16 ottobre 2019

La parola verticale. L'italiano degli autori - I Peccati di lingua di Sandro Sinigaglia

Chi si fosse imbattuto nelle Omnia di Sandro Sinigaglia edite nel 1997 da Garzanti, tra i numerosi motivi di giubilo (non ultimo l’iscrizione ai ruoli effettivi della storia letteraria — e dunque il riscatto dalla ignominiosa negligenza dei contemporanei — d’uno degli autori senza dubbio più originali del secondo Novecento), non avrà mancato di allevare qualche perplessità dinnanzi al Glossario, dal quale si apprende con meraviglia che la lingua del poeta sarebbe caratterizzata da una contenuta inventio lessicale:

 

«Se scorriamo infatti le 870 voci presenti nel Glossario, possiamo facilmente verificare che la maggior parte di esse è attestata in lingua […]; le rimanenti sono calchi dal greco e dal latino (65) e coniazioni dal greco, dal latino e in misura più contenuta dall’italiano (82). Le coniazioni d’autore rappresentano […] una sezione ridotta (19) e riguardano fenomeni di alterazione (amuli), permutazione (sciaboline), giustapposizione (oroneviroseti), ironici pastiches (papelito per forbello, ubini, zimbombole) ma soprattutto deformazioni nell’onomastica (anti-abarbarea, arpocratico, dedaleggiante, gomma maltusiana, willendorfiana) e formazioni parasintetiche (assellarsi, essando, essanti, garofonarlo, gibigiannante, imbrillan, inverdugali, zampagliati)».

 

In verità, il contingente onomaturgico schierato nelle opere di Sinigaglia conta non già 19 unità, ma più di dieci volte tanto (quota ai fini critici non trascurabile, considerata la magrissima mole del corpus: 246 componimenti per un totale di soli 4298 versi), ben 28 delle quali (abbellatrice, accennarello, anticonsumo, appercepere, cazzobichicchi, contropsicologo, disvoltare, dopobordello, fornichevole, frontechinato, improfetico, inartigliare, inopino, insensibilirsi, invisto, irreduce, mormorabundo, pigritare, pinzapanni, sbiottezza, sensuto, sgancettare, smerdo, soalzo, sventaglioso, uniconcorde, visibundo, volucro) non trovano albergo nel pur ospitale regesto.

 

Di più. Fra i termini rubricati come originali, a 10 soltanto spetta l’insigne qualifica (anti-abarbarea, arpocratico, essando, essante, garofonare, imbrillare, inverdugale, oroneviroseti, ubino, zimbombola; ma si noti che essare è di conio govoniano), giacché amulo non è che un puro diminutivo di amo, gibigiannante nientemeno che un manzonismo, assellarsi forbello e zampagliato sono marcati dai lessici quali arcaismi, dedaleggiante e papelito come letterarismi e sciabolino come voce rara e dotta. Quanto a gomma maltusiana e willendorfiano, non è certo il caso di promuovere meri aggettivi tratti da antropo‑ e toponimi a rango di creazione lessicale. Gioverebbe, inoltre, appurare in che senso anti-abarbarea, arpocratico, dedaleggiante, gomma maltusiana e willendorfiano rappresenterebbero «deformazioni nell’onomastica» e ubino un «ironico pastiche», trattandosi nel primo caso di innocenti derivati, nel secondo di un neologismo semantico.

 

Ma veniamo ai criterî che presiedono all’operazione.

 

Di contro alla norma che dice invenzione lessicale ogni parola o locuzione nuova cavata per derivazione o composizione dalle lingue straniere e classiche o da elementi già presenti e noti, la curatrice opta per una distinzione — donde gli equivoci — tra calchi dal greco e dal latino (comprendenti a] le parole attestate «in lingua italiana, ma di palese derivazione greca o latina»; b] le parole non attestate «in lingua italiana, calcate direttamente sul corrispettivo greco o latino»; c] le parole non attestate «in lingua italiana, costruite a partire da uno o più termini greci o latini») e coniazioni da, «per classificare le parole elaborate dall’autore sulla base di termini attestati in lingua italiana, francese, ecc. […] o in dialetto».

