1 giugno 2020

Washington Irving e il desiderio di indipendenza culturale statunitense

La disfatta dell’esercito britannico a Yorktown e il trattato di Parigi due anni dopo, con cui viene riconosciuta l’indipendenza delle colonie americane dalla Gran Bretagna, segnano la nascita di una nuova consapevolezza nazionale, che si manifesta attraverso l’esaltazione della liberty statunitense e la coltivazione del mito dell’American Exceptionalism, di cui Alexis de Tocqueville a distanza di cinquant’anni parlerà all’interno della sua opera La democrazia in America. L’indipendenza politica statunitense non può però essere separata dalla necessità d’indipendenza culturale, e si inizia a formare nel paese il desiderio di coltivare una letteratura nazionale, al pari o superiore delle letterature europee. Nei primi anni del XIX secolo si inizia a concepire la necessità di staccarsi dai modelli letterari “del Vecchio Mondo”, al fine di evitare che la nuova letteratura americana, manifestazione del sentimento indipendentista nazionale, cadesse nel provincialismo.

 

Il primo autore statunitense a guadagnarsi fama internazionale aveva lo stesso nome del generale che portò l’esercito continentale alla vittoria contro le truppe britanniche e all’indipendenza politica americana. Washington Irving, definito dai più come “the first American man of Letters”, incarna il desiderio nazionale d’indipendenza culturale dai modelli letterari inglesi, ma allo stesso tempo, attraverso la sua creazione artistica, dimostra la necessità di rifugiarsi in forme poetiche e tematiche ormai  consolidate nella letteratura europea. Irving – che incontrò il presidente Washington all’età di sei anni a New York, ricevendo la sua benedizione e rimanendo particolarmente colpito dall’incontro – vuole costruire una dimensione statunitense, e dunque rappresentante lo spirito nazionale americano, che si manifesta attraverso la commistione tra identità rivoluzionaria e recupero del passato e della tradizione. La prima opera riconosciuta a livello nazionale di Washington Irving è stata pubblicata nel 1809 con il nome A History of New York, by Diedrich Knickerbocker, una satira sulla storia della sua città natale e sulla politica postrivoluzionaria. La figura fittizia dello storico olandese Diedrich Knickerbocker tornerà anche nei due racconti che consacrano Irving come pioniere, come fu definito da Edgar Allan Poe, della letteratura statunitense, vale a dire Rip Van Winkle e The Legend Of Sleepy Hollow, contenuti all’interno dell’opera The Sketch Book of Geoffrey Crayon, Gent., una raccolta di 34 racconti pubblicati tra il 1819 e il 1820.

 

L’attività della famiglia di Irving, così come molte altre attività commerciali statunitensi, entrò in crisi a causa del conflitto con la Gran Bretagna del 1812. Questo portò l’autore a spostarsi nel 1815 in Inghilterra per motivi economici. Il viaggio in Europa diviene un elemento centrale nella formazione letteraria dell’autore e, insieme alla ricezione positiva dei suoi racconti da parte del pubblico europeo, diviene il motivo principale  del riconoscimento di Irving come pioniere della letteratura statunitense. Lodato da Hawthorne e criticato da Cooper, Washington Irving è una figura complessa, che recupera nei suoi racconti la dimensione letteraria della tradizione europea, attribuendole allo stesso tempo un respiro tipicamente americano, che si intravede nel continuo rimando alla guerra d’indipendenza statunitense, come possiamo vedere nei due racconti a cui Irving deve la sua celebrità.

 

Il racconto in cui si manifesta più profondamente l’atteggiamento ambivalente dell’autore, proteso da un lato verso il desiderio d’indipendenza culturale e dall’altro verso il recupero delle forme  tradizionali è Rip Van Winkle. Il tema dello stravolgimento del passato attraverso la rivoluzione è mediato dal recupero del racconto di Peter Klaus, per cui Irving sarà accusato di plagio, contenuto nelle Volkssagen, Märchen und Legenden di J.G.G. Büsching. Così come Rip Van Winkle, anche The Legend Of Sleepy Hollow è ispirato da motivi folklorici della tradizione tedesca: La figura del cavaliere senza testa dell’Assia deriva dal Volkmärchen der Deutschen dell’autore illuminista tedesco J.K.A. Musäus. Ma Irving riesce a conciliare la tradizione europea con il tema della rivoluzione americana, collocando la storia nel 1790,  nell’insediamento olandese di Tarrytown e rappresentando la figura del fantasma del cavaliere senza testa come decapitato “in some nameless battle of the Revolution.

 

Attraverso il recupero della tradizione folklorica tedesca, Irving elegantemente manifesta, seppur in modo velato, la frattura nella società americana provocata dalla guerra d’indipendenza. Il risveglio dopo vent’anni di sonno presso le Catskill Mountains del colono olandese Rip Van Winkle è direttamente ispirato al risveglio del pastore Peter Klaus; ma mentre Peter, dopo venti anni di profondo sonno, ritrova il proprio villaggio e la società in cui è immerso mutata dal fluire continuo del tempo, il risveglio del colono olandese, che si trova inserito in una nuova realtà e non riesce a riconoscere il suo vecchio villaggio, rappresenta una lacerazione della dimensione temporale, dovuta al traumatico evento storico della rivoluzione. Rip Van Winkle, interrogandosi sul proprio ruolo e sulla propria identità, diviene, quindi,  la personificazione di ogni colono americano, che da un giorno all’altro si trova in una nuova dimensione politica e sociale, testimoniato dal cambiamento del ritratto del re Giorgio III con quello di George Washington sull’insegna della locanda dove Rip Van Winkle è solito andare – evento con cui Irving rappresenta la rivoluzione all’interno del racconto.

 

Washington Irving diviene, come ampiamente osservato, il primo grande autore della nascente letteratura americana, ispirando futuri pilastri della letteratura nazionale come Poe, Melville e Longfellow. Il ruolo di pioniere spetta a Irving proprio a motivo della sua relazione in apparenza contraddittoria  con la dimensione temporale, riuscendo ad incarnare contemporaneamente il desiderio d’indipendenza culturale e la necessità di recuperare modelli e tradizioni europee. Così come Rip Van Winkle, che riesce a superare la frattura della dimensione temporale, rammentando alla coscienza collettiva le storie e i racconti che precedono la rivoluzione, lo stesso Irving assurge a profeta, che compie il primo passo nel percorso d’indipendenza culturale, rammentando ad una nazione rivolta al futuro l’importanza del confronto con la tradizione.

 

Having nothing to do at home, and being arrived at that happy age when a man can be idle with impunity, he took his place once more on the bench at the inn door, and was reverenced as one of the patriarchs of the village, and a chronicle of the old times before the war. [Washington Irving, Rip Van Winkle]
 

Per saperne di più:

Washington Irving, Rip Van Winkle , The Sketch Book of Geoffrey Crayon, Gent. , Oxford University Press, 2009.

Washington Irving, The Legend Of Sleepy Hollow , The Sketch Book of Geoffrey Crayon, Gent. , Oxford University Press, 2009.

Alessandro Portelli,  Il re nascosto. Saggio su Washington Irving , Bulzoni, Roma, 1979.

 

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