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Nuovi scritti di procedura penaleGiuseppe Bellantoni
Nuovi scritti di procedura penale
Giappichelli, Torino, 2009


Una raccolta di scritti – adeguatamente rielaborati alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale – animati da un comune denominatore: il confronto tra le regole processuali e i principi ispiratori del processo medesimo.
Le regole che presidiano la terzietà del giudice, per esempio, devono garantire non solo che il giudice sia estraneo ed equidistante dai fatti del processo, ma anche che possa apparire tale anche all’esterno. Cosicché, diviene interessante approfondire il rapporto tra facoltatività dell’astensione e l’ipotesi di “gravi ragioni di convenienza” anche e soprattutto alla luce delle prospettive di riforma del processo penale con cui, tra le altre cose, si vuole estendere lo strumento complementare della ricusazione anche a quest’ultima ipotesi. Appare quanto mai opportuno, quindi, rilevare l’esistenza della facoltà di astensione da parte del magistrato del pubblico ministero nella ricorrenza di situazioni, “riconducibili alla sua persona fisica, che gli impediscono di svolgere correttamente la proprie funzioni, in considerazione, in specie, di quel potere-dovere che egli ha di svolgere accertamenti favorevoli alla persona sottoposta alle indagini”.
Le regole che riguardano le misure cautelari, poi, si pongono come la sintesi di alcuni tra i più importanti principi ispiratori del processo penale elevando i “gravi indizi di colpevolezza” a scaturigine di una serie di questioni interpretative che investono la funzione stessa della fase cautelare. Di qui, la “qualificata ragionevole probabilità” come regola di giudizio che informa il procedimento cautelare al cospetto della più pregnante regola dell’oltre il ragionevole dubbio prevista per il giudizio conclusivo del processo penale.
Ma non è sufficiente indicare la regola di giudizio in forza della quale il giudice adito deve applicare per definire le peculiarità del giudizio cautelare, bensì è necessario cimentarsi con l’analisi dei fattori di cui questo giudizio si compone. Come i “precedenti” e la “qualificazione soggettiva” del soggetto sottoposto a procedimento penale che, come mette in evidenza l’autore, sebbene dovrebbero non influire, almeno di regola, sulla valutazione della sua colpevolezza, nella pratica, la giurisprudenza “si mostra propensa ad attribuire a questi elementi un eloquente significato indiziario”.
Problematiche tradizionali, quindi, che nel saggio di Giuseppe Bellantoni intersecano l’analisi delle recenti linee di politica criminale e – c’è da temere – anche del prossimo futuro.
Così, è interessante analizzare i procedimenti penali per i delitti sessuali: emblema quanto mai provvidenziale alla tendenza legislativa che, in questi anni, ha finito per svilire l’autonomia concettuale del processo, snaturando l’accertamento probatorio attraverso la «processualizzazione» delle categorie sostanziali. La struttura della fattispecie nella pratica viene, ormai, mutilata per rendere più agevole l'onere probatorio ovvero la motivazione.
I “provvedimenti di perquisizione e impugnazioni” e le “attività ispettive e di vigilanza e processo penale” completano il quadro di questo volume, dando un’idea di organicità e coerenza che si concilia perfettamente con l’ispirazione di fondo del volume medesimo.
 

Prof. Giorgio Spangher

 

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UN LIBRO

Contributo allo studio della distribuzione della somma ricavata nei procedimenti di espropriazione forzata

Alessandro Nascosi

Con la sua monografia Alessandro Nascosi fornisce un utile contributo allo studio della distribuzione della somma ricavata al termine dei vari procedimenti di espropriazione forzata.