06 aprile 2020

D’Arrigo, la parola orcinusa

La parola verticale. L’italiano degli autori

 

Dedicato alle coniazioni presumibilmente originali, senza distinzione tra semantiche e lessicali, contenute nelle opere maggiori di Stefano D’Arrigo (e precisamente: Horcynus Orca [HO], Milano, Mondadori, 1994³; Codice siciliano [CS], Milano, Mondadori, 1978; Cima delle nobildonne [CN], Milano, Mondadori, 1985, edizioni cui si fa riferimento nel testo), il glossario non accoglie i meri adattamenti di vocaboli dialettali alle strutture fonetiche dell’italiano — non implicanti, cioè, un impegno linguistico dell’Autore —, diffusissimi in HO e tuttora inesplorati (babbigno < sic. e cal. babbignu; imminacciare < sic. mminazzari; incoffariarsi < sic. ncoffariàrisi; ingazzosare < sic. ngazzusari; ruinafamiglie < sic. rruinafamigghji; sbaviarsi < sic. sbavïari; scardellino < sic. scardillinu; schiumazzoso < sic. scumazzusu; sdilavato < sic. sdilavatu; sdisonesto < sic. sdisonestu; smacinare < sic. smacinari; trucchigno < cal. trucchignu, ecc.); le voci ignote ai lessici ma di possibile commercio gergale, come i forestierismi mal italianizzati e le trascrizioni fonetiche d’area anglo-francese (abitué, bacchisaide, baksaide, bisquì, businisso, corned bif, dophino, dufino, garzonne, jotto — = yacht ‘panfilo’ —, mersì, purparlé, purpurrì, sciangé, sciantiglì, scioffère, siluette, visavì); i superlativi tipo barchissima, oceanissimo, dopissimo, graziissimo, ecc.; le alterazioni vezzeggiative, accrescitive e diminutive (pettazzolo, madricella, crudacchio, giovinone, ecc.) e le onomatopee (ngangà, nfunfù, ecc.). La rigogliosissima fantasia antroponimica meriterebbe analisi.

 

Gli articoli compresi nella prima sezione (Neologismi d’autore) sono costituiti da una sintetica finestra contestuale, da un altrettanto compendioso esame della parola e, per le coniazioni più complesse, da una proposta interpretativa. Le rimanenti sezioni sono interamente riservate alla vocazione univerbizzante della lingua darrighiana, ossia ai composti giustappositivi e reduplicativi: oggetti neologici minori che, comportando una pura attitudine combinatoria anziché squisitamente onomaturgica, non richiedono che una nuda rassegna elencativa (salvo le Duplicazioni a grafia sintetica con valore di moto rasente luogo — definizione mutuata da Bruno Migliorini, Lingua d’oggi e di ieri, Caltanissetta-Roma, Sciascia, 1973, p. 314 —, per le quali s’è ritenuto opportuno fornire i necessarî contesti).

 

Quando un vocabolo occorre in più d’un’opera è indicato in sigla il titolo della fonte — ad eccezione del romanzo maggiore — prima del riscontro al luogo (pagina e rigo di collocazione), prescelto come maggiormente significativo (rarissimi gli hapax).

 

Delle 955 voci scrutinate (554 neologismi d’autore, in massima parte costruiti su basi dialettali, 311 tra composti giustappositivi e univerbazioni, 67 duplicazioni a grafia sintetica con valore elativo e 23 con valore di moto rasente luogo), 929 pertengono a Horcynus Orca, cifra ben irrisoria se si considera che il romanzo è composto di 521.655 parole: prova evidente che la creatività lessicale darrighiana si esplica principalmente in àmbito regionale.

 

Ringrazio Luca Serianni, direttore della rivista che ospitò la prima edizione del mio studio («Studi linguistici italiani», XXII [I della III serie] 1996, pp. 74-88, 235-69), per i molti consigli; Stefano Lanuzza, parlante nativo quella particolare varietà (Stefano Lanuzza, Per un glossario darrighiano, con alcuni scolî autointerpretativi di Stefano D’Arrigo, in Id., Scill’e Cariddi. Luoghi di «Horcynus Orca», Acireale, Lunarionuovo, 1985, pp. 60-123; d’ora in poi Lanuzza); Salvatore C. Trovato per avermi consentito, oltreché di correggere alcune sviste, di ricondurre al dialetto dell’isola un mannello di voci che ritenevo frutto dell’estro neologico darrighiano e di promuoverne altre — numeratissime ma significative per illuminare il modo di formare orcinuso — a rango di neologismi d’autore (Salvatore C. Trovato, La formazione delle parole in «Horcynus Orca». Tra regionalità e creatività, in Id., Italiano regionale, letteratura, traduzione. Pirandello, D’Arrigo, Consolo, Occhiato, Enna, Euno Edizioni, 2011, pp. 215-78; d’ora in poi Trovato).

 

 

sgridiare, 180/37: «non la finivano più di s. quella mezza dozzina». V. denom. da sgridìo.