 

Sennonché, dei 54 presunti «calchi», non meno di 42 costituiscono in fatto e in diritto coniazioni d’autore (acèmete, anticimeno, asòto, bórbore, càlio, callistèo, catablepo, ceraunico, chira, chiragogo, cloacario, concubia notte, confulto, cremasta, crissare, demeare, èctrope, elaquearsi, emicare, enètere, enòpota, filema, fome, gaudimonio, gerosulo, ginofilo, inscitulo, labibundo, ludibundo, oligopiste, opistico, oramate, pandicolare, paraclesìa, patrare, sfigmo, sofronistico, spinterobolo, sùcula, terricrepo, vertilabundo, zombinatore), 5 sono tecnicismi (bòstrice, coprino, digma, dolicomorfo, terebrante), 2 arcaismi (crepidulo, cubatore), 3 voci rare e dotte (cuntabundo, metàfreno, tèrete), 2 letterarismi (scìtulo, trenetico).

 

Per gli stessi motivi, 41 dei 53 termini definiti «coniazioni da» recano un marchio di fabbrica inconfondibilmente originale (accarpinare, allofiarsi, apoforetico, arquatile, callopigìa, cataguso, ciprignìa, cogitore, conquadratario, coreare, decàdia, deglubare, doppiera, edrocalìa, eropata, foberico, fovillo, gurgandina, imicolo, impecudarsi, imprèsago, inadibile, induzioso, irrarito, lallo, latebricolo, lorgnettare, lorula, mammoneo, mechimonio, menarrostismo, metacinesumeno, osferiologista, persiflativo, rabacazzi, ravisso, scarcagliare, sfinterizzare, slenzare, spracco, trutifero) e, dei restanti 12, apricarsi cianghellino festuchino e spernibile sono arcaismi, simplemma strofiolo tafanare e traslatare voci rare e dotte, cernaglia è un tecnicismo e pelegattina nulla più che il diminutivo d’un vocabolo d’area settentrionale.

 

                                                                                      * * *

 

CONIAZIONI ORIGINALI

 

Il glossario non accoglie, per la loro trasparenza, le seguenti giustapposizioni e univerbazioni: (altoconserto, altosfumato, amatariva, bacinfronte, bendovuto, benvestito, boccachiusa [a], chessò, chiusocchi [a], cieloverbano, dieciottanni, diovolendo, ditaneicapelli, gambincollo [a], guglielmocarlo, languidovibrante, lemanineicapelli, mannò, occhiofino, Occhiosommo, oroneviroseti, ossì, roseodenso, tuttaprima [a], tuttatua.

Si indica il contesto solo nei casi meno perspicui.

I segnaccenti sono quelli apposti dallo stesso autore.

 

 

abbellatrice: lo stesso che abbellitrice, dal disus. abbellare anziché da abbellire.

 

abriviare: variante di abbrivare, da abrivio invece che da abbrivo.

 

Acachia: sia da Acachi, località dell’Etiopia alle porte di Addis Abeba, sia dal gr. ἀκακία ‘innocenza, semplicità’. ‘Luogo selvaggio’, ‘terra dell’innocenza’.

 

accarpinare: incrocio dell’ant. carpinare ‘scardassare, agitare’ e di carpire, col pref. a(d)‑ illativo. ‘Rapire (Portar via) con la forza’.

 

accennarello: da accennare ‘ammiccare’ secondo il rapporto di litigare al pop. litigarello.

 

acèmete: dal gr. ἀκοίμετος ‘insonne’.

 

alloffito: da loffio col pref. a(d)‑ illativo. ‘Ammosciato’.

 

allofiarsi: da lo(f)fio col pref. a(d)‑ illativo. ‘Infiacchire’.

 

anàpausi: «dell’altera / duchessina l’a. procace». Dal gr. ἀνάπαυσις ‘riposo, sollievo’.

 

anteambulare: «o vita / anteambulavi / mi contentavi». Da anteambulone ‘servo che precedeva un notabile perché gli si facesse largo’ (< lat. anteambulare ‘andare innanzi’).

 

anti-abarbarea: da Abarbarea, la ninfa naiade madre dei gemelli Esepo e Pedaso uccisi in battaglia da Eurialo, col pref. anti‑. ‘Antininfa’.

