19 giugno 2017

Il fuoco semina morte in Portogallo

Per il Portogallo si tratta del più grande disastro naturale di cui si abbia memoria, un incendio divampato nella notte tra sabato e domenica a 150 chilometri da Lisbona. Il bilancio parla di 62 vittime, di cui 4 bambini, e di 59 feriti, tra cui 5 soccorritori, che versano in gravi condizioni. Ma, secondo fonti ancora non confermate, questa sarebbe solo di una stima iniziale, visto che si conterebbero ancora 250 dispersi nella zona interessata.

Si tratta di turisti e cittadini in fuga dal caldo per il weekend, ma soprattutto di contadini e di gente di montagna. La maggior parte delle vittime è rimasta intrappolata in auto nel tentativo di fuggire, mentre altri sono stati raggiunti dalle fiamme quando ancora non si erano resi conto di quanto fosse grave la situazione. Il teatro di questa tragedia è la fitta foresta di Pedrógão Grande nel centro del Portogallo, un’area di 128 chilometri quadrati dove vivono 4000 abitanti.

È qui che giorni di siccità con temperature altissime, fino a 40 gradi, insieme a forti venti, hanno generato le condizioni ideali per un incendio senza precedenti.

Secondo le autorità portoghesi le fiamme si sarebbero sviluppate in modo imprevedibile e rapidissimo, tanto che tuttora, nonostante i 700 pompieri impiegati, alcuni focolai continuano a bruciare.

Ci vorrà tempo prima che venga chiarito con certezza quanto accaduto, ma dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che dietro alla scintilla che ha fatto divampare l’incendio non ci sia un gesto doloso. Tutto sarebbe partito da un fulmine che avrebbe colpito un albero secco.

Intanto il governo portoghese ha proclamato 3 giorni di lutto nazionale, mentre il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha annunciato l’attivazione del meccanismo UE di protezione civile, che prevede anche l’invio di due canadair italiani.

Il Portogallo non è nuovo a questo genere di tragedie e l’ultimo caso risale all’estate del 2003, quando un terribile incendio distrusse 152.000 ettari di terreno, uccidendo 21 persone. Per questo nonostante il presidente Marcelo Robelo de Sousa abbia dichiarato che non era possibile fare nulla per fronteggiare l’emergenza, diversi specialisti hanno già puntato il dito contro la mancata prevenzione. Ci sarebbe, infatti, un piano di difesa delle foreste, già approvato, fermo da anni in un cassetto.

 

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