Cinque studiosi (Giuseppe Antonelli, Riccardo Gualdo, Luigi Matt, Elena Pistolesi, Giuseppe Sergio) concentrano lo sguardo sulla lingua italiana nel primo decennio del secolo (e del millennio): scritto e parlato, radioteletrasmesso e digitato, serio e scherzoso, dalla parte del potere (i politici) e dalla parte dei giullari (i comici), scritto per restare (i romanzi), per bruciare (la pubblicità), per esondare (la rete). Molti stili e molte ibridazioni; medietà e variazioni; turpiloquio ed eufemismi. E tanti tormentoni...
La poetessa sa come fare. L’acciarino della lingua in una mano, la pietra focaia delle immagini nell’altra, in testa il fine di creare la fiammella di una nuova realtà che incenerisca, anche soltanto per un attimo, ma eternizzato, il sentimento comune della realtà vissuta come velo opaco che si auto-produce: ecco la poetessa che si accinge all’opera.
Mentre il freddo continua e Nada è l’unico limite musicale tra il Bianco di fuori e il niente hemingwayano di Avere e non avere di dentro (e di fuori). Mentre ci si accorge che la grottesca, insopportabile classe dirigente di un intero Paese – il Nostro – è riuscita a svilire e a sporcare anche la meraviglia strepitosa della neve. Ripartiamo, per favore, dal rigo bianco e dalle parole. Da qui in poi, con questi glossogrammi invernali.
Malapolvere è il titolo di un prezioso libro-inchiesta scritto dalla giornalista Silvana Mossano sulla tragedia umana e sociale delle morti e delle malattie provocate dalla “mala”, cattiva, cattivissima “polvere” residuata dalla lavorazione quasi secolare dell’amianto nello stabilimento dell’Eternit di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria.
Come già accaduto con Berlusconi e con Prodi (cioè soprattutto con i leader più in vista e, per forza di cose, in quanto presidenti del Consiglio, più presenti nelle agende giornalistiche), anche con Mario Monti ha funzionato l’effetto-calamita, in forza del quale la pavloviana amigdala creativa del giornalista e del commentatore, ufficiale o social che sia, ha reagito facendo germinare una colonia di paroline nuove tutte ricavate dal nome Mario e, soprattutto, dal cognome Monti.
Metti alla prova la tua cultura con il gioco enigmistico più diffuso al mondo scrivendo le definizioni richiesta
La cultura in rete secondo Treccani
Ma cosa vuoi che sia una canzone
La lingua della canzone, genere di consumo di ampia diffusione, può essere studiata come specchio della lingua italiana tout court soltanto in una certa misura, avverte Giuseppe Antonelli in questo saggio approfondito e documentato