18 ottobre 2009

Bancomat

di Silverio Novelli

La prima testimonianza scritta dell'impiego del termine bancomat in italiano risale al 1983. Questo termine è censito per la prima volta in un repertorio di neologismi, il Dizionario di parole nuove 1964-1987 di Manlio Cortelazzo e Ugo Cardinale. Sotto la voce bancomat si riporta un breve brano tratto da un articolo comparso sul quotidiano «Il Giorno» il 3 luglio dell'83, in cui il giornalista anticipa ai lettori che «la data di partenza è stata fissata per ottobre» e che il «sistema Bancomat» sarà però operativo soltanto «entro la fine dell'anno». Una piccola grande rivoluzione prende avvio. In effetti, il servizio denominato bancomat viene introdotto per la prima volta in Italia il 23 novembre del 1983, gestito dalla Società l'Automazione (SIA): si tratta della prima carta di debito a banda magnetica a distribuzione nazionale, che consente prelievi di contanti presso speciali sportelli automatici (ATM) istituiti presso gli istituti di credito, a qualunque ora del giorno e della notte. L'acronimo ATM sta per Automated Teller Machine, sistema sviluppato per la prima volta da De La Rue e installato a Enfield Town, nella zona nord di Londra, dalla Barklays Bank. Sappiamo anche il nome del probabile inventore del sistema, John Shepherd Barron, scozzese, il quale è stato insignito (un po' tardivamente, per la verità) di un'alta onorificenza da parte della Regina. Va detto che il merito dell'invenzione è ancor oggi conteso: negli anni Trenta del Novecento Luther George Sinjan registrò un brevetto a New York, relativo a un dispositivo simile; nel 1973, Donald Wetzel e due colleghi della Docutel fecero altrettanto. Sotto il profilo linguistico, ci interessa rilevare che nei documenti tecnici e nei testi specialistici non è infrequente trovare in italiano l'acronimo ATM riferito agli sportelli bancari italiani. Sempre badando alla parola, noteremo che bancomat è un bell'esempio di matrimonio tra antico e moderno: questo composto presenta nella prima parte banco, cioè la forma più remota di banca, che ci riporta all'attività dei primi prestatori di denaro medievali toscani, seduti per la pubblica via dietro a un tavolo, a un banco, appunto - e ricordiamoci che fino a qualche anno fa la Banca di Roma si chiamava Banco di Roma, custodendo l'antica denominazione, mentre resistono ancor oggi, cristallizzate come denominazioni di istituti di credito, Banco di Sicilia e Banco di Napoli; nella seconda parte, un modernissimo suffissoide, -mat, scorciato da automatico (in riferimento alla modalità di erogazione del contante), che ritroviamo anche nel diffusissimo nome dell'impresa Ristomat, società produttrice e fornitrice di buoni pasto aziendali, e in postamat, termine che designa gli sportelli erogatori di denaro istituiti presso le filiali locali delle Poste italiane, sul modello degli sportelli bancari. Due cose ci piace notare, a questo punto: 1. Come sempre accade quando un termine nuovo designa un oggetto di largo uso, il significato del termine stesso si amplia e si piega col tempo a designare concetti, cose o funzioni collegate all'oggetto-base, allargando la propria disponibilità grammaticale; 2. il termine bancomat, che suona vagamente esotico e internazionale, ha in realtà "gemelli" assai differenti nelle lingue del mondo. Per quanto riguarda il primo punto, ci limiteremo a consigliare di leggere gli esempi d'uso in modo da capire subito che l'originaria, precisa definizione di bancomat data dal Vocabolario Treccani si è andata arricchendo col trascorrere del tempo: bancomat passa presto a indicare, oltre al particolare sistema di sportelli automatici (la macchina con tastiera, display, fessura per introdurre la carta e per erogare denaro) e al servizio di pagamento disponibile presso esercizi commerciali (negozi, ristoranti, taxi), anche la carta di debito stessa, cioè la concreta tessera magnetica che si tiene nel portafogli e si sfodera per fruire del servizio. Non solo. Come elemento grammaticale, bancomat viene ad assumere una funzione sintattica speciale (vedi il sintagma servizio bancomat), entrando come secondo elemento in una coppia di sostantivi, in cui il secondo, appunto, funziona come qualificativo del primo, mentre viene sottinteso un legame sintattico più complesso (nel nostro caso, avremmo servizio di (o da) bancomat). Si tratta di procedimento molto comune nella lingua italiana contemporanea, sotto effetto dei sintetici stili del linguaggio giornalistico (specialmente nella titolazione), pubblicitario, burocratico (processo farsa, sfida Juve-Roma, film rivelazione, area marketing). Venendo al secondo punto, noteremo che, tanto per stare ai significati di bancomat espressi nella definizione del Vocabolario Treccani, bancomat è point argent in francese (il 'punto del[l'erogazione del] denaro'), nel castigliano di Spagna (ma anche nello spagnolo di Argentina, Cuba, Perù) è cajero automático ('cassiere automatico'), ATH (acronimo di A Toda Hora 'a tutte le ore', cioè 'sempre') in Costa Rica, Portorico, Colombia, bancocontact in Belgio, Geldautomat in Germania (Geld 'denaro'), multibanco in Portogallo, minibank in Norvegia, ATM (reiterpretato come Any Time Money 'denaro a tutte le ore') in India, mentre negli Stati Uniti varia da zona a zona, assumendo spesso la denominazione dei marchi registrati di ditte o sistemi creatori del tipo di servizio di erogazione (MAC, cioè Money Access Center lungo la costa atlantica; TYME Machine, dove TYME sta per Take Your Money Everywhere 'prendi i soldi dovunque' nel Wisconsin; Versateller, marchio registrato, in California). Bancomat è termine usato in Italia e nel Canton Ticino svizzero; bankomat invece è proprio di molte lingue slave e germaniche (Svezia, Austria, Polonia, Slovacchia, Boemia, Croazia, Serbia e Montenegro, Russia, Bielorussia, Ucraina, Bulgaria).

