24 settembre 2019

L'amore possessivo di Hélène Cixous e Clarice Lispector

Nella traduzione della mela (in un'arancia) provo a denunciare me stessa, Un modo di possedere. La mia parte. Del frutto. Del piacere. Di arrivare a dire ciò che non posso ancora assicurare per mio unico volere.

Il passo citato è tratto da Vivre l'orange, opera di Hélene Cixous pubblicata nel 1979. Nata nel 1937 a Orano, allora città dell'Algeria francese, la scrittrice e drammaturga Hélène Cixous è una delle esponenti più famose del femminismo francese. A completare un palmarès di svariate pubblicazioni di romanzi e opere teatrali pubblicate dalle più celebri editrici di Francia, si aggiungono diversi suoi saggi critici su altri scrittori. In particolare, seguendo il suo impegno per la causa femminista, la Cixous si è approcciata allo studio di autrici che vivono o hanno vissuto, proprio nella loro scrittura, una censura da parte della società che le circonda: nello specifico, si è interessata in particolar modo alle opere di Clarice Lisector. Quest'ultima, nata a Čečel'nyk in Ucraina ma in seguito naturalizzata brasiliana, vive, nei confronti della sua scrittura, intrisa di tematiche scottanti, un clima di particolare oppressione. Nel tentativo di elevare l’autrice come esempio e porla su un piedistallo, Hélène Cixous finisce però per agire con una forza preponderante e dominatrice, che soffoca la voce autoriale di Clarice Lispector, proprio come la soffoca la sua società.

 

La storia di Clarice Lispector è curiosa: nata in Ucraina e poi subito emigrata con la famiglia in Brasile, studia legge per poi dedicarsi alla scrittura come giornalista, ma anche come autrice di romanzi e traduttrice. È la parola ad essere il suo punto di snodo esistenziale, in particolare la parola che le viene tolta. Clarice Lispector vive pienamente la realtà del Novecento, un periodo che vede sorgere le rivendicazioni femministe, nonché la nascita di un vero e proprio movimento di rivendicazione culturale. In questo quadro, è bene ricordare le origini del femminismo e la sua natura. Come riporta Treccani, il femminismo è, in prima istanza, un «movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne», un movimento che, in origine, nasce a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo come rivendicazione di quel diritto di voto di cui le donne erano private. Ben presto, però, dopo aver conquistato il tanto agognato diritto, le attiviste femministe si rendono conto che la battaglia non è finita. L’obiettivo, di più ampio respiro, diventa quindi riprendere il proprio posto nel mondo, combattendo per una rivendicazione sociale e culturale. Questa nuova spinta degli anni Sessanta e Settanta dà motivo a molte donne di “dire la propria”, di “urlare a gran voce” quello che per anni hanno taciuto, di mostrare al mondo maschile che queste non provano più vergogna del proprio corpo e che sono padrone di se stesse: il femminismo diviene così un movimento che va a ristabilire il ruolo della donna all'interno della sfera pubblica, ridandole dignità, diritto di parola, visibilità e potere.

 

Ciononostante, la situazione non è ovviamente la stessa in tutti i paesi del mondo: la diffusione della nuova ondata di questo movimento avviene in primis in Canada, per poi passare in Europa e proseguire verso zone geografiche via via più distanti dal nucleo iniziale. In particolare, la situazione del Brasile di Clarice Lispector è piuttosto chiara: si tratta di una società ancora fortemente maschilista dove vige la legge del patriarcato, dell'autorialità e del colonialismo, in breve uno stato nel quale vige la legge del più forte. Di conseguenza, le donne sono sottomesse e costrette a vivere relazioni di potere asimmetriche nelle quali non solo non hanno voce in capitolo, ma in cui anche qualsiasi tentativo di parola viene messo a tacere.

 

Nel campo della letteratura era abbastanza comune quindi ricorrere alla censura e al divieto di tradurre certe opere “scomode”.