 

anticimeno: «Perfettamente anticimena!». Dal gr. ἀντικείμενος ‘che sta di fronte’.

 

anticonsumo: da consumo col pref. anti‑.

 

apoforetico: «un pomo a.». Dal sost. m. plur. apoforèti ‘doni distribuiti dal padrone di casa agli ospiti’ col suff. ‑ico derivativo.

 

appasto: «una mastrocca / dava degli appasti suoi visione». Dal sost. m. pl. fr. appas ‘forme, bellezze femminili’.

 

appercepere: dall’ant. percepere col pref. a(d)‑ illativo, modellato su appercezione.

 

argopide: «terribile kapò a.». Comp. da Argo, il pastore dai cento occhi ucciso da Ermes, e dal gr. ὄπις, -ιδος ‘occhio vigile’.

 

arpocratico: «con un dito a. sulla / bocca — Zitto! — faceva». Da Arpocrate, nome greco dato in età alessandrina al dio egizio Oro, raffigurato come un fanciullo con l’indice della destra sulle labbra, col suff. ‑ico derivativo. ‘Che fa cenno di tacere’.

 

arquatile: «l’a. / fianco». Incrocio di arcuato col suff. di acquatile, di cui non è esclusa un’interferenza. ‘Flessuoso’, ‘ondeggiante’.

 

artagotico: dall’ant. artagoticamente ‘in modo strano, artificioso’.

 

asòto: dal lat. asotus ‘dissipatore’.

 

belulco: «La freccia tua nel fianco! / Perché b. farti?». Dal gr. βελουλκός ‘che estrae la freccia dalla ferita’.

 

biglossia: da biglosso ‘che ha due lingue’ (lat. scient. biglossus). Lo stesso che diglossia.

 

blafardo: «raggio b.». Dal fr. blafard ‘scialbo, livido’.

 

blemma: dal gr. βλέμμα ‘sguardo’.

 

bórbore: dal gr. βόρβορος ‘fango’, passato al lat. tardo borbor.

 

bresta: dall’ingl. breast ‘mammella’.

 

calinare: dal fr. câliner ‘vezzeggiare, accarezzare’.

 

càlio: variante di càllio (o gàllio) ‘erba zolfina che ha la proprietà di coagulare il latte’.

 

callistèo: dal gr. καλλιστεῖον ‘premio di bellezza’.

 

callopigìa: sost. tratto dall’agg. callipìgia col suff. di allegrìa.

 

catablepo: agg. tratto dal v. gr. καταβλέπω ‘osservo dall’alto’.

 

cataguso: «sbircio per quel c.». Da Catagusa, la statua di Cerere che conduce Proserpina all’Ade, opera di Prassitele. ‘Passaggio macabro, lugubre, simile all’oltretomba’.

 

cazzobichicchi: «“A c. / mi va! Ti va?”». Forse comp. da cazzo e dall’ant. bichicca ‘pillola bechica da tenere in bocca’; ma cfr. pure la locuzione chicchi e bichiacchi ‘chiacchiere, parole inconcludenti’ e il mil. bicoccà ‘ciondolare’ (la metafora è ovviamente di natura sessuale).

 

celestia: dal lat. caelestia ‘cose celesti’.

 

ceraunico: da cerauno‑ (< gr. κεραυνός ‘saetta’), primo elemento di composti dotti, col suff. ‑ico derivativo. ‘Illuminato dai fulmini’.

 

cercoso: da cerca ‘ricerca’ col suff. ‑oso. ‘In perenne e affannata ricerca’. (Cfr. Antonio Pizzuto, Pagelle, ed. critica commentata di Gualberto Alvino, Firenze, Polistampa, 2010 [1973], p. 112: «rospo nerastro arrancante invano ricercoso»).

 

chiavicoso: da chiavica col suff. ‑oso. ‘Simile a (Sporco come) una fogna’.

 

chira: dal gr. χείρ ‘mano’.

 

chiragogo: dal gr. χειραγωγός ‘che conduce per mano’.

 

chirostrobizzarsi: «si chirostrobizzava adulto / il membro». Dal gr. χείρ ‘mano’ e στροβέω ‘agito, turbo’ col suff. verb. ‑izzare. ‘Masturbarsi freneticamente’.