Il lemma bancomat

s. m. [comp. di banco (nel sign. di «banca») e (auto)mat(ico)]. – Sistema di sportelli automatici che consente, alla clientela delle aziende di credito aderenti, di effettuare, in qualsiasi ora del giorno e della notte e anche nei giorni festivi, prelievi di contanti dal proprio conto, fino a un importo determinato, nonché altre operazioni, mediante l'inserimento in apposita fessura di una carta magnetica personalizzata (carta b.), predisposta da ogni banca per i propri clienti. Un analogo servizio è predisposto anche per effettuare pagamenti presso esercizi commerciali che dispongono della specifica apparecchiatura automatica, detta POS (acronimo inglese di point of sale «punto di vendita»). (dalla sezione Addenda A - Z posta in appendice al IV volume del Vocabolario della lingua italiana dell'Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Roma 1994, con integrazione tratta dal volume Addenda al Vocabolario della lingua italiana dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Roma 1997)  

Esempi d’uso

Modalità di acquisto presso la biglietteria - Presso la biglietteria si accettano contanti, bancomat, assegni, carte di credito del circuito VISA e Mastercard. In htpp//urp.comune.bologna.it, pagina di presentazione dello spettacolo teatrale Novecento di Alessandro Baricco, regia di Gabriele Vacis / Arena del Sole - Stagione 2005/2006.

Teramo, 2 dic. - Una tastiera, con tanto di apparecchiatura elettronica collegata e perfettamente funzionante, è stata scoperta e sequestrata dai carabinieri del nucleo operativo di Giulianova presso lo sportello bancomat della Banca Popolare dell'Adriatico a Giulianova Lido. La scoperta è avvenuta tramite la segnalazione di una cliente della banca la quale nel corso di un prelievo di denaro si è accorta che un pezzo della tastiera del bancomat era finito a terra. Quando sul posto sono arrivati i militari ci si è accorti che si trattava di una tastiera non della banca, che era stata posizionata sopra a quella originale, in modo tale da registrare gli input acustici della digitazione dei numeri di codice delle carte di credito o bancomat. In www.ansa.it/main/notizie/regioni/ abruzzo/news/2005-12-02_2012430.html.

A Portogruaro fioccano le denunce di cittadini truffati - Sempre nuove tecniche per clonare i bancomat. In www.ilgazzettino.it, 3 dicembre 2005.

Persino tentare di infilare il bancomat per offrire il caffè agli amici diventa un'impresa se nei pressi non si trova nessuno che ti aiuta. Una vita durissima, ma non quanto per assistere a un'udienza al tribunale di Cagliari, dove se stai in carrozzella non puoi entrare in aula. Roberto Loddo, L'inferno delle barriere architettoniche, in www.isardi.net, 24 ottobre 2005. Banca Agricola Mantovana - Servizio bancomat e cambiavalute - Via Giardini, 112/114 - Pavullo. In www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it.


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0