 

sgridìo, 800/27: «dallo s. che di là veniva, pareva per giunta che gli gettassero la baia». Da gridìo ‘un urlare frequente e corale’ col pref. s‑ intensivo.

 

sillabantemente, 1011/7: vd. tastiamento. Da sillabare ‘pronunciare le parole staccando le sillabe’.

 

sillabamento, 1010/17: «Perché, questo parlare tutto ad arte di don Luigi, a ’Ndrja gli faceva l’impressione come d’un baccaglio carcerario, di un s. allusivo». Nome d’azione di sillabare. Cfr. sillabantemente.

 

sillabbrare, 1126/9: «si scafò a parole la sua bara, come allascasse fra i denti, coi denti, contempo che sillabbrava sdillabbrandosi la parola, il legno della barca stessa». Incrocio di sillabare e labbro. ‘Sillabare con gran movimento di labbra’.

 

sillasbavarsi, 1029/1: «la puntina di don Luigi girava sempre a folle ed era ancora là che alletterava e sillabava, anzi per la verità, si sillasbavava, su quelle ultime due, tre parole che gli restavano da dire». Incrocio di sillabare e sbavarsi, giocosamente costruito sulle due sillabe finali di «sillabava».

 

similio, 222/14: «figlio perlomeno di un ammiraglio o di qualcuno s.». Deformazione di simile a fini ludicamente rimici (ammiraGLIO-simiLIO).

 

simula (a), 93/35: «E qualche branco forse lo vedette, anche se quelle avrebbero potuto essere onde accavallate invece di fere che le accavallavano, però solo con il cannocchiale avrebbe potuto scandagliarle, trasvolanti al largo del Golfo, nel luccichio di sole, ondose a s. di onde». Forma abbr. di simulazione secondo il rapporto del sic. spiega a spiegazione.

 

sinuoseggiare, 1169/7: «sotto i loro occhi il primo scatto di rema sinuoseggiava fuori dal profondo della linea e correva via per alto». Da sinuoso col doppio suff. iterativo ‑eggiare. ‘Serpeggiare’.

 

smaccheggiare, 404/24: «l’apostrofava, smaccheggiandola come al solito». Dal sic. smacchïari ‘sbeffeggiare’.

 

smaccosamente, 856/1: «“Vossia parla, parla…” l’interruppe s. lo scagnozzo». Cfr. smaccheggiare.

 

smaccosità, 762/29: «come se la s. di Luigi Orioles non passasse per la prima pelle»; 1163/30: «ci metteva, in questo, della s., della spavalderia». ‘Sarcasmo’ in entrambi i casi (e non pura «ironia» nel secondo, come propone Trovato 230).

 

smedesimarsi, 281/39: «non t’immedesimi più in tuo padre, ti smedesimi, te n’esci fuori di razza». Contr. di immedesimarsi, con sostituzione di s‑ negativo a in‑ illativo.

 

smodo, 396/35: «e se le portava a piacere o meglio, a capriccio suo, se le portava a modo o s. suo». Dall’ant. smodare ‘agire senza temperanza’. Cfr. sfame.

 

snaturalezza, 583/30: «si sente sempre qualche forzatura e stonatura, si sente cioè che quella è s. d’animale marino che invece di stare nell’acqua, se ne va perlopiù per aria». Da naturalezza con s‑ privativo, sul modello di snaturatezza. ‘Condizione di ciò che è contro natura’.

 

soldatame, 135/20: «Se ne sarebbe andato perciò sulla marina, aspettando un’ispirazione, anche se, intanto che lui aspettava, il s. navigava già per Sicilia». Da soldato col suff. collettivo ‑ame.

 

soliloquiare, CN 36/23: «disse ancora come soliloquiasse». V. denom. da soliloquio.

 

sollazzosità, 499/35: «“i caratteri di queste Naso a bottiglia hanno molto a che dividere con quelli dell’abitué: la s., ad esempio”». Dall’arc. sollazzoso.

 

solletichio, 172/30: «Sulle labbra, gli faceva un s. viscido». Da solleticare col suff. ‑ìo di continuità.

 

sonnambolato, 337/30 (sonnambulato, 1120/23): «la campanella le moriva dietro e in quel silenzio, saliva il fruscifrusci delle fere sonnambolate». Da sonnambolo. ‘Come un sonnambolo’.

 

sopraffineria, 434/6: «Il pellesquadra s’attacca allora al pescebestino: un pescepalumbo o un pescevacca diventano sopraffinerie». Da sopraffino col suff. ‑erìa. ‘Roba di lusso’.

 

sopraregnante, 128/2: «“Iate, iate amico del sole, iate da quelle deisse sopraregnanti sotto l’uomo, iate e fate un viaggio e due servizi”». Comp. di sopra‑ e regnante. Forse rafforzativo di regnare.

 

soprincalzare, 968/27: «E senza ripigliare fiato, alterato al punto che sembrava proprio sragionare, senza dargli tempo a quello, […] soprincalzò». Comp. di sopra‑ e incalzare. Rafforzativo di incalzare.