 

ciprignìa: da ciprigno col suff. di allegrìa.

 

cloacario: dal lat. cloacarius ‘fognaiolo’.

 

cogitore: forma sincopata di cogitatore.

 

concubia notte: dal lat. concubia nocte ‘nel cuor della notte’.

 

confulto: dal lat. confultus ‘appoggiato’.

 

conquadratario: incrocio del lat. conquadrare ‘squadrare’ con l’ant. quadratario ‘operaio che, squadrate le lastre di pietra, vi incideva le iscrizioni’. ‘Rozzamente squadrato e scolpito’.

 

conticinio: dal lat. conticinium ‘la prima parte della notte’.

 

contropsicologo: comp. da contro‑ e psicologo.

 

coreare: «coreando fuggenti». Dall’ant. còrea o corèa ‘ballo’.

 

cremasta: dal gr. (τὰ) κρεμαστά ‘cordame’.

 

crissare: dal lat. crissare ‘dimenarsi con le anche’.

 

decàdia: dal lat. decas ‘decade’. ‘Gruppo di dieci’.

 

decoville: dal fr. decauville ‘ferrovia a scartamento ridotto’.

 

decripto: lo stesso che decriptato, secondo il rapporto dimonco-dimoncato.

 

deglubare: dal lat. deglubare ‘masturbare’.

 

demeare: «Demeato il bikini». Dal lat. demeare ‘scendere, andar giù’.

 

dibbuco: dall’ebraico dibbūk ‘spirito maligno’.

 

diglosso: variante dell’ant. diglotto.

 

dimonco: lo stesso che il lett. dimoncato.

 

disendocrinare: da disendrocrinìa ‘alterata regolazione di un’attività endocrina’.

 

disvoltare: lo stesso che svoltare.

 

doltonico: «doltonica oniromante». Sia «studiosa delle teorie della psicoanalista francese Françoise Dolto» (Paola Italia) — da cui, semmai, *doltiano, come freudiano e sim. —, sia, più probabilmente, incrocio dell’ant. dolto, part. pass. di dolere, con daltonico ‘alterazione congenita della percezione visiva dei colori’. ‘Che non riesce a vedere — ergo non comprende — il dolore’.

 

dopobordello: modellato su dopolavoro e sim.

 

doppiera: modellato sul lett. doppiere ‘candelabro a due o più bracci’. ‘Doppia porta’.

 

èctrope: da ectròpio ‘rovesciamento all’esterno della palpebra’. ‘Sporgente’ (detto di mammelle).

 

edrocalìa: comp. dal gr. ἔδρα ‘parti deretane’ e da un neol. calìa, dal gr. καλός ‘bello’, col suff. di allegrìa. ‘Bellezza deretana’.

 

elaquearsi: dal lat. elaqueare ‘mettersi in libertà, sciogliere dai lacci’.

 

emicare: dal lat. emicare ‘rilucere’.

 

enètere: «e. per un saggio encolpismo». Dal gr. ἐνετήρ ‘siringa’, con l’accento di catètere.

 

enòpota: dal gr. οἰνοποτήρ ‘bevitore di vino’.

 

erebico: «calze erebiche». Da èrebo col suff. ‑ico derivativo. ‘Nero’.

 

eropata: da eropatìa, secondo il rapporto omeopatìa-omeòpata. Lo stesso che erotòpate ‘che ha disordine negli impulsi sessuali’.

 

erubescere: «erubescan non gl’inchiostri». Dal lat. erubescere ‘arrossire’.

 

esploà: dal fr. exploit ‘impresa, prodezza’.

 

essare: «essanti acque lontane». Da essato ‘percorso da strade serpeggianti’, creazione govoniana (Il quaderno dei sogni e delle stelle, Milano 1924, p. 79: «Per la campagna squallida / tutta essata di bianche strade»). ‘Muoversi a èsse’.

 

etalaggio: dal fr. étalage ‘esposizione, mostra’.

 

fàlbalo: lo stesso che falbalà.

 

falbezza: da falbo secondo il rapporto di biondo a biondezza.

 

farmacòpolo: variante dell’ant. farmacopòla ‘farmacista’.

 

fellebre: dal lat. fellebris ‘poppante’.

 

feruto: dal fr. feru ‘appassionato’.

