16 gennaio 2019

La rivoluzione delle lingue minoritarie: i casi dell'Irlanda e della Corsica

«Il problema relativo alla traduzione e alle lingue minoritarie non è un problema secondario. (...) L'egemonia della lingua inglese nel campo dello sviluppo tecnologico che cresce a ritmi più elevati sta a significare che tutte le altre lingue diventano, in questo contesto, 'lingue minoritarie'», scrive Michael Cronin nel saggio The Cracked Looking Glass of Servants: Translation and Minority Languages in A Global Age. L'avvento di Internet, lo sviluppo delle nuove tecnologie e la moda dei social network sono solo alcuni dei fattori che hanno permesso e permettono tuttora alla lingua inglese di imporsi oltre i termini di lingua veicolare.

 

L'egemonia dell'inglese in moltissimi ambiti, tra i quali l'informatica, la robotica, lo sport e la cronaca, è causa di un altissimo numero di prestiti linguistici nelle varie lingue. Questi possono essere di due tipi: il prestito linguistico di necessità, ovvero quel prestito che si ha per mancanza di un referente corrispondente nella propria lingua (come nel caso della parola “caffè” o “patata”, alimenti che non esistevano prima della loro importazione dall'America); e il prestito linguistico di lusso, quando invece si preferisce l'uso di termini stranieri per ragioni di brevità, comodità o di maggiore utilizzo, come nel caso della parola "goal" che in italiano corrisponde a "rete", o ancora della parola "corner", "angolo", e infine "businessman" per "uomo d’affari".

 

In alcuni Stati, negli ultimi anni, si è assistito ad una costante ricerca del valore della lingua nazionale, perseguita tramite l’incoraggiamento all’uso di termini della lingua nazionale piuttosto che dei prestiti linguistici. Un esempio di questa politica è il caso della Francia: in particolare, la legge Toubon del 1994 tenta di stabilire la supremazia e l'importanza della lingua francese nelle pubblicazioni governative, ministeriali, commerciali e pubbliche, con lo scopo di promuovere l'arricchimento della lingua francese, contrastare l'avvento della lingua inglese e difendere la cultura della Francia. Si ha così l'aumento esponenziale dei neologismi, soprattutto in ambito informatico: al termine "software" si sostituisce il termine francese "logiciel"; al termine "computer", "ordinateur"; "digital", "numérique"; "net", "réseau" e così via.

 

In quest'ottica, le lingue minoritarie non sono solo quelle lingue parlate da una stretta comunità di parlanti in un'area geografica ristretta, ma sono tutte quelle lingue che sentono la pressione di una lingua "altra", che esercita una certa influenza sulla lingua nazionale e investe vari campi d’azione. Secondo Cronin, una lingua minoritaria può andare incontro a due possibili strade: la traduzione-assimilazione, quando i parlanti di una lingua fanno uso del termine della lingua straniera, assimilandosi così alla lingua egemone; la traduzione-diversificazione, quando i parlanti resistono alla pressione linguistica della lingua egemone cercando di sviluppare e mantenere intatta la loro lingua nazionale. Nella suddetta ottica, i traduttori giocano un ruolo centrale: questi sono chiamati a trovare in tutte le aree di ricerca un termine corrispondente che non si pieghi al prestito linguistico ma che stabilisca, ancor di più, la differenza. Da chi deve, dunque, partire la politica di rivoluzione linguistica?

 

Proprio dai traduttori: difatti, sono questi ultimi ad avere in mano le armi per attuare una vera e propria rivoluzione nel suddetto campo. Secondo Cronin, il traduttore è predatore e liberatore, nemico e amico. Prendiamo come esempio il caso dell’Irlanda: pare che nel sedicesimo secolo il 90% degli irlandesi parlasse l'irlandese, mentre oggi solamente il 10% lo parla fluentemente, registrando così una mancanza di monoglotti nella suddetta lingua. Per ristabilire l'importanza dell'irlandese, la Ireland Literature, ex Ireland Literature Exchange, fondata nel 1994, ha adottato una politica di traduzione della letteratura irlandese in altre lingue, ma ha fallito nel sussidiare la traduzione di un titolo straniero inglese. Tra le altre organizzazioni che si prefiggono questo obiettivo possiamo fare riferimento anche alla Bord na Leabhar Gaeilge.