 

sottassaltare, 670/21: «il fottìo di stimoli che la sottassaltavano». Comp. di sott(o)‑ e assaltare. ‘Assaltare qualcuno da sotto’ (avverbio col quale si suole alludere, presso il popolo, agli organi sessuali, specialmente femminili).

 

sottomarinamente, 817/35: «si mollò nuovamente sott’acqua, calandosene forse sul fondo più profondo dello scill’e cariddi, o forse allontanandosi da lì s.». Da sottomarino ‘che è sotto la superficie marina’.

 

sottoparola, 983/9: «Bastava pensare questo, pensare che l’idea se la teneva incascettata fittafitta nella sua testa e la seguiva alla ladricella, sottomano, s. anzi». Comp. di sotto‑ e parola, sul modello di sottomano.

 

sottoventre, 148/8: «Nelle ondate e nei cavalloni che le spingevano verso le grotte, si mostravano preoccupate solo di ripararsi il s.». Comp. di sotto‑ e ventre. ‘Bassoventre’.

 

spadare, 1060/13: «due tipi di morte tipici che incontrava lo spada, spadato […] e […] pigliato all’amo». Da spada, secondo il rapporto che in sic. collega lanza ‘lancia’ a lanzari ‘infilzare con la lancia’. ‘Trafiggere a morte’. Si noti il gioco paronomastico con (pesce)spada.

 

spadessa, 187/22: «una s. imponente». Femm. di (pesce)spada.

 

spaesalare, 128/7: «“quel vecchio che andava spaesalando spiaggia spiaggia”». V. denom. da paese (l’epentesi sillabica assolve una funzione distintiva dal formalmente più congruo ma semanticamente fuorviante spaesare). ‘Viaggiare paese paese’.

 

spazientoso, 1130/11: «don Luigi, pazientoso, s., gli rispose». Dal sic. pacinzïusu ‘che sa pazientare’ col pref. s‑ sottrattivo. Cfr. impazientoso.

 

specchìare, 81/33: «posava le mani sopra l’impugnatura di una spadina di latta argentata come quella dei paladini, che dal petto gli scendeva a cavallo fra le gambe, specchìando lucidalucida». V. denom. da specchìo. ‘Luccicare come uno specchio’. «Si noti che, dal punto di vista grafico, in D’Arrigo, nei verbi in ‑iare, ‑ì‑ sta per ‑ï‑ secondo un uso siciliano sette-ottocentesco» (Trovato 233).

 

specchìo, 177/15: «a quello scopo portavano al sole lo specchio di un armuaro e facevano s.». Da specchiare col suff. ‑ìo intensivo-continuativo.

 

spersuadere, 1146/11: «S’era persuaso? E loro fecero, facevano di tutto per spersuaderlo»; CN 15/22: «dovesse a ogni costo spersuaderlo». Comp. di s‑ negativo e persuadere. ‘Sradicare in qualcuno una convinzione’.

 

spersuasivamente, 1147/24: «S’era persuaso, ma a sentirli, non c’era da spersuadersene? O s., c’era da persuadersi, senza farsene nessunissimo scrupolo». Da persuasivamente col pref. s‑ negativo.

 

spiaggiatore, 1109/31: «Era l’ora tormentosa degli spiaggiatori, di chi va, sinché è giorno, rivariva al mare e venendo notte, comincia a cercarsi con gli occhi un posto, una barca, un nascondiglio, dove fermarsi e aspettare il nuovo sorgere del sole». Nome d’agente di spiaggiare nell’accez. neologistica di «battere la spiaggia in cerca di frutti di mare, pesci sbattuti dall’onda, granchiolini, conchiglie, resti di naufragi» (Lanuzza).

 

spietrificare, 850/26: «Piangeva come se il gozzo, pieno da scoppiare di lagrime pietrificate, si fosse spaccato in quel preciso momento e le lagrime nuove, invece di pietrificarsi a loro volta, spietrificavano le vecchie lagrime intartarate». Da pietrificare col pref. s‑ negativo.

 

spontemente, 523/36: «gli offriva spettacolo indecoroso, sconveniente, e non per causa di bomba, per fatalità, bensì s.». Dall’avv. lat. sponte ‘spontaneamente’ con aggiunta pleonastica del suff. avverbiale.

 

spopolo, 496/23: «“che s. di fere, che spavento di cristiani”». Da spopolare ‘far fuggire tutti’ (per la paura).

 

spoppinamento, 671/13: «poi s’aprì la vestaglia, si pigliò in mano una di quelle sue mammelluzze […], pensò che si riferisse allo s. che la bionda andava facendosi». Nome d’azione d’un supposto *spoppinare, da poppina, dim. di poppa ‘mammella’, col pref. s‑ intensivo. ‘Frequente tastamento di mammelline’.

 

spresciante, 99/5: «La resta, aveva sentito dire, è più s. a mettere e levare dal sole». Dal sic. sprisciari ‘far prescia’. ‘Sbrigativo’.