 

filargo: «tu f. sei troppo amico / Ezio per essere ginofilo». Sia da filargìa ‘amore del denaro’, sia dal gr. φίλος ‘amico, amante’ e ἀργός ‘ozioso’.

 

filema: dal gr. φίλημα ‘bacio’. ‘Serie di baci’.

 

foberico: da foberismo ‘comportamento di alcuni insetti che, in alcune situazioni, assumono un atteggiamento atto a incutere terrore’, sul modello di collerico, di cui non è improbabile un’interferenza semantica.

 

folusso: dall’ant. folusse ‘drappo di taffetà, seta floscia’. ‘Adulazione, piaggeria’.

 

fome: dal lat. fomes ‘fòmite, stimolo’, donde il nostro fomento, di cui condivide esattamente il significato.

 

fornichevole: da fornicare secondo il rapporto di profittare a profittevole.

 

fovillo: «si chirostrobizzava adulto / il membro costernante spegnendone / il f. nel calamaio». Da fovilla ‘protoplasma del polline’ (lat. scient. fovilla < fovere ‘riscaldare’). ‘Caldo sperma’.

 

frenosterio: «Nel mio f. / dove tu dimori». Comp. da freno‑, primo elemento che, in parole composte della terminologia medica, significa ‘mente’, e dal suff. di falansterio, con un’evidente allusione a frenocomio.

 

frontechinato: variante dell’ant. frontichinato ‘che sta a fronte china’.

 

garofonare: «il petto / s’ebbe a garofonarlo estrema strenna / piombo vermiglio». Da garofono, variante di garofano, metafora di ferita sanguinolenta.

 

gaudimonio: dal lat. gaudimonium ‘gaudio’ (palese allusione a mercimonio).

 

gerosulo: dal gr. ἱερόσυλος ‘saccheggiatore di templi, ladro sacrilego’.

 

gheridone: dal fr. guéridon ‘tavolino rotondo con una gamba a tre piedi’.

 

giaddì: dal fr. jadis ‘un tempo’.

 

ginofilo: il contrario di misogino.

 

guelma: incrocio del venez. vèlma ‘melma’ con l’ant. gualma ‘lezzo, sporcizia’.

 

gurgandina: dal fr. gourgandine ‘sgualdrina’.

 

idaleo: lo stesso che idàlio ‘di Idalio’, antica città cipriota dedicata ad Afrodite, col suff. di dedaleo. ‘Di (Relativo ad) Afrodite’.

 

imbrillare: da brillare con in‑ illativo, qui con mansione fattitiva. ‘Far brillare’.

 

imicolo: da imo ‘il punto più basso, più profondo o più interno di qualcosa’ col suff. di cavernicolo e sim. ‘Che sta in basso’.

 

impecudarsi: dal lat. pecus, ‑cudis ‘bestia’. ‘Imbestiarsi’, ‘Inferocirsi’.

 

imprento: lo stesso che l’ant. imprentato ‘impresso’. Cfr. D. Alighieri, Paradiso, xxiii 85: «O benigna vertù che sì li ’mprenti».

 

imprèsago: da prèsago con in‑ negativo.

 

improfetico: da profetico con in‑ negativo.

 

imulo: dal lat. imulus ‘infimo, al di sotto di tutto’.

 

inadibile: il contrario di adibile.

 

inartigliare: «un falchetto la vipera / inartiglia». Non, come parrebbe, la formazione parasintetica secentesca inartigliare ‘munire d’artigli’, ma da artigliare col pref. in‑ illativo, con valore rafforzativo.

 

incapicchiare: incrocio di incavicchiare e incapocchiare.

 

incolposo: da colposo col pref. in‑ negativo.

 

induzioso: lo stesso che indugioso. ‘Titubante’.

 

inopino: forma contratta di inopinato (lat. inopinus ‘inaspettato, improvviso’).

 

insaracinare: dall’ant. saracinare ‘imbrunare dell’uva in maturazione’ col pref. in‑ illativo.

 

inscitulo: dal lat. scitulus ‘elegante’ col pref. in‑ negativo.

 

insensibilirsi: «la rosa s’era insensibilita». Da sensibile col pref. in‑ illativo.

