16 luglio 2017

Le parole per Ognissanti

Tra tutte, visto che una festa recente e esogena ci porta a ricordarle, nominiamo Bellezze Ursini, «strega nella campagna romana del Cinquecento»; che nel corso del processo ha avuto il merito (affettivo, casuale) di usare il termine scrauso per ‘sciocco’. Parola che scompare (raccontarlo sembra un mantra che tiene a bada i cattivi pensieri, le sciocchezze fondamentaliste, le tragedie dei roghi e della stupidità maschilistica corrente) fino al Novecento tardo della “robba scrausa” di Amore tossico (film del 1981).
Le streghe. Halloween (All Hallows Eve ‘la vigilia di Tutti i Santi’). Il calendario celtico che si confonde con le santificazioni cristiane. Il ‘capodanno’ del 31 ottobre. La festa del Raccolto. È tutta una mescolanza sincretistica che ci altalena tra il dolcetto della superstizione condivisa, la commemorazione dei penati per bocca cristiana: da un lato; e dall’altro lato lo scherzetto sempiterno e tremendo della ‘caccia alle streghe’, declinata in tutte le sue forme; anche “per esorcismo candito”.
E mentre ci ricordiamo delle domande di “qualche infanzia fa” (quando i film americani riportavano a uno strano carnevale fuoritempo); mentre investighiamo le assonanze tra la fiera dei morti – diffusa, si sa, in tutta la penisola da sempre – e l’ognisantità autunnale. Ecco. Proviamo a concederci una pausa urlata fatta di parole. A metà strada tra Jack O’Lantern (la zucca scavata illuminata a forza) e la Jamie Lee Curtis di carpenteriana memoria. La fiera postmoderna che ci commuove nell’attesa che già fu di Linus van Pelt. (Per il genio di Charles M. Schulz, un applauso).
E allora. Se almeno una volta nella vita siete rimasti ad aspettare (nella guazza) l’arrivo di un qualche avvento cucurbitale. Ma anche se non avete passato mai neppure una notte fuori dal vostro letto quotidiano. Se v’interessa conoscere la vita, la morte e i miracoli di San Cepparello da Prato o del suo formalmente co-beato Padre Pio da Pietrelcina. Ma anche se non v’interessa pensare a quando ‘tutti i santi arriveranno marciando’ a tempo di jazz. Comunque. Questi sono i glossogrammi per voi.
 
1. Zucca
 
A. «Zucca viene dal termine dialettale pisano arsucca, propriamente ‘quel che toglie la sete per finta’, ‘un po’ acida’, ecc. Da qui arzucca, poi ‘(a)rzucca e zucca, nel XVI secolo…»
B. «Il rapporto tra l’italiano zucca e il latino testa è molto più stretto di quanto si pensi…»
C. «Sia zucchino sia zucchina – entrambi diminutivi a pari titolo di zucca – sono penetrati in italiano molto prima del termine per così dire ‘normale’… Zucchino è già attestato nel XIII secolo; zucchina addirittura nel XII… Zucca, solo nel XV secolo nell’Erbario volgarizzato di Hyunden…»
 
2. Strega
 
A. «La strega e gli “animali della notte” sono apparentati dalla superstizione anche in modo strutturale…»
B. «Stregone è attestato in italiano con senso spregiativo prima di strega… Per una volta, l’insulsa e pericolosa misoginia che devasta questo paese non ha colpito…»
C. «Con l’espressione caccia alle streghe s’intendeva un tempo – con trasporto – l’operazione di ‘bonifica’ dalle credenze sbagliate in un contesto per così dire ‘degno’… Ed era operazione, questa, nelle mani dei “migliori” della comunità…»
 
3. Scherzo
 
A. «L’uso transitivo di scherzare è pienamente corretto, in italiano: e affonda le sue radici direttamente nel fondamento toscano della lingua…»
B. «Scherzare nel senso di ‘agire o parlare alla leggera, prendendosi gioco di qualcosa o di qualcuno’, ecc. è cinquecentesco…»
C. «Il significato di scherzo, ‘brano musicale bizzarro’ è all’origine di scherzo ‘atto dello scherzare’ (ma anche ‘sorpresa non gradita’, ecc.)…»
 