 

sprezzantesco, 656/22: «si era rivolto agli altri […] dicendo piuttosto s.: “Ma ve la figurate a sirena sta iattamammona?”». Da sprezzante col suff. ‑esco, qui intensivo.

 

sprezzanteria, 920/13: «infervorata s. di tono». Da sprezzante col suff. ‑erìa.

 

sproloquiatamente, 1131/24: «si sentiva pensare muto muto, s., all’orecchio». Dal part. pass. di sproloquiare.

 

spruarsi, 1075/33: «Vedettero lo zatterone che si spruava, la prua, cioè a dire, si staccava verso il basso come una mascella di balena». Da prua col pref. s‑ sottrattivo.

 

spubblico, 200/25: «Per quello s. di fera?». Da spubblicare. Così glossa lo stesso A.: «quando la catturavano [la fera], sgocciolavano allora il suo sangue perché l’odorata riuscisse d’intimorimento alle altre» (299).

 

srigidirsi, 1031/17: «Cominciava ormai a s., a mancargli dalle mani, a farsi pesomorto». Contr. di irrigidirsi, con sostituzione di s‑ negativo a in‑ illativo.

 

stampelliare, 132/31: «“Vi stampellìo tutto, vi dò una flaccata in testa”». Da stampella col suff. merid. iterativo ‑ïare (= ‑eggiare). ‘Sferrare colpi di stampella’.

 

stampellio, 1207/39: «s. che tuttalpiù faceva più rumore della camminata di Portempedocle». Da stampellare col suff. iterativo ‑ìo secondo il rapporto di scalpitare a scalpitìo.

 

staturato, 526/10: «era staturatissimo, e quanto a forza». Da statura col suff. di stellato, garbato, ecc. ‘D’alta statura’.

 

sterminiamento, 909/11: «dopo anni di guerra, di s.». Nome d’azione di sterminiare.

 

sterminiare, 752/37: «“viaggia sempre, sterminia e viaggia”». O da sterminio o da sterminare col suff. merid. iterativo ‑ïare (= ‑eggiare).

 

straluciato, CN 122/23: «occhi stanchi e straluciati dalla falsa luce». Dal sic. ṣṭṛaluciutu (occhi ṣṭṛaluciuti ‘occhi vitrei’).

 

strappellare, 1185/6: «l’avevano strappellata e tempestata tutta di miria e miria di morsetti». Da strappello, dim. di strappo. ‘Strappare a piccoli brandelli’.

 

superentrare, 1105/33: «la voce che subentrava, o meglio superentrava». Comp. di super ed entrare. Contr. di subentrare.

 

sursincorda, 22/26: «“avanti, s.”». Deformazione della loc. lat. sursum corda ‘in alto i cuori’.

 

svampiare, 652/4: «pigliò fuoco il mare, forse, o svampìa?». Da svampare col suff. merid. iterativo ‑ïare (= ‑eggiare).

 

svarare, 112/16: «varandosi e svarandosi». Da varare col pref. s‑ negativo.

 

svedère, 92/23: «in un vedere e s.». Da vedere col pref. s‑ negativo. Contr. di vedere. Cfr. il sic. svìdiri ‘non vedere qualcosa’, ‘non accorgersi di qualcosa’, ‘vedere una cosa per un’altra.

 

svergognapatrie, 959/13: «“pezzentieri e s.”». Dal tema di svergognare e patrie.

 

svezzeggiare, 1105/30: «più taceva e più secondo loro acconsentiva, più di conseguenza, lo […] svezzeggiavano». Comp. del pref. s‑ intensivo e vezzeggiare.

 

svirgolamento, 245/11: «stava ad ammirarsi delfini che l’uno dietro l’altro, a tribordo, con uno s. continuo […] piroettavano dal mare alla murata». Nome d’azione di svirgolare nell’accez. neologistica di ‘muoversi bruscamente disegnando nell’aria come delle virgole’.

 

svirgolettare, 803/10: «quello s. colorato fra mare e aria». Da virgoletta, dim. di virgola. Cfr. svirgolamento.

 

svociamento, 675/17: «continuando a gridare […]; e questo s.». Nome d’azione di svociarsi.

 

svoliare, 156/7: «correva svoliando»: V. denom. da svolìo ‘volo rapido e breve’.

 

svomito, 137/10: «quell’acquìo vomitoso. […] al primo s.». Nome d’azione d’un supposto *svomitare, da vomitare col pref. s- intensivo, sul modello del sic. svòmmicu ‘vomito’.

 

tangelosità, 143/19: «tanta è la delicatezza, tanta la t.». Dall’agg. sic. tancilusu ‘delicato’, ‘dai tratti fini’, ‘cagionevole’.

 

tastiamento, 1011/9: «tastiandolo insomma così loquentemente, così sillabantemente, da dargli come l’impressione di ricevere un Morse da quella mano, di ricevere cioè, a baccaglio, in sottinteso, e come sottolineato da quel t. alfabetico, il putacaso che don Luigi andava ripetendo per la seconda volta». Nome d’azione del sic. tastïari ‘tastare’.

