9 agosto 2019

La cultura delle gang in "The Outsiders" di S. E. Hilton

di Mariagrazia Coco

Dovevo fare molta strada prima di arrivare a casa e non avevo nessuna compagnia, ma mi capitava spesso di camminare da solo. […] Andavo verso casa, pensando al film e, d'improvviso, volevo che ci fosse qualcuno accanto a me. […] I Greasers non possono camminare da soli a lungo o ci attaccano. […] I Socs ci attaccano. […] Siamo più poveri rispetto a loro e alla classe media. E credo che siamo pure più arrabbiati.

 

Questo è uno dei primi passi tratti dal romanzo d'esordio dell'autrice americana contemporanea Susan Eloise Hilton, The Outsiders. La genesi dell'opera risale a quando, ancora al liceo, la scrittrice cominciò ad interessarsi ai fenomeni sociali legati alle cosiddette gang, ovvero i gruppi che popolano le periferie delle città statunitensi. Pubblicata per la prima volta nel 1967, The Outsiders è un'opera che mette a nudo gli spaccati taciuti della società americana; l’assenza dei genitori, la violenza delle gang, il fumo e l’uso di alcolici sono solo alcuni dei motivi presenti, per i quali tra l'altro il libro subì una "censura", venendone appositamente evitata la lettura nelle scuole, quasi fosse un tabù, come lo erano, del resto, le tematiche che affrontava.

 

Va sottolineato di nuovo come il romanzo sia frutto non della penna di una scrittrice adulta, quanto, piuttosto, di quella di un’adolescente che descrive la realtà dei ragazzi che la circondano, quella dell'Oklahoma della seconda metà del Novecento.

 

I Socs e i Greasers sono le due gang che si affrontano nel romanzo. I primi, di famiglia benestante, sono un gruppo costruito su una forza sociale evidente e preminente; la seconda gang, invece, è formata da ragazzi la cui aggregazione sociale è basata sul loro essere soli, sul costruirsi essenzialmente da sé. Dal loro desiderio di trovare un sistema che li accolga, i Greasers hanno formato la loro famiglia:

Portiamo i capelli lunghi e, di solito, indossiamo dei jeans blu e delle magliette, portiamo le camicie fuori dai pantaloni e indossiamo giacche di pelle con scarpe da tennis o stivaletti. Non sto dicendo che i Socs sono meglio dei Greaser o viceversa; è semplicemente come stanno le cose.

Ecco come Ponyboy, protagonista e narratore in prima persona della storia, descrive l'ambiente che vive tutti i giorni. Quattordici anni e ottimi voti a scuola, questi vive una crisi di esclusione: dopo la morte dei genitori, vive con i fratelli Sodapop e Darell, anch'essi Greasers. Con Darell condivide un bel rapporto, mentre, al contrario, con Sodapop sente di non condividere un vero rapporto da fratelli: non si sente all'altezza, ritiene che il fratello maggiore non si prenda cura di lui, come se dovesse prima meritare il rispetto di quest'ultimo. Del gruppo dei Greasers fanno parte altri personaggi, tra cui Johnny Cade, miglior amico di Ponyboy, ma anche Dallas, Two-Bit e Steve.

 

La trama del romanzo trova un punto di snodo in uno scontro tra Socs e Greasers, nel quale Bob, leader dei Socs, viene ucciso da Johnny. Quest'evento rappresenta il punto di massima tensione nel romanzo: da qui prende il via una crisi d'identità dei Greasers, in cui i membri cominciano a porsi domande su loro stessi, sul loro essere come individui singoli e non come parte di un gruppo. I ragazzi iniziano a rendersi conto che le proprie azioni non si riflettono soltanto sul loro microcosmo, ma hanno delle conseguenze pesanti a livello macrosistemico: nella società ogni atto/azione ha un peso e ne devono rispondere. In questo sistema dicotomico di rivalità tra le due gang, si possono ravvisare alcuni fenomeni che si hanno anche a livello macrosistemico nei gruppi sociali: fenomeni di esclusione, di vendetta, di rivalsa, di rivendicazione.

 

Disorientati e circondati da una serie di eventi che si avvicendano e che si intrecciano tra loro, i ragazzi di periferia si trovano di fronte alla rottura dell'equilibrio delle tre "B": being ("essere"), belonging ("appartenere") e becoming ("diventare"). Queste tre "B" rispecchiano perfettamente passato, presente e futuro: being riguarda l'identità del ragazzo sulla base delle esperienze vissute in passato; belonging fa riferimento alla loro appartenenza attuale, al fatto di essere parte di un gruppo; infine, becoming rappresenta le prospettive di un immaginarsi in futuro.

 

In questo equilibrio, i ragazzi, proprio come in The Outsiders, possiedono una sola e unica sicurezza, rappresentata dalla prima B, il belonging, poiché il passato è alle loro spalle e, date le loro esperienze di vita, lo rifiutano, mentre il futuro non lo immaginano neppure. Nella cultura delle gang, tutto ciò che è vero, tutto ciò che importa è il gruppo: la prospettiva si esaurisce in esso. I ragazzi diventano i catalizzatori di energie che poi esplodono in lotte e scontri corpo a corpo. Il gruppo, la gang, è il luogo in cui abitano i ragazzi, a cui sentono di appartenere. All'interno del gruppo essi vengono accettati e investiti di ruoli: a loro vengono affidate delle "missioni". La gang è quindi vissuta come un sistema di società: tutto inizia e finisce nella gang e nelle sue "azioni".

 

Ciononostante, alla fine, la realtà si rivela essere ben altra da quella semplicemente circoscritta alle gang: l'uccisione di Bob ha un’eco maggiore rispetto a quanto si potesse immaginare. I Greasers sentono cadere sulle proprie spalle un macigno: le responsabilità e le conseguenze dell'atto compiuto. In questo cocktail di eventi forti dal punto di vista emotivo, la chiesa del quartiere prende fuoco: nell'incendio rimangono coinvolti Ponyboy e Johnny; il primo perde i sensi a causa del fumo, mentre il secondo subisce un violento colpo alla schiena a causa della caduta di una trave.

 

Negli ultimi capitoli, il romanzo ritrae una realtà aspra, quanto mai vera, secondo un artificio della narrazione che la rende cruda e vivida nella mente del lettore, il quale viene spinto fino al sentire e provare l'angoscia, la paura, lo spaesamento e la fine. Appena prima di morire, sul letto d'ospedale dove viene ricoverato dopo l'incendio, Johnny dedica un'ultima frase al suo fedele ed eterno amico Ponyboy. In questa frase, facendo riferimento alla poesia di Robert Ford Nothing Gold Can Stay, Johnny racchiude tutta la loro rivincita, la rivincita di ragazzi di periferia, ragazzi ai margini, ragazzi dimenticati, che possono, comunque, entrare nel mondo, che possono, comunque, uscire dalla periferia, rimanendo sempre e per sempre degli Outsiders. «Stay gold, Ponyboy, stay gold». Non sfiorire, Ponyboy, non sfiorire.

 
Immagine di corredo: frame tratto dal film The Outsiders (1983), diretto da Francis Ford Coppola

 

Per saperne di più:

Per approfondire l'argomento, si consiglia la lettura dell'opere opere sopracitate, ovvero The Outsiders di S. E. Hilton e Delinquent Boys: Culture of the gang di Albert Cohen. Inoltre, si consiglia la visione del film The Outsiders del 1983 diretto da Francis Ford Coppola.


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