16 luglio 2017

Bacchettone, bigotto, mangiamoccoli

di Luigi Romani

Non da oggi lo zelo eccessivo in materia di pratiche religiose suscita qualche sospetto e si presta, spesso, a facili ironie, come quelle espresse da Giusti nel Papato di prete Pero, una sorta di polemico e scherzoso proclama composto dal poeta nel 1845 per rispondere alle proposte di ispirazione neoguelfa sostenute in quegli anni da Gioberti e Balbo: "Bacchettoni e libertini / mascoli e femminini / messe in contumacia / in un borgo segregato, / che per celia fu chiamato / il Ghetto cattolico".

Non basta, certo, seguire le pratiche di una religione in modo rigoroso e scrupoloso, da semplice credente praticante, per meritarsi il titolo non elogiativo di bacchettone, ma bisogna mostrare di farlo per ostentazione, a volte anche superstiziosa, più che per intima religiosità. Fra i numerosi equivalenti sinonimici che si prestano alla bisogna - baciapile, baciasanti, beghino, bigotto, collotorto, mangiamoccoli, pinzochero - è possibile, secondo alcuni autori, individuare specifici tratti distintivi, come fa, per esempio, il Tommaseo che, a proposito di bacchettone, scrive: "Minuzioso e superstizioso osservatore di pratiche pie. Ma può essere sincero più del collotorto, il quale si contenta degli atti esteriori e rende l'affettazione quasi odiosa".

Molto varie sono le ipotesi etimologiche che sono state formulate, nel corso del tempo, per alcune di queste voci. In particolare, fra le più fantasiose, si può ricordare quella relativa a bacchettone ed esposta in un passo delle Note al Malmantile, riportato da Fanfani nel Vocabolario dell'uso toscano (1863): "diciamo bacchettone, quasi Va' chetone; perché questa canaglia, che studia di simulare la bontà per arrivare a' suoi fini, è simile all'acque profonde, che vanno chete [...] E siccome quest'acque son sempre di pericolo, così li bacchettoni nella loro taciturnità occultano il malo animo che hanno contro al prossimo"; una sintesi di questa e altre ipotesi è offerta da Tommaseo nel Dizionario della lingua italiana (1865-1879): "Altri lo [bacchettone] deriva da Va cheto, chetone, sul fare di Chietino; altri dalla Bacchetta, quasi di pastore, che porta in mano chi raccoglie i ragazzi per la Dottrina. Altri rammenta i pellegrini detti Burdonarii dal portare il bordone". Oggi, invece, la proposta di etimologia più accreditata è quella, avanzata nel Lessico etimologico italiano, secondo la quale bacchettone deve essere ricollegato a bacchetta "non tanto "con allusione al costume medievale di flagellarsi per penitenza o per devozione", quanto, più semplicemente, con allusione alla bacchetta che serviva per accendere le candele in chiesa o a quella che portavano gli incaricati al regolare svolgimento delle processioni o simili".

Certo che, in passato, se qualche incertezza in materia etimologica c'è stata, pochi dubbi, invece, si sono manifestati sulla necessità di guardarsi da chi, bacchettone, collotorto o mangiamoccoli, volesse seguire i consigli esposti da Giovan Battista Casti nel canto XVII degli Animali parlanti: "Se accortamente il bacchetton farai, / pei più gran vizi tuoi s'avrà indulgenza; / impunemente e a tuo piacer potrai / tutti i strali aguzzar di maldicenza; / potrai a tuo piacere e impunemente / calunniare il giusto e l'innocente".


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