 

In questo panorama particolarmente caldo, nel suo tentativo di raccontare l'indicibile, Clarice Lispector scrive in portoghese brasiliano diverse opere, le quali provocano scandalo per i temi di cui trattano e per le riflessioni a cui portano e che destano un particolare interesse agli occhi di Hélène Cixous, la quale interpreta secondo le sue lenti A paixão segundo G.H. (La passione secondo G.H.), pubblicata nel 1964 e Água Viva (Acqua viva), pubblicata nel 1973.

 

Nel leggere le opere di Lispector, Cixous intesse con l'autrice brasiliana una vera e propria "storia testuale", come la definisce Rosemary Arrojo. Infatti, in Vivre l'orange, il fulcro è costituito proprio da una conversazione tra un io e un tu nella quale si celebra tale rapporto in cui il grado di coincidenza e condivisione delle opinioni e del pensiero delle due autrici genera in Cixous un assorbimento della carica del pensiero di Lispector. Come afferma Arrojo, «nel suo incessante sforzo di sovvertire una contrapposizione così pervasiva e onnipresente, che lei ritiene sia alla base di tutte le forme di oppressione, in particolare il patriarcato e il colonialismo, Cixous cerca di individuare modi di rapportarsi all'altro/a che vadano oltre la ricerca del potere e del dominio, lasciando integra l’alterità».

 

Si stabilisce infatti, tra le due autrici, quasi un'unione omosessuale che viene portata all'estremo: come asserisce Arrojo, non traspaiono più due autrici, bensì una soltanto, ovvero Hélène Cixous, la quale finisce per esercitare dunque quella “messa a tacere” tanto denunciata e condannata. Ecco il paradosso dell'amore possessivo, ecco la contraddittoria devozione di Cixous, che a causa della sua passione viscerale per la scrittura di Lispector opera una riscrittura del testo, finendo per mettere in atto un violento desiderio di possesso e costringendo Lispector a diventare un fantasma nelle sue opere, come sostengono Arrojo e Barthes.

 

In particolare, riprendendo la metafora della “mela” presentata ad inizio articolo, Arrojo spiega come questa rappresenterebbe per metafora Lispector, mentre l'aranc-io rappresenterebbe Cixous, che gode del frutto dell'albero, lo digerisce e lo trasforma, facendolo suo e piegandolo ai propri interessi. In altre parole, come sostiene Arrojo, si tratterebbe di «un atto di colonizzazione, per cui i soggetti e gli oggetti che cadono sotto l'altrui dominio sono costretti a sposarne gli interessi e a cedere totalmente il controllo».

 

In conclusione, se la traduzione è un atto per dare maggiore diffusione alla parola che un soggetto X ha espresso in una lingua Y, ossia per diffondere il suo messaggio e il suo pensiero, Hélène Cixous applica questo stesso metro, utilizza la traduzione per silenziare con prepotenza la voce e le parole di Lispector. Se è vero che per Cixous lo stile maschile produce forme «asciutte, ridotte all'osso», mentre lo stile femminile è alla «ricerca di un significato non mediato, libero dalle costrizioni della traduzione e potenzialmente diverso dalla lingua maschile che traduce tutto in se stessa, [che] non comprende nulla se non in traduzione», in altre parole, uno stile che mira a «trattare l'altro “con delicatezza, in punta di parola, senza schiacciarlo”», allora, forse, ci troviamo davvero a un’evidente situazione di paradosso.

 

Le traduzioni sono tratte dal libro curato da Elena Di Giovanni e Serenella Zanotti, Donne in traduzione, Milano, Bompiani, 2018.

 

 

Per saperne di più:

Per approfondire l'argomento, si consiglia la lettura del saggio Interpretation as possessive love - Hélène Cixous, Clarice   Lispector   and   the   ambivalence   of fidelity di Rosemary Arrojo.  Inoltre, si consigliano i testi: La passione secondo G.H. di Clarice Lispector (tradotto da Adelina Letti) e di Acqua Viva, sempre della stessa autrice (tradotto da Roberto Francavilla). Infine, si consiglia la lettura di Vivre l'orange di Hélène Cixous.

 

Immagini originali:
Set of cats (felidae) isolated on white background - Vettoriale. Crediti: laraslk Shutterstock.com 
Lioness and male lion lying down. Vector illustration isolated on the white background - Vettoriale. Crediti: Hennadii H / Shutterstock.com

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