14 luglio 2011

Cinecocomero, cinegelato, cineombrellone

di Silverio Novelli

Conoscevamo il cinepanettone, cioè l’immancabile film che esce poco prima di Natale per intrattenere in modo facile e leggero le famiglie italiane, distraendole dalle fatiche dell’acquisto compulsivo e dell’abbuffata di massa.Il classico cinepanettone italiano è, quasi per antonomasia, il film capostipite dei fratelli Vanzina Vacanze di Natale (1983) – che non veniva ancora chiamato cinepanettone –, il cui titolo-marchio seriale è ricicciato fuori negli anni Novanta per le opere di abili registi artigiani come Enrico Oldoini e Neri Parenti, prima che nell’“epocale” Vacanze di Natale di fine secolo e millennio, uscito nel dicembre del 1999 (ma su cui sta stampigliata la data 2000), tornasse alla regia la coppia vanziniana.
 
Spunta il pandoro sexi
 
Collaudati successi al botteghino, i cinepanettoni soffrono i brividi della suspence dopo la rottura del sodalizio tra la coppia di interpreti prìncipi del genere, Christian De Sica e Massimo Boldi, avvenuta nel 2006. Il regime “totalitario” di copertura della risata natalizia facile e farsesca crolla e sul mercato si moltiplicano le proposte, mentre Natale a Miami (2005) segna la fine del matrimonio cinematografico Boldi-DeSica. Da una parte, nel 2006, sta De Sica con Natale a New York (regia di Neri Parenti); dall'altra, Massimo Boldi con Olé (regia dei fratelli Vanzina); terzo incomodo, il cast di Commediasexi (regia di Alessandro D’Alatri, il quale, con un occasionalismo d’autore, parla della sua pellicola come di un cinepandoro http://www.repubblica.it/2007/ ), con tanti attori lontani dal fescennino scurrile (Buy, Rubini, Rocca, Papaleo, Placido; ma c'è anche Bonolis che rifà un po’ il verso a Sordi), intenti, piuttosto, a rinverdire i fasti della commedia all’italiana.
In ogni caso, siamo in presenza di tre cinepanettoni al prezzo… di tre.
 
Un millennio fa, nel 1999
 
Il neologismo cinepanettone, anche se ancor oggi snobbato da molti dizionari dell’uso (ma censito nel volume Neologismi del Vocabolario Treccani, curato da G. Adamo e V. Della Valle), a partire dalla sua prima comparsa in italiano nel dicembre del 1999 ( http://ricerca.repubblica.it/ ), in cui è riferito a Vacanze di Natale 2000, si ripresenta (perlomeno sotto Natale) negli articoli dei giornali e nei servizi radiotelevisivi con l’arguzia mansueta dell’abbinamento tra il più tipico dei dolci natalizi e il più nobile dei prefissoidi novecenteschi relativi al mondo delle nuove tecnologie della comunicazione e – va detto – delle nuove forme d’arte (quando il cinema se ne fa espressione).
Ora il cinepanettone si ritrova un terzetto di fratelli minori, nati tra il 2007 e il 2008, cinecocomero, cinegelato e cineombrellone,tutti coniati dai giornalisti ricalcando scherzosamente la forma del fratello maggiore per riferirsi al medesimo referente.
 