 

inverdugale: agg. da verdugale ‘sottana armata di stecche, che le donne portavano sotto il vestito’ col pref. in‑ illativo. ‘Che indossa il verdugale’.

 

invisto: da visto col pref. in‑ negativo.

 

irrarito: «i transiti irrariti». Da raro col pref. i(n)‑ illativo. ‘Fattosi raro’.

 

irreduce: sia da rèduce ‘che ritorna’ col pref. i(n)‑ negativo, sia da irreducibile ‘che non si può piegare, governare’.

 

irrequio: forma contratta di irrequietudine.

 

labibundo: dal lat. labibundus ‘che scorre, stilla’, con -u- etimologica.

 

lallo: forma contratta di lallazione.

 

lapso: dal lat. lapsus ‘caduta’.

 

latebricolo: agg. tratto dal plautino latebricola ‘bordelliere’.

 

lepturgo: dal gr. λεπτουργός ‘che fa lavori fini’.

 

lorgnettare: da lorgnetta ‘occhialino da signora cerchiato, con manico’. ‘Osservare da vicino’.

 

lorula: dim. del lat. lorum ‘correggia’.

 

ludibundo: variante dell’ant. ludibondo, con -u- etimologica.

 

mammoneo: lo stesso che mammonico. ‘Ricco’.

 

mastrocca: dal fr. mastroquet ‘vinaio, bettoliere’.

 

mechimonio: incrocio del lat. moechus ‘adultero’ con mercimonio.

 

menarrostismo: dal reg. menarrosto ‘girarrosto’. ‘Perdita di tempo’.

 

metacinesumeno: «la m. / statua». Part. aoristo f. del v. gr. μετακινέομαι ‘sono rimosso, mi muovo’.

 

mormorabundo: da mormorare secondo il rapporto di cogitare a cogitabondo, con -u- etimologica.

 

oligopiste: dal gr. ὀλιγόπιστος ‘di scarsa fede’.

 

opistico: «opistica mi vuoi?». Dal gr. ὀπίσθιος ‘di dietro, posteriore’ col suff. ‑ico.

 

oramate: «per franto o. terz’occhio». Dal gr. ὃραμα, -τος ‘spettacolo, visione’.

 

osferiologista: incrocio di osfresiologista ‘studioso degli organi dell’odorato’ con sfera ‘rotondità del corpo femminile’.

 

pandicolare: «a braccia aperte tutta / lusinghevolmente ti pandicoli». Da pandicolazione ‘distendimento dovuto a contrazione dei muscoli estensorî’.

 

paraclesìa: dal gr. παράκλησις ‘il chiamare a sé’ col suff. di allegrìa.

 

patrare: dal lat. patrare coitum ‘accoppiarsi sessualmente’.

 

persiflativo: dal lett. persiflaggio ‘il prendere in giro con garbo’, modellato su inflativo e sim.

 

pigritare: frequentativo dell’ant. pigrire ‘impoltronirsi’.

 

pinzapanni: dal tema di pinzare e panni.

 

poplice: lo stesso che poplite.

 

rabacazzi: «dei ruffiani / dei r. come te / le mani mi ripugnano». Incrocio di rabagà ‘girella politico’ e cazzi.

 

ranabozzo: «con l’occhio testardo chiozzo / stravolto r.». Forse comp. di rana e bozzo. ‘Rana che si gonfia’.

 

ravisso: «il gran r. del tuo corpo». Dall’ant. ravissare ‘far lieto’, creato sul fr. ravissant ‘incantevole, affascinante’.

 

redimicolo: «Una foglia di fico oppur di brasca / qualch’altra redimicola frasca». Dal lat. redimiculum ‘fascia, nastro’.

 

ricanare: dal fr. ricaner ‘sogghignare, ridacchiare stupidamente’.

 

salpingista: da salpingite ‘infiammazione dell’ovidotto’.

 

sbiottezza: dall’ant. biotto ‘meschino, nudo, puro’ (comune, nei due ultimi significati, nel lomb. e ven. alpino biòt) col pref. s‑ durativo-intensivo e il suff. ‑ézza.

 

sbottanica: incrocio ironico di sbottare ‘sfogarsi’ con botanica (il titolo del componimento è Botaniche peregrine); ma non è affatto improbabile un’interferenza del sic. bottana ‘puttana’.

