09 luglio 2018

La lingua dei sentieri dolomitici

Nelle valli ladine delle Dolomiti si parla un numero crescente di lingue. Tra queste l’eco continua a restituirci gelosamente anche il ladino. In Val Gardena è la rujeneda dl’oma (“la lingua materna”, in Val Badia: le lingaz dla uma). La madrelingua è generalmente quella della terra nativa. È la prima che si ascolta e si apprende fin dalla più tenera infanzia, espressione d’intimità ed affetti.

La facoltà del linguaggio e la pluralità linguistica sono un dato naturale per gli uomini. Occorre osservare però che dalla naturalità della lingua materna non discende necessariamente la propensione al plurilinguismo, che è un fatto storico e culturale. Questa predisposizione si riscontra nella realtà ladina attuale. La maggioranza dei ladini infatti è poliglotta, come accade sovente a gente di frontiera.

 

Le prime indagini grammaticali

 

La locuzione ladino-gardenese ha assunto altresì una connotazione prettamente etnico-identitaria. A riprova di ciò basti pensare alla grammatica scolastica del ladino gardenese che reca il titolo eloquente di La rujeneda dla oma. Gramatica dl ladin de Gherdëina (1991). Le prime indagini grammaticali scientifiche sul ladino dell’area sellano-ampezzana si devono al sacerdote badiotto Micurá de Rü (in veste grafica tedesca: Nikolaus Bacher). A Bolzano esce nel 1864 un libro dal titolo Gröden, der Grödner und seine Sprache. È la prima grammatica gardenese data alle stampe. L’autore, che non viene menzionato, è il fassano Josef Anton Vian che per 29 anni esercitò la funzione di parroco a Ortisei. Lʼimportanza e lʼutilità di questʼopera venne anche sottolineata, a suo tempo, dal glottologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli nei suoi Saggi ladini.

 

Strumenti aggiornati

 

Oggi è necessario avere a disposizione strumenti che consentano di conoscere, di conservare e di trasmettere la lingua d’uso, scritta e parlata, nelle valli ladine. In tempi recenti si è manifestata l’esigenza di mettere mano a una riedizione e rielaborazione della grammatica del 1991. Nel suo disegno iniziale la grammatica doveva limitarsi ad una stesura cartacea. In corso d’opera ci si è resi conto dell’utilità e della necessità impellente di elaborare anche una versione online. Il progetto è il frutto dell’incontro di una grammatica di riferimento di tipo tradizionale, nella forma di volume cartaceo, con una suite di strumenti informatici integrati per una fruizione del tutto innovativa dell’opera.

 

Progetti lessicografici

 

La tradizione lessicografica nelle valli ladine delle Dolomiti prende le mosse dalla seconda metà del Settecento. Nel corso del XX secolo singoli studiosi, animati da spirito pionieristico, sono riusciti a portare avanti varie imprese lessicografiche. Fondamentale è l’intensa attività di promozione culturale svolta dai due Istituti ladini di San Martino in Val Badia intitolato al nome di Micurá de Rü e facente capo alla Provincia di Bolzano, e la “Majon di Fascegn” di Vigo di Fassa facente capo alla Provincia di Trento. Il “Micurá de Rü” è riuscito a portare a termine negli ultimi anni importanti progetti lessicografici in una prospettiva diacronica e sincronica. Il thesaurus che ha tracciato la via maestra alla lessicografia ladina gardenese è il dizionario di Archangelus Lardschneider-Ciampac Wörterbuch der Grödner Mundart (1933). Nato a Selva Gardena (nel 1886) si laureò a Vienna in Filologia romanza con una tesi sulla sintassi del gardenese assegnatagli da Wilhelm Meyer-Lübke, autore del dizionario etimologico REW: Romanisches Etymologisches Wörterbuch (1911, 5a ed. 1972).

 

I dizionari e l’App ladin

 

È stata messa a punto negli ultimi anni un’opera lessicografica – cartacea ed elettronica – fiore all’occhiello tra le minoranze in Italia, ma anche guida di metodo per dizionari di lingue nazionali. Hanno visto la luce dopo anni di ricerca e di lavoro redazionale i due dizionari bilingui italiano-ladino gardenese e italiano-ladino della Val Badia. L’Istituto ha realizzato dapprima la versione cartacea dei due dizionari, successivamente il sito web dedicato e l’app per cellulare. I due dizionari ora sono consultabili anche su smartphone. L’App ladin consente l’accesso immediato ai due dizionari. Basta andare su App Store o Google Play e digitare la sequenza di parole: Dizionari ladini. La App ladin è gratuita. Le parole ladine sono consultabili anche in versione audio. L’applicativo web è stato elaborato dalla ditta “Smallcodes” di Firenze in sinergia con l’Istituto Ladino “Micurá de Rü”. Entrambi i dizionari sono impostati sullo stesso sistema applicativo informatico e si sono avvalsi del medesimo materiale lessicale italiano. Il lemmario elaborato inizialmente per la versione gardenese è stato successivamente riutilizzato dalla sua controparte della Val Badia, consentendo un notevole risparmio di tempo ed energie, nonché una condivisione dei metodi di lavoro. Il Dizionario italiano-ladino gardenese si apre con una prefazione di Tullio De Mauro e con un’altra di un altrettanto insigne linguista e accademico della Crusca: Luca Serianni.