Una gran fetta di cocomero
 
Quello più documentato sulla stampa è cinecocomero (o cine-cocomero). Ecco la definizione che ne dà Sapere.it ( http://www.sapere.it/dizionari/neologismi/ ) , valida dunque anche per i due sinonimi: «film comico di produzione italiana destinato al grande pubblico, di stampo nazional-popolare e connotato da una certa grossolanità, che esce nelle sale in estate, contestualmente al periodo “delle vacanze”. Il significato era originariamente connotato in senso negativo, utilizzato per definire prodotti di grande successo commerciale, ma di scarso contenuto e di basso livello artistico, permeati generalmente di una comicità piuttosto volgare. Oggi, la connotazione negativa è ridotta, al punto che gli stessi attori e autori si riferiscono alle proprie opere con questa definizione». La prima attestazione nell’italiano della rete è del novembre 2007 ( http://www.cineblog.it/post/ ), in un blog dedicato al cinema; la prima su un quotidiano importante («La Repubblica») è del marzo 2008, insieme con il tgcom di Mediaset ( http://www.tgcom.mediaset.it/ ). Il vocabolo, registrato anche nel citato Neologismi di Adamo e Della Valle, nasce da bocca (o penna) d’Italia centromeridionale – dal Nord sarebbe forse venuto un *cineanguria.
 
Il gelato e l’ombrellone
 
Hanno avuto una diffusione minore cinegelato, attestato per la prima volta sul quotidiano «La Stampa» nel febbraio 2008 ( http://www.lastampa.it/redazione ), e cineombrellone, per la prima volta sul «Corriere della sera» nell’agosto del 2008 ( http://archiviostorico.corriere.it/ ).
 
La concorrenza di cinema-
 
Colpisce la fioritura contemporanea delle tre parolette. Si sa che tante nuove parole nascono dall’intraprendenza creativa degli specialisti dell’informazione. Nascono, e, magari, dopo un mese, una stagione, un anno scompaiono, legate come sono a fatti contingenti. Però è interessante segnalarle per capire anche quali sono le direzioni che prende la creatività linguistica “di sistema”: dietro l'arguzia occasionale di qualche inventore di parola c’è, sedimentata e disponibile, una memoria collettiva potenziale cui attingere quasi in automatico. Scocca la freccia, insomma, ma la faretra è sempre piena.
Il prefissoide cine-, per esempio, è stato produttivissimo il secolo scorso, nella lingua della scienza, nel significato classico di ‘proprio del/relativo al movimento’. Ora è produttivo più che altro come confisso risemantizzato con il significato di ‘cinematografico, relativo al mondo del cinema e dei film’ (anche se non quanto nella prima metà abbondante del Novecento): i neologismi più duraturi ormai escono dal grembo di confissi che danno espressione linguistica a mezzi di comunicazione di generazione più recente: tele- e video- (e sta crescendo e- per ‘elettronico’ e, in generale, per ‘ relativo alla comunicazione in rete’). Cine- all'inizio per imporsi ha dovuto anche combattere con la forma concorrente cinema- (cinemascope). Ha finito poi col prevalere nettamente, anche se, a parte una manciata di forme occasionali, invenzioni giornalistiche del momento mai più riprese in seguito, negli ultimi anni la sua produttività si è notevolmente ridotta. Forse questo dice qualcosa anche sulla produttività sociale ed economica dell'attività creativa di cui è espressione.
 
Una volta, un sostantivo
 
Dal punto di vista della nascita formale, è interessante notare come cine- condivida con altri primi elementi di formazione l'origine dallo scorciamento di un preesistente sostantivo, nel momento in cui anche tale scorciamento assumeva valore di sostantivo autonomo: cine[matografo] (dal francese cinématographe, 1893, composto del greco kinema 'movimento' e -graphe '-grafo'; cinematografo in italiano dal 1898) come auto[mobile], foto[grafia], moto[cicletta].
Cinecocomero & C. sono tra gli ultimi vocaboli in ordine di tempo generati dal confisso cine-. Scommettere sulla durata dei tre fratellini, allo stato attuale dei fatti, è impossibile. Non resta che aspettare e valutare le tendenze che si profileranno nel box office. Quando i nomi sono così legati alle cose che rappresentano, e le cose rappresentate sono tanto legate agli umori della stagione, c’è il rischio che cose e nomi, prima o poi, si spappino, si sciolgano o si carbonizzino al sole d’estate. O, viceversa, che di riflesso fiammeggino tanto da bruciare ciò che sta intorno.
 

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