16 luglio 2017

Fecondazione

di Luigi Romani

«il figlio talvolta non somiglia né al padre né alla madre, ma somiglia all'uomo che ha avuto con la madre un contatto anteriore alla fecondazione. Una donna maritata in seconde nozze, tre anni dopo la morte del primo marito, genera figli che hanno tutti i lineamenti del marito defunto e non somigliano in nulla a colui che li ha procreati»: le considerazioni esposte da Gabriele D’Annunzio nell’Innocente possono riaffiorare, anche in virtù di una sorta di analoga diversità, valutando le implicazioni di una delle tecniche di procreazione assistita oggi più discusse, la fecondazione artificiale eterologa.

È senz’altro vero che il tratto semantico fondamentale in base al quale, in biologia e in medicina, si contrappongono i termini omologo e eterologo sia l’appartenenza, o meno, alla stessa specie animale, secondo quanto chiaramente esposto anche nelle corrispondenti voci del Vocabolario Treccani omologo ... In biologia e medicina (in contrapp. a eterologo), detto di organo, tessuto o sostanza organica provenienti dalla stessa specie animale»; «eterologo ... In biologia e medicina, detto di organo, tessuto o sostanza organica (soprattutto proteina) provenienti da specie animale diversa da quella considerata»). Tuttavia,  in relazioni a specifici contesti, l’uno o l’altro dei due termini può essere usato con sfumature diverse, così, per esempio, in genetica sono detti eterologhi  i gemelli dizigotici («derivanti dalla fecondazione di due cellule uovo distinte da parte di due spermatozoi», Vocabolario Treccani), volendo, in questo caso, il prefisso etero- fare riferimento a una diversità altra rispetto a quella principale summenzionata. Altra ancora è la diversità soggiacente alla contrapposizione tra fecondazione artificiale omologa e fecondazione artificiale eterologa, nella quale, per l’appunto, il tratto saliente è l’appartenenza, o meno, del seme e dell’ovocito alla coppia che a tale tecnica ricorre.

Non si deve, infine, trascurare che la convergenza della comunità scientifica internazionale (cfr. il francese fécondation hétérologue, fécondation homologue e l'inglese Heterologous Insemination, Homologous Insemination) abbia favorito, da una parte, la sedimentazione delle scelte lessicali in questione e, dall’altra, la marginalizzazione di eventuali espressioni alternative, come fecondazione autologa, un possibile equivalente sinonimico di fecondazione omologa, registrato nel Vocabolario Treccani, ma largamente minoritario quanto a frequenza d’uso.

 

 

 

 

 

Immagine: La donna gravida, Raffaello, Palazzo Pitti, Firenze. Crediti: [Public domain], attraverso Wikimedia Commons.


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