 

Sedimentazioni o naufragi per monti

 

Le parole che usiamo riflettono la nostra maniera di vedere, di vivere le cose e gli accadimenti quotidiani. Lavorando con corpora lessicali si può toccare con mano come una realtà linguistica alpina vive, avverte e tesse una trama di relazioni al suo interno e con le realtà sociolinguistiche che le gravitano attorno. Parole forestiere si sono da lunga data oramai ladinizzate compiutamente e sono d’uso corrente scritto e parlato in gardenese: (h)utia < m.a.ted. huttja ted. ʻHütteʼ – ʻbaitaʼ; fana < a.a.ted. pfanna ted. ʻPfanneʼ – ʻpadellaʼ; sporhert < ted.tir. sparherd ted. ʻKüchenherdʼ ʻfornelloʼ; stuel < a.a.ted. stuol ted. ʻStuhlʼ – ʻsediaʼ.

L’innovazione del lessico non smette di far ricorso all’aiuto delle lingue più antiche. Le parole nuove non possono essere sempre e comunque accolte e metabolizzate all’istante. Alcuni neologismi si sedimentano stabilmente nell’uso scritto e/o parlato; altri sono destinati ad un inevitabile naufragio prima di prendere il mare o – nel nostro caso – la montagna.

L’informatica ha introdotto anche in ladino una quota di anglicismi. Il dispositivo di puntamento del computer in ladino si chiama l o la mouse, ma nel Dizionario figura anche, come possibile alternativa, la parola suricia ‛topo’. Il mouse si chiama in francese la souri e gli spagnoli dicono el ratón; in tedesco si scrive die Mouse ma nei dizionari troviamo anche la forma die Maus. In italiano invece di chiamarlo ‛topo’ o ‛topolino’ tutti dicono e scrivono il mouse.

 

La "Ladinia"

 

La "Ladinia" (con il sottotitolo: Revista scientifica dl Istitut Ladin Micurá de Rü) è una rivista che riporta annualmente i risultati di ricerche scientifiche riguardanti la lingua e altri argomenti inerenti alle valli ladine. Contiene diversi articoli redatti da esperti nel campo della retoromanistica che riportano approfondimenti riguardanti la storia della lingua, l’etimologia, la sociolinguistica, la linguistica, la lessicologia, la dialettologia, la musica popolare, l’arte e la letteratura. Del 2016 è l’indice a cura del direttore editoriale Roland Bauer. Raccoglie le prime quaranta annate di “Ladinia”. Oltre la versione cartacea gli indici e i contributi sono liberamente consultabili online sul sito dell’Istituto ladino. L’annata XLI (vol. I, 2017) è dedicata al VII Colloquium Retoromanistich. Gli atti del Colloquio sono dedicati alla memoria di Tullio De Mauro, profondo conoscitore e grande amico della lingua ladina e dei ladini.

 

Il latte sano delle parole

 

Le lingue meno diffuse (come amava chiamarle De Mauro) possono continuare a coltivare la loro ragion d’essere in questa che sembra essere una delle più grandi rivoluzioni antropologiche. Un numero crescente di bambini, che vivono nelle città, non hanno mai visto un vitello (n vadel), una mucca (na vacia), una gallina (na gialina). Già un’inchiesta americana, di qualche decennio fa, aveva stabilito che i bambini di New York credevano in maggioranza che il latte, che vedevano in confezioni da supermarket, fosse un prodotto  artificiale come la Coca-Cola. Le lingue sono soggette a repentini cambiamenti che riguardano i mestieri, i materiali e gli strumenti. Eppure lo stesso ladino può aiutarci a non dimenticare che una lingua è anche fatta di sapori, di naturalità, si nutre di un prezioso retaggio storico e che il latte sugli scaffali continua ad essere opera di quel placido animale che muggisce, quando abbiamo l’accortezza di toglierci le cuffie e di prestare ascolto.

 

 

 

Biblio/sitografia essenziale

Ascoli, Graziadio Isaia: Saggi ladini, in: “Archivio Glottologico Italiano”, I, 1873, 1–556.

 

Bauer, Roland: Ladinia I (1977) – XL (2016). Index nominum. Index locorum. Index rerum, San Martin de Tor 2016.

 

Belardi, Walter: Storia sociolinguistica della lingua ladina, Roma/Corvara/Selva 1991.

 

Belardi, Walter: Profilo storico-politico della lingua e della letteratura ladina, Roma 1994.

 

Forni, Marco: La rujeneda dl’oma. Lessico e lessicografia, in: “Ladinia”, XXXIII, 2009, 95–118.

 

Forni, Marco: Dizionario Italiano – Ladino Gardenese. Dizioner Ladin de Gherdëina – Talian, San Martin de Tor 2013.

 

Forni, Marco: Il dizionario bilingue italiano – ladino gardenese / ladino gardenese – italiano. Versione cartacea ed elettronica, in: “Ladinia”, XXXVIII, 2014, 213–254.

 

Moling, Sara/Frenademez, Ulrike/Ruggeri, Xenia/Valentin, Marlies: Dizionario Italiano–Ladino Val Badia / Dizionar Ladin Val Badia–Talian, San Martino in Badia 2016.

 

Ascoli Saggi ladini

Dizionario Italiano – ladino gardenese

Dizionario Italiano – Ladino Val Badia

Indice rivista “Ladinia” 

Istitut Ladin Micurà de Rü

Romanisches etymologisches Wörterbuch

 

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