 

teatranteria, 181/8: «la fera che possono spararle pure palle di cannone, ma se non la pigliano là, […] al cervello, per lei sarà come farle il solletico, darle modo e comodo, […] per salirsene di scena, per gettarsi a fare le sue più sfrenate teatranterie». Da teatrante col suff. ‑erìa. ‘Istrioneria’.

 

titolettare, CN 136/27: «titolettava così la didascalia». V. denom. da titoletto, dim. di titolo.

 

tocchettare, 641/31: «tintinnava tocchettata dal suo flessuoso culo». Da tocchetto, dim di tocco. Cfr. il sic. tucchiḍḍïari ‘toccare appena’, ‘sfiorare’.

 

traffendiere, 311/34: «“lo smerciamo a queste traffendiere, e così, quando i soldati ’nglesi e ’mericani […] s’appizzeranno al nostro vino misturato, […] ce ne troveremo avvantaggiati”». Incrocio di traff(icante), in senso commerciale, e (facc)endiere.

 

tranellatrice, 891/4: «senza più preoccuparsi di frastornarlo e strambarlo, perché sapevano bene, le tranellatrici che con quella coda che ormai gli stava quasi per figura, niente avrebbe potuto frastornarlo o strambarlo di più». Nome d’agente dell’arc. tranellare ‘usar tranelli’, ‘ingannare’.

 

trecciuto, 1084/23: vd. campanelluto. Da treccia secondo il rapporto di riccio a ricciuto.

 

tremolizio, 181/22: «tremolianti per effetto di quel suo tremolizio». Dal sost. sic. ṭṛimulizzu ‘forte tremolio’.

 

trincettare, 485/22: «con l’aria di t. come un dannato qualcuno, lassòtto, che non si decideva mai a morire». V. denom. da trincetto. ‘Colpire con un trincetto’. Cfr. il v. sic. ṭṛincittïari ‘ferire a più riprese con un trincetto’.

 

trionfera, 550/38: «Non era un trionfo di fera, una t.?». Incrocio di trion(fo) e fera ‘delfino’.

 

trionferia, 31/17: «“E quanta boria, quanta t. ci mettono a dirlo”». Da trionfo col suff. ‑erìa. ‘Trionfalismo’.

 

tronferia, 476/20: «“E non si sbagliava” fece quelle pellesquadra con t.». Variante di tronfiezza sul modello di furberia.

 

trucchista, 94/27: «quella t. che, fra salti e tuffi, spume e spruzzi, sa farsi, alla vista, tanta, innumerevole di una che è, e una di tante, innumerevoli che sono». Da trucco ‘falsificazione’, ‘inganno’ col suff. ‑ista di professione.

 

ulterio, 774/25 (ulterìo, 878/37): «annientare l’anguilla, e con l’anguilla ogni ulteria vita»; 1017/19: «gli provava ulterio che lui sapeva». Dal lat. ulterior ‘ulteriore’ nel primo caso; forma abbr. di ulteriormente nel secondo.

 

variopintamente, 496/31: «“volieggiavano per qua v.”». Da variopinto.

 

variopintume, 496/14: «Cama allora dall’inchiavatura e dal v. della loro pelle […] ne smorfiava la razza, connotati, provenienza». Da variopinto col suff. di tenerume e simili.

 

verderamato, 660/6: «la coda […] se la facevano […] con uno strascichetto v.». Da verderame ‘che ha il colore del verderame’.

 

vertebratura, 1110/10: «con le ossa desolate, […] con la v.». Da un supposto *vertebrare secondo il rapporto di scheletro a scheletratura.

 

violettato, 566/35: «dove v., come di buganvillea e dove grigiastro». Da violetto ‘colore tra rosso e turchino’ col suff. di verderamato.

 

visionamento, 1109/24: «E quelle visioni di mente, quei visionamenti». Nome d’azione d’un supposto *visionare, da visione, nell’accez. neologistica di ‘avere delle visioni’; ma anche incrocio di visione e mente.

 

vitoso, 98/13: «ringiovaniva, per quanto era occhiuto e linguto e femminaro, per quanto, in una parola, era v.». Da vita col suff. ‑oso sul modello di malavitoso.

 

voliare, 493/33: «le fere […] voliavano qui e là, ammassandosi, sparpagliandosi, in una girandola di vita». V. denom. da volìo.

 

volieggiare, 496/30: «“Uno spopolo di fere, questo vedo […]. Vedo una marea lunga lunga di quelle malanova che volieggiano”». V. denom. da volìo col suff. ‑eggiare.

 

volìo, 98/28: «con nuoto con v., nuovoliando». Così D’Arrigo in un prezioso scolio autointerpretativo: «Voliare è il volio, il volo e non volo della fera/delfino: non è, come dire, fare la mossa, ossia la finta, di volare, ma fare davvero una, qualche mossa di volo: è come volare, come levarsi in volo, però senza volo, senza vero e proprio volo, senza alzarsi di fatto in volo. Quella “i” di volio/voliare è la medesima (o la stessa?) di fumichio/fumigare, brillio/brillare, penio/peniare etc. Quella “i” te la spieghi meglio nel neologismo nuovolio: nuoto a volio/nuotare a voliare: che sarebbe il nuoto e volo, nuoto a volo dentro, fuori dell’acqua, aria acqua, della fera delfino» (Claudio Marabini, Lettura di D’Arrigo, Milano, Mondadori, 1978, p. 22).

 

zingaraggio, 313/6:«spinte allo z., ad andare raminghe». Da zingaro col suff. di canottaggio e simili.

 

zittitire, 201/3: «si quietavano, zittitivano». Dal sost. sic. zìttiti ‘succhiotto’, tratto dall’imperativo di zittire.

 

zopperìa, 60/30: «“è offeso a una gamba […], gli vedettero la z.”». Da zoppo col suff. ‑erìa.

 

II. COMPOSTI GIUSTAPPOSITIVI E UNIVERBAZIONI

acetoforte 398/24; acquasale 341/37; affarecinese 382/26; alberomaestro 220/20; aldifuori CN 49/8; aldisopra CN 57/6; aldisotto 938/1; alfabetomorse 204/25; alquandalquando 18/17; altobordo 166/15; altralei 347/32; altrolui 1132/21; altromondo 74/12; amatobene 244/18; apprò 1244/32; arcangelogabriele 310/18; ariacquaria 143/31; assopigliatutto 962/27; avantierisera 312/5; avantimorte 571/36; avantindietro 506/5; babbabella 35/8; baciolemani 285/33; barabarca 1118/23; barabarcabara 1115/36; barcabara 1116/29; bassaforza 62/38; bassomare 743/9; bassomondo 519/30; battitorediportone 989/13; beccocoda 261/30; beccoculobecco 245/12; bellinalto 1215/14; benbene 1011/36; biancobozzoso 129/9; biancocelestepallidotenerosato 189/28; bluazzurro 180/39; blummaré 252/15; boccaculo 709/2; bomprò 232/6; boncreato 328/27; bonfare 4/16; bonfigliolo 601/20; bordomare 835/25; boriapomposo 204/3; bracciodestro 854/13; bromomedusa 476/37; brunobianco 815/26; buonamadre 246/7; buonazione 787/31; buonespalle CN 164/8; buonprò 194/26; cabinatimone 42/6; cameradaria 1206/31; cameradellamorte 518/5; cameraperdormire 278/38; camerapermangiare 472/30; cannadastendere 728/24; caricascarica 835/16; carnazzadipecora 590/10; carnedipecora 276/4; carneditesta 113/13; carneficesalvatore 287/25; carnegramigna 606/39; carnevenduta 877/23; carrozzalittorina 41/11; casadidio 959/4; casatomba 1099/18; cazzarmato 690/15; cazzodicane 985/37; centanni 553/9; ceravergine 295/1; cernieralampo 277/2; chichiunque 116/28; chiomacoda 944/14; chissacché 104/21; cinquantanni 150/25;

cinquelire 679/37; corpomorto 418/14; cosareale 319/31; cristosbarbatello 1211/37; cucinequipaggio 42/5; culapponte 1146/35; culinfuori 312/31; culinterra 1031/39; culocacato 1085/32; culogrosso 998/21; culoseduto 394/18; cupargenteo 897/3; deboledicuore 341/26; dentelancia 496/6; dentemente 259/4; dentrofuori 261/27; diocenescampi 425/30; doppiaputtana 863/32; doremifasolasi 583/37; duemari 133/17; dumdumbombardaro 1141/31; entraesci 1215/4; erbaporcellana 607/1; essì 26/23; exvoto 1166/36, CS 52 v. 19; facciadibronzo 989/13; facciapulita 1203/36; fasciagambiera 128/21; fasciamollettiera 97/26; feradelfino 172/4; ferrarrugginito 505/19; ferrofilato 842/30; fianchipieni 186/24; fielemiele 120/9; figliodidio 1189/21; figliodimadre 987/30; figliopadrefratellomaritamantezito 622/25; filodiferro 568/4; filospinato CN 173/7; finfine 116/6; focogrande 26/29; focomeu 1207/33; fortaffare 539/23; franciaspagna 504/8; frittomisto 412/20; fuoriletto 305/27; fuorisponda 195/15; fuoriuso 687/16; fuororario 602/10; fuoruso 1117/17; giallocanario 267/28; giallomarrò 815/27; gigantomo 524/7; giustintempo 393/23; grandama 400/33; grandiddio 496/22; grandomo 1209/31; grandonna 307/29; granfemmina 1208/26; granfesso 371/39; granpavese 901/30; grantesta 45/35; granvissuto 383/9; graziaddio 221/25; graziadiddio 781/30; grigioferrarrugginito 581/34; grigioferroso 593/20; indovinindovinaglia 61/33; ingirogiro 424/30; ingloria 171/15; ingloriafera 209/24; labbàsso 24/5; laffòra 575/18; lanciabastone 116/16; lassòpra 6/24; lassòtto 8/26; lungolargo 204/9; madredifamiglia 81/13; madrefigliasorellamogliamantezita 622/24; madremaga CS 43 v. 14; madrenatura 1174/28; madrerema 1172/22; malafigura 393/11; malafine 1124/22; malannunciante 304/8; malapensata 790/18; malarte 334/30; malavolontà 54/32; maloccasione 368/14; mancavia 338/1; mangiapaneatradimento 1243/11; mannaiamanna 287/24; manomorse 1012/39; maregrosso 871/39; maremorto 118/22; maremosso 885/28; mareterremoto 739/9; marevecchio 222/17; mareventre 1126/2; marevivo 577/19; marròrosé 532/25; massobaluardo 860/18; megliopeggio 1106/37; mentedei 498/17; metàmente 213/39; metàporta 81/16; mezzaffondato 895/20; mezzafrase 595/6; mezzagosto 113/5; mezzaperto 278/36; mezzogrido 293/30; millunanotte 44/6; milluno 86/31; mododidire 77/34; mogliecoda 424/29; mortovivo 163/1; nasodicane 430/16; nasomangiato 633/17; navepasseggeri 190/34; navescuola 300/39; nerolutto 58/22; nomepeso 732/13; nonfare 618/4; novemilalire 1051/33; occhichiusi 287/10; occhiolungo 1124/28; olioliva 67/8; operamorta 1130/29; operaviva 1130/30; orbacanaria 923/36; orcaferone 750/11; ossodimorto 167/23; ottantanni 116/32; panedifrancia 107/13; pazzotondo 557/17; pelledisquadro 425/29; pelleossa 133/1; pellepisciata 351/1; pelodiverme 439/27; pelovecchio 566/22; perbere 1243/1; percosìdire 43/28; percui 347/7; perquanto 44/3; pescebestino 762/38; pescedabrodo 1215/33; pescedipane 439/26; pescepilota 1152/11; pesomorto 5/22, CN 141/7; pezzodanovanta 567/15; pezzogrosso 990/38; piedelungo 215/22; pietrafocaia 620/5; pietrapomice 422/5, CS 15 v. 28; poppaprora 214/28; popparinculo 39/17; postadimare 754/1; potentiddio 496/31; potentomo 417/4; primisprimissimo (in) 171/16; primopiano CN 53/14; prorapoppa 214/28; protempore CN 192/16; puntomorto 373/38; quaddiètro 393/12; qualaltro 771/22; quarantanni 508/25; quartodavanti 195/13; quartodicarne 576/1; quartodidietro 171/28, CN 172/22; quartodisopra 187/22; quartodisotto 693/10; quassòpra 29/27; quattordicianni 411/13; ragionpercui 928/34; remamadre 326/9; renanera 105/9; renavergine 80/21; reregina 823/2; rossofiamma 9/21; sabbiadura 8/23; salamacchine 42/6; salinglese 85/17; saloneristorante 42/5; saltomortale 261/25; sanluigigonzaga 237/36; santolazzaro 46/12; santommaso 987/9; santomo 514/11; sbagliabbaglio 190/25; sbarcombarco 59/34; scenamadre 632/8; schermaduello 1198/27; sempreterno 1181/28; sentitodire 5/21; settantanni 150/14; settespiriti 179/30; signoriddio 1003/29; soldofalso 1207/25; sottinsopra 1076/28; sottoluna CS 19 v. 1; sottomira 49/17; sottosforzo 355/25; sottosguardo 277/27; spaventodicristiani 796/28; specialmodo 750/33; spinadirosa 213/23; stabene 421/9; talquale 920/13; tenebrolucente 12/5; terracqua 305/7; terradura 82/38; terramare 6/16; terremaremoto 100/37; testadimorto 1141/31; testaditenaglia 2/25; testaricca 498/9; tonotuono 1095/26; trecarte 3/19; trenomerci 39/23; trenoviaggiatori 39/23; trentanni 149/33; tuttuntale 1143/13; usabuso 1139/38; usomano 1049/9; vaeviene 42/31, CN 17/32; vaevieni CN 81/4; vagonemerci 900/19; ventanni 211/22; ventinovetrenta 63/4; ventremadre 138/3; vermediterra 582/25; viamare 414/11; viaradio 705/20; vistocogliocchi 98/25.

 

 

III. DUPLICAZIONI A GRAFIA SINTETICA CON VALORE ELATIVO

allascallasca 1143/39; ammazzammazza 583/4; arrancarranca 392/12; avantavanti 837/38; azzurroazzurroazzurro 905/15; bassobasso 392/28; bavabava 529/10; biancobianco 74/27; biondobiondo 310/17; capocapo 580/33; cernicerni 581/30; cullaculla 200/2; cupocupo 140/22; dàidài 643/5; dolidoli 46/20; dunedune 77/11; duroduro 797/19; feradelfino 172/4; filatofilato 157/16; finefine 690/8; finofino 71/15; fittofitto 37/24; flaccoflacco 564/6; frescofresco 537/38; fruscifrusci 337/29; giustogiusto 552/4; grinzegrinze 210/19; guerraguerra 589/24; lievelieve 191/23; lillolillo 806/35; lucidolucido 61/1; macinamacina 1170/36; masticamastica 789/15; megliomeglio 189/4; muorimuori 687/36; mutomuto 929/1; neronero 682/39; paroparo 520/25; passapassa 810/5; peggiopeggio 100/30; pesopeso 943/12; picciopiccio 75/3; piedipiedi 95/24; pieghepieghe 578/26; pigliapiglia 557/26; piùpiù 137/21; pocopoco 64/13; primoprimo 1124/35; ruminarumina 789/16, CN 106/2; scannascanna 182/38; schiumaschiuma 586/18; scuroscuro 945/12; sordosordo 539/19; sottosotto 9/8; stillastilla 571/36; strettostretto 3/17; stringistringi 205/22; summosummo 159/8; tagliataglia 729/28; tastatasta 315/37; tesoteso 108/10; tondotondo 60/38; tonfitonfo 884/23; velovelo 131/11; vivovivo 125/27; volovolo 494/34.

 

IV. DUPLICAZIONI A GRAFIA SINTETICA CON VALORE DI MOTO RASENTE LUOGO

bordobordo, 65/7: «in pizzo alle rocce di Cannitello o b. alla marina”».

 

cannecanne, 1100/37: «me lo porterei nello scuro c.”».

 

cordecorde, 199/38: «Gli altri prepararono la fera. Le girarono intorno al collo una cima delle corde che la imbragavano, […] sospirava, spremendosi c.».

 

culoculo, 303/22: «si trovavano punto e da capo, c. con l’ospedale».

 

dorsodorso, 564/10: «scivolando d. come dentro un bastardello storto e selvaggio».

 

ferefere, 1084/27: «in quella famosa traversata f.».

 

fraschefrasche, 548/24: «coi raggi del sole f.».

 

maremare, 78/32: «il daffare era m.».

 

mentemente, 256/18: «scordandosi di fera, si metteva m. a bazzicare delfini».

 

musomuso, 270/27: «“Gli dovete strofinare la fera m.”».

 

oceanoceano, 495/5: «tutti i suoi anni d’imbarco li aveva passati o.».

 

passopasso, 80/20: «gli sbavava dietro p.».

 

pietrepietre, 500/26: «“se la vedono p. certe volte, p. veramente, non per mododidire: e difatti, per quelle coste là del Nord Carolina, quei pellisquadre ne fanno di tali retate, che poi quando le tirano a terra, per un miglio almeno rivariva è tutta una mostra di Naso a bottiglia che s’addannano per sbrogliarsi dalle reti”».

 

postaposta, 85/29: «stillava sangue come quando la spubblicavano p.».

 

pruaprua, 373/7: «quel terrore grande che la pigliava al solo pensiero di sentirseli sbattere contro le sponde, di avvertire che le facevano imbroglio p., anche se, per come remava, non li avrebbe nemmeno sentiti, se le sbattevano contro».

 

rasoraso, 810/22: «Nuovoliavano r.».

 

renarena, 105/8: «“iate sempre a scendere e sempre r., e cogli occhi perlustrate sempre alla punta dei piedi”».

 

rivariva, 2/14: vd. pietrepietre.

 

rivierariviera, 1003/7: «“in tutti questi giorni giravamo per vogatori, r.”».

 

salesale, 116/6: «“tanta prescia di mettersi s.”».

 

terraterra, 36/21: «si trovavano ridotte a quel punto, straviate t., col culo sulla cofana».

 

tornotorno, 96/8: «che la Sicilia avesse t. tutte quelle sepolture di vecchi».

 

volovolo, 257/24: «nuotando v. per non spruzzarlo».

 

 

Gli articoli già pubblicati nell'àmbito della serie La parola verticale. L'italiano degli autori, scritta e curata da Gualberto Alvino:

 

L’Ignoto marinaio di Consolo

Coniazioni originali nel primo Consolo

L’evoluzione stilistica del primo Pizzuto

La parola dell’ultimo Pizzuto

Artificio e autenticità in Gesualdo Bufalino

Per un'insaziata ricerca d'inattualità. La lingua di Bufalino

La «cosa verbale» di Sandro Sinigaglia

I Peccati di lingua di Sandro Sinigaglia

La parola orcinusa (Stefano D’Arrigo)

La parola orcinusa - 2 (Stefano D’Arrigo)

La parola orcinusa - 3 (Stefano D'Arrigo)

La parola orcinusa - 4 (Stefano D'Arrigo)

La parola orcinusa - 5 (Stefano D’Arrigo)

 

Immagine: Orca vicino a Victoria (West-Canada)

 

Crediti immagine: digicla from The Netherlands / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)


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