 

scarcagliare: dall’ant. e dial. scarcaglio ‘sputo catarroso’.

 

sciagrino: lo stesso che zigrino (< fr. chagrin).

 

sensuto: da senso col suff. di gozzuto, ricciuto, ecc. ‘Che ha i sensi eccitati, acuiti, potenziati’.

 

sfigmo: sost. tratto da sfigmo‑, primo elemento di comp. scient. (dal gr. σφυγμός ‘agitazione, pulsazione, polso’). ‘Eccitazione sessuale’.

 

sfinterizzare: da sfintere. ‘Emettere dallo sfintere’.

 

sgancettare: lo stesso che sganciare, da gancetto anziché da gancio.

 

slenzare: dal bergam. slensa ‘acquazzone’ (‘acqua’ nella lingua furbesca). ‘Orinare’.

 

smerdo: variante a suff. zero di smerdamento.

 

soalzo: «con breve / s. di gonna / minge alla lesta». Dall’ant. soalzare ‘sollevare lievemente’ (cfr. ven. sett. soalza ‘la leva’).

 

sofronistico: da sofronista ‘magistrato attico incaricato della sorveglianza morale degli efebi’ col suff. ‑ico. ‘Censore’.

 

sonipede: «s. / l’attenti». Dal lat. sonipes, ‑pedis ‘dal piede risonante’ (per il battito dei tacchi).

 

spinterobolo: dal gr. σπινθηροβόλος ‘che fa scintille’.

 

spracco: «ohi spracchi / degli strenui lombi». Deverbale a suffisso zero dal tosc. spraccare ‘divaricare’.

 

sùcula: dal lat. sucula ‘porcelletta’.

 

sventaglioso: «permetti ch’io pubblicamente / zimbombole le dica / le tue pelegattine o pur / le sventagliose?». Da sventagliare col suff. ‑oso. ‘Piatto e largo come un ventaglio’.

 

terricrepo: «t. lo strillo». Dal lat. terricrepus ‘che tuona spaventosamente’.

 

troccatore: dal fr. troqueur ‘amante degli scambî, dei baratti’, probabilmente incrociato con truccatore nell’accez. di ‘imbroglione’.

 

trutifero: «trutiferi ruscelli». Dal lat. tructa ‘trota’ col suff. ‑fero. ‘Ricco di trote’.

 

ubino: non l’ant. ubino ‘cavallino di razza irlandese’, ma direttamente dalla vc. ingl. abbr. hobbyhorse ‘cavalluccio di legno’. ‘Passatempo’.

 

uniconcorde: a concorde, sul modello di unisessuale e sim.

 

vampire: dall’ant. vampo ‘baleno, lampo’. ‘Balenare’.

 

varìpede: «sgambo v.». Dal lat. varus ‘curvo’ e pes, pedis ‘piede’.

 

vertilabundo: dal lat. vertilabundus ‘che ha movimento rotatorio’, con -u- etimologica.

 

visibundo: dal lat. visibundus ‘visibile’, con -u- etimologica.

 

volucro: «volucri fumi». Dal lat. volucer, ‑cris ‘volante, alato’.

 

zimbombola: incrocio di zinna ‘mammella’ con bombola, dim. di bomba (cfr. èctrope).

 

zombinatore: dal term. gerg. bolognese zambinadòur ‘grande amatore’.

 

 

Bibliografia

Sandro Sinigaglia, Poesie, intr. di Silvia Longhi, testo e glossario a cura di Paola Italia, Milano, Garzanti, 1997.

 

Le puntate precedenti della serie La parola verticale. L’italiano degli autori:

 

L’Ignoto marinaio di Consolo

Coniazioni originali nel primo Consolo

L’evoluzione stilistica del primo Pizzuto

La parola dell’ultimo Pizzuto

Artificio e autenticità in Gesualdo Bufalino

Per un'insaziata ricerca d'inattualità. La lingua di Bufalino

La «cosa verbale» di Sandro Sinigaglia

 

L’immagine di copertina riproduce L’immaginazione poetica, opera di Giovanni Fontana. Si ringrazia l’autore per l’autorizzazione alla pubblicazione.


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