opinioni, la propria volontà, che vivono l'ipocrisia del sistema, il narcisismo (estetico) e l'artificio. Un altro tema fondamentale del romanzo è costituito dall'opposizione tra la natura e l’artificio, tra la verità interiore e l’apparenza estetica. I due temi sono incarnati nelle due eroine del romanzo: Mrs Ramsay incarna la natura, Lily Briscoe la ricerca dell'esteta. Dalla stillness si passa alla  nothingness.

 

Il terzo capitolo è come la soglia del baratro: giunti a questo punto, la stillness si trasforma in nothingness. La famiglia Ramsay è ormai dimezzata, restano solo Mr Ramsay e i figli James e Cam che si recano in quel faro, dove tanto tempo prima non erano voluti andare. Si ha dunque una distruzione dello scenario presentato in precedenza, poi solo accennato e quasi passato sotto silenzio nel secondo capitolo. The Lighthouse è il capitolo in cui tutto appare ormai distrutto, nonché svuotato di significato: come scrive Nicola Bradbury, «from 'nothing' to 'nothingness', the text in effect 'uncreates' its own world». 

In conclusione, alla ricerca della profondità del sentire umano, Virginia Woolf racconta una storia senza effetti prorompenti, ma nel silenzio e nella quiete che rivela la vacuità dell'esistenza umana. In questo paesaggio desolato, come fosse lo scenario della vita interiore di ogni individuo, il faro si erge e ridona la luce, ravviva il ricordo e illumina il baratro dove si è persa Mrs Ramsay. In uno degli ultimi momenti, rischiarati dalla luce del faro, Lily Briscoe la vede:

she looked at the steps; they were empty; she looked at her canvas; it was blurred. With a sudden intensity, as if she saw it clear for a second, she drew a line there, in the centre. It was done; it was finished. Yes, she thought, laying down her brush in extreme fatigue, I have had my vision.

Per saperne di più:

Per approfondire l'argomento, si consiglia la lettura dell'opera To the Lighthouse di Virginia Woolf e dei testi critici: A Critical History of English Literature (vol. IV) di David Daiches e A Mirror of the Times di Rosa Marinoni Mingazzini e Luciana Salmoiraghi.  

 

 

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Immagine di copertina da Fausto García su Unsplash. Libera per usi commerciali, attribuzione non richiesta

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