 

Per quanto riguarda, invece, il caso della Corsica, la traduzione dell'opera teatrale Knock ou le Triomphe de la médecine avvenuta nel 1989 ha destato particolare scalpore soprattutto in riferimento alle politiche linguistiche e a come queste potessero essere leva di una rivoluzione storico-sociale. La traduzione in corso fatta dallo scrittore e traduttore corso Jean-Joseph Franchi ha nuovamente messo sotto i riflettori la questione delicata della resistenza corsa al dominio culturale e linguistico francese. Come afferma Alexandra Jaffe «Per un qualsiasi scrittore corso, qualsiasi scelta creativa nel processo della scrittura è anche una scelta di presa di posizione politica e ideologica sulla natura dell'identità corsa». In particolare, nel contesto corso la traduzione assume una duplice importanza: rende accessibile il prodotto per la popolazione locale e assume un rilievo politico, ideologico e culturale importante. Jaffe pone l'accento sulla questione della diglossia nel contesto corso, dove la lingua francese è utilizzata nel pubblico, mentre il corso è relegato al contesto familiare e informale. Per attuare una vera sovversione e rivoluzione dei ruoli è necessario che questa situazione venga completamente ribaltata in quanto, come spiega Alexandra Jaffe, «scrivere in corso gioca il ruolo simbolico di destituire l'esclusivo dominio francese nel campo letterario, nella sfera pubblica e contesti ufficiali». La rivoluzione, infatti, non si può ottenere solo su un piano orale, ma rimane come traccia indelebile solo se attuata in forma scritta.

 

In conclusione, la lotta tra lingue minoritarie e lingue maggioritarie si combatte su vari fronti: dal campo dell'informatica, al campo dei mezzi di comunicazione di massa, al campo letterario. Negli ultimi anni, i tentativi di sovvertire quest'ordine sono stati diversi e, in particolare, hanno riguardato quelle culture che sono cresciute all'ombra di grandi Stati. Inoltre, la strategia della difesa – ovvero la strategia della resistenza del parlante all'intromissione di termini stranieri nella propria lingua – non è sembrata una soluzione efficace, bensì una forma di resistenza soltanto passiva. Per evitare che un pallido "se" si trasformi in rimpianto, in riferimento al caso corso, ma applicabile a qualsiasi lingua minoritaria, la risposta della traduzione deve essere una risposta attiva. In altre parole, essa deve presentarsi come «un modo per mostrare fiducia nei confronti della lingua e identità corsa comportandosi come se fosse una lingua di potere», sostiene Alexandra Jaffe. A livello macrosistemico, nel contesto degli studi sulla traduzione, si parla della metafora del vetro per spiegare la sua doppia essenza di trasparenza e riflesso: la trasparenza che assorbe l'influsso e lo assimila, adattandolo alla propria lingua; e il riflesso che lo rigetta, lo mantiene straniero. All'interno del sistema, sembra opportuno che il lavoro del traduttore si attui al livello del diafano, mantenendo quell'equilibrio di mezzo tra ricezione e riflessione.

 

 

Per saperne di più:

Per un ulteriore approfondimento si consiglia la lettura dei seguenti saggi: Michael Cronin, The Cracked Looking Glass of Servants: Translation and Minority Languages in Global Age, in Mona Baker (edit. by), Critical Readings in Translation Studies, New York, Routledge, 2010; e Alexandra Jaffe, Locating Power: Corsican Translators and Their Critics, in Mona Baker (edit. by), Critical Readings in Translation Studies, New York, Routledge, 2010. Inoltre, per quanto riguarda il campo degli studi di traduzione, si consiglia il seguente testo: Jeremy Munday, Introducing Translation Studies: Theories and Applications, New York, Routledge, 2016.

 

Note: tutte le traduzioni presenti nell'articolo sono di chi scrive.

 

Image by johnccc on Unsplash - CC0 Creative Commons, libera per usi commerciali; attribuzione non richiesta.

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0