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Errata Corrige – Il tipo *sarebbe dovuto essere

di Luigi Spagnolo

Proponiamo, a partire da questo articolo, un osservatorio sulle violazioni vere e proprie della norma grammaticale che stanno prendendo piede nello scritto sorvegliato (articoli giornalistici, saggi, narrativa, testi legislativi o burocratici, ecc.). Mentre molti si concentrano sui dubbi che riguardano usi sintattici comuni (ad es., le dislocazioni del tipo Il caffè lo prendo senza zucchero) o mere varianti (cui/a cui), secondo una falsa coscienza linguistica che fa sentire gli italofoni non padroni del proprio idioma, si presta scarso interesse ad alcune gravi infrazioni che un buon sentimento della lingua dovrebbe cogliere immediatamente. In altre parole, se diamo troppo peso alle pagliuzze, rischiamo di non accorgerci delle travi.

 

 

La scelta dell’ausiliare con il verbo servile seguito da un intransitivo è alquanto libera in italiano: i grammatici, anche se raccomandano l’impiego dello stesso ausiliare dell’intransitivo (ad es., sono partito > sono dovuto partire vs ho riso > ho potuto ridere), non censurano il ricorso sistematico all’ausiliare avere, proprio dei verbi servili (ho dovuto/potuto/voluto partire).

Tale oscillazione ha reso i parlanti incerti (forse per ipercorrettismo) in un tipo che invece richiede l’ausiliare avere (vd. Luca Serianni, Italiano, Milano, Garzanti, p. 278 [XI.38, lett. b]): la sequenza composta dal participio passato del verbo servile e dall’infinito essere (sia nella diatesi passiva sia nell’espressione del predicato nominale). Interessante la riflessione: «Essere al posto dell’infinito, normalmente, provoca la dualità, e, quindi, l’ausiliare del verbo modale, di regola, è avere» (Gunver Skytte, La sintassi dell’infinito in italiano moderno, I, Copenaghen, Revue Romane, 1983, p. 99). L’infrazione si registra soprattutto nel condizionale passato: *sarebbe dovuto/-a essere, anziché avrebbe dovuto essere. Nella prosa letteraria sono rarissime le eccezioni, soprattutto dopo l’Unità: ad es., «In un’alcova la cosa non sarebbe potuta essere più chiara» (Italo Svevo, Senilità, cap. 6).

Ovviamente il doppio infinito allontana l’errore per via dell’insopportabile ripetizione (*esser dovuto essere), e proprio per questo motivo andrebbe portato come esempio a scuola per un migliore apprendimento della regola: «Ecbert è stato, infine, travolto dal rimorso di aver dovuto essere colui che ha decretato la morte del proprio migliore amico» (http://www.telefilm-central.org/2017/02/03/vikings-recensione-dellepisodio-4-194-20-the-evethe-reckoning).

Lo spoglio che segue è stato condotto sul notiziario di Google (news.google.com [archivio aggiornato al 4/7/2017]), e la ricerca è estesa alle varie combinazioni (anche con le forme apocopate [son o esser]; non si dà conto del trapassato remoto), sempre attraverso la stringa esatta del tipo «sarebbe dovuto essere» (la voce verbale più ricorrente); tra parentesi il numero di occorrenze della forma corretta, con l’ausiliare avere. Dal conteggio sono stati esclusi i pochi casi con proclisi della particella atona (il tipo ci sarebbe dovuto essere).

 

 

DOVERE

Ind. Pass. Pross.

Son(o) dovuto/-a esser(e): 3 (749).

Sei dovuto/-a esser(e): 1 (2).

È dovuto/-a esser(e): 1347 (3685).

Siamo dovuti/-e esser(e): 3 (716).

Siete dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Son(o) dovuti/-e esser(e): 92 (1572 [2 han]).

 

Ind. Trapass. Pross.

Ero dovuto/-a esser(e): 0 (1).

Eri dovuto/-a esser(e): 0 (0).

Era dovuto/-a esser(e): 4 (242).

Eravamo dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Eravate dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Erano dovuti/-e esser(e): 0 (66).

 

Ind. Fut. Ant.

Sarò dovuto/-a esser(e): 0 (0).

Sarai dovuto/-a esser(e): 0 (0