17 gennaio 2017

Nel 2016 è diminuito il numero dei lettori di libri

Da pochi giorni è uscito l’Annuario statistico italiano 2016 e da una rapida scorsa ai dati riguardanti la lettura si può notare con dispiacere che i lettori dai 6 anni in su, nel nostro Paese, sono diminuiti rispetto al 2015. Se infatti lo scorso anno la popolazione che leggeva almeno un libro era pari al 42% del totale, quest’anno i lettori sono stati solo il 40,5% della popolazione. Una diminuzione dell’1,5% (751.000 persone in meno). Un segnale certo non incoraggiante, soprattutto pensando che nel 2015 la tendenza alla decrescita era stata invertita rispetto agli anni precedenti con un più 1,2%, che aveva fatto sperare che la crisi della lettura fosse stata superata. Se prendiamo in considerazione l’arco temporale che va dal 2010 a oggi, l’Istat certifica che il trend è ancora più critico. I lettori, infatti, risultano essere calati del 6,3%.

A incidere maggiormente nello studio dell’Istat è stato il calo dei lettori deboli, cioè quelli che in un anno leggono da uno a tre libri, che passano dal 45,5% del 2015 al 45,1%, mentre quelli medi sono rimasti perlopiù invariati. Invece i lettori cosiddetti forti, che leggono in media un libro al mese, pur diminuendo circa di 300.000 unità hanno fatto registrare una crescita percentuale dello 0,4%, passando dal 13,7% del 2015 al 14,1% del 2016.

Interessanti sono anche i dati riguardanti la distribuzione per macroregioni dei lettori, da cui risulta che nel Nord-est e nel Nord-ovest si concentra il più alto numero di lettori di più libri all’anno, rispettivamente, in percentuale, 48,7% nel Nord-est e 48,5 nel Nord-ovest. Segue l’Italia centrale, che come per le regioni settentrionali, cresce seppur di poco e si attesta al 42,7%. Ad abbassare la media su base nazionale sono il Sud, con il 27,5%, e le isole, con il 30,7%. Il trend negativo è confermato anche dai dati diffusi dagli editori, che hanno abbassato la tiratura e il numero di titoli pubblicati annualmente, e dalla chiusura di molte librerie, sia indipendenti che legate a una catena.

Un elemento di cautela nella lettura di questi numeri è dato dal fatto che in queste statistiche manca del tutto il dato specifico relativo alla lettura degli e-book che, come si evince dagli studi dell’Associazione italiana editori (AIE), negli ultimi anni è molto aumentato, anche se non in modo soddisfacente e, soprattutto, non come nel resto del mondo industrializzato.

 

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