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Poteri del giudice 

Antonio Carratta - Michele Taruffo
Poteri del giudice
Zanichelli Editore, Bologna 2011


I «poteri del giudice» sono oggetto di questo volume di Antonio Carratta e Michele Taruffo, il primo del nuovo Commentario del codice di procedura civile, diretto da Sergio Chiarloni ed edito dalla Zanichelli, un ampio ed ambizioso progetto editoriale articolato in complessivi 38 volumi, che con questa prima pubblicazione viene inaugurato. Vengono qui commentati gli articoli del codice di procedura civile da 112 a 120, dedicati, appunto, alla disciplina dei poteri del giudice.
In questi articoli il legislatore, stando alla Relazione al codice del 1940 (§ 13), si è limitato a recepire «come affermazioni di principio, gli aforismi dell’antica sapienza: ne procedat iudex ex officio; ne eat iudex ultra petitum partium; iudex secundum allegata et probata decidere debet» e, al contempo, a delimitare l’estensione dei «poteri del giudice» al fine di assicurare che, nel loro esercizio, essi si armonizzino pienamente con alcune delle fondamentali prerogative processuali delle parti.
Lungo queste direttrici si dipana, dunque, l’ordito del commento di questa fondamentale parte del codice.
E così, dalla «norma-manifesto» dell’art. 112, con cui si pare il titolo V, sul dovere del giudice di pronunciare la sua decisione in corrispondenza con quanto chiesto in giudizio dalle parti, si passa alla puntuale riaffermazione nel codice del principio costituzionale di legalità, già ricavabile dal combinato disposto degli artt. 24, 1° co., e 101, 2° co., Cost., e al dovere per il giudice di fare applicazione, nel decidere la controversia, delle «regole di diritto», con la conseguente residualità ed eccezionalità del ricorso al canone decisorio di equità, pure ammesso dagli artt. 113 e 114 del codice.
Dalla codificazione dei limiti in materia probatoria dell’art. 115, con l’obbligo per il giudice di tener conto ai fini della decisione delle prove dedotte dalle parti o dal pubblico ministero, salvi i casi in cui può disporle d’ufficio, ed il divieto di utilizzare la propria «scienza privata», si passa alla fondamentale affermazione nell’art. 116 del criterio del libero convincimento ai fini della valutazione giudiziale dei risultati probatori, alla fissazione delle modalità e dei limiti per consentire al giudice di acquisire direttamente il «sapere delle parti», con lo strumento dell’interrogatorio libero, o altre circostanze rilevanti per la decisione, mediante l’ispezione giudiziale. Per chiudere, negli artt. 119 e 120, con la determinazione di limiti e modalità entro i quali allo stesso giudice è consentito imporre alla parte il versamento di una cauzione o la pubblicità della decisione.
Il risultato che emerge dal volume è un’approfondita e rinnovata riflessione intorno ai «poteri del giudice», in alcuni casi espressione di «aforismi dell’antica sapienza», alla quale si dedicano gli Autori, nella convinzione che tali «poteri» vadano intesi non come autonome e monistiche prerogative dell’organo giurisdizionale, ma come specifiche sfaccettature del corretto esercizio della funzione giurisdizionale nel rapporto «dinamico» e armonicamente «bilanciato» con i poteri processuali delle parti, indispensabile premessa per il buon funzionamento dello strumento processuale ed il conseguimento di una decisione «giusta». 

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UN LIBRO

Contributo allo studio della distribuzione della somma ricavata nei procedimenti di espropriazione forzata

Alessandro Nascosi

Con la sua monografia Alessandro Nascosi fornisce un utile contributo allo studio della distribuzione della somma ricavata al termine dei vari procedimenti di espropriazione forzata.