4. Ognissanti
 
A. «La festa riservata ‘a tutti i Santi’ è alla base dell’univerbazione ognissanti. Che, nel corso dei secoli, ha assunto in alcune zone anche il significato – improprio – di ‘ogni assente’ (quindi ‘i morti’), ecc.»
B. «Ognissanti era il nome dato da Sant’Agostino al Paradiso (“locum plenum de omnes sanctitates”)… Solo nel tardo Rinascimento, dal suo significato onnicomprensivo (Dio, santi, beati, angeli, ecc.) s’è arrivati alla precisazione corrente… Da qui, la festa religiosa…»
C. «Per ovvi motivi linguistici, spesso alla forma di base ognissanti si preferisce Tutti i Santi; o, ancora più semplicemente, i Santi…»
 
5. Candito
 
A. «Dal latino incandēscere, (in)candūtu(m) e poi (in)canditu(m), ovvero tutto ciò che viene ‘cotto a fuoco particolarmente brillante’, ecc.; solo nel tardo Settecento, candito nel senso di ciò che di più “prelibato viene cotto” (dal De coquine dell’abate Mauvarsé)»
B. «Candire e candito vengono, primariamente, dall’arabo qandī, ovvero il ‘succo della canna da zucchero condensato’…»
C. «Candito, sia aggettivo sia sostantivo, vale ‘confettato’; e confettare è attestato in Boccaccio: ma, incredibilmente, con il significato di ‘diffondere malattie’…»
 
6. Cimitero
 
A. «L’aggettivo cimiteriale, settecentesco, non deriva da cimitero, ma dall’inglese cimmentary, ‘rimessa’… Per ovvi motivi, il significato è stato poi di regola ricondotto al solo cimitero ‘parte di terreno destinata all’inumazione dei morti’, ecc.»
B. «Il cimitero è, anche etimologicamente, il posto ‘riservato’ al sonno – più o meno – eterno…»
C. «Il cimitero di automobili è impropriamente – dal punto di vista linguistico – accostato al cimitero consueto… Nel caso delle ‘macchine’ si tratta di un falso amico: è il cementèrio spagnolo, poi filtrato in italiano con caduta di –n–… Con cementèrio ‘officina demolitrice’, da cemón ‘distruggo’…»
 
7. Scheletro
 
A. «Nella percezione orrorifica del termine, c’è una confusione tra incubi: gli scheletri e la mummia “da film” sono perlomeno parenti…»
B. «Lo scheletro era, un tempo, l’assistente magro del mago di corte; da qui è passato poi a designare qualsiasi ‘magrezza di supporto’ degli organismi, ecc.»
C. «Il termine greco skeletós ‘abominio’, ma anche ‘granchio assassino’ è arrivato in italiano con la semplice aggiunta della -r- …»
 
8. Urlo
 
A. «L’urlo umano è diretto discendente dell’urlo del lupo; con perfetta corrispondenza tra l’etimologia e l’Igor-Feldman di Frankenstein jr…»
B. «Urlo è termine entrato in italiano relativamente tardi, dal tedesco Howrl, il nome del quadro – famosissimo – di Munch…»
C. «Urlo nel senso di ‘canto sguaiato’ si accompagna al fenomeno degli urlatori degli anni Cinquanta…»
 
9. Candela
 
A. «Il latino candēla(m) viene dall’osco *kendála, propriamente ‘la luce dei lampi’ all’orizzonte…»
B. «L’espressione “non valere la candela”, ovvero ‘non valer la pena’, ecc. è in realtà composta da un omografo candela dal russo ottocentesco kundella, la moneta di rame della Russia zarista: di pochissimo pregio…»
C. «Candela nel senso di ‘cilindro di cera con stoppino, ecc.’ è attestato sin dal Duecento. Ed è tardo-ottocentesco, invece, il suo valore di ‘unità di misura dell’intensità luminosa’…»
 
10. Spavento
 
A. «Spavento nel senso di ‘improvviso timore’, ecc., già duecentesco, deriva dall’espressione latina Ad sēpaventu(m), ‘all’improvviso’ (appunto), poi filtrato nella sua variante concreta…»
B. «Spaventare nel senso di ‘togliere la paura dal cuore’ è attestato solo nel Gibellino, il poemetto duecentesco di Ghelfo Ghidelli («et persocché compreso de tormento / in sùbito refugio ‘l dispavento…»)
C. «Spaventoso nel senso di ‘straordinario, incredibile’ è perfettamente legittimo nell’italiano ottocentesco…»
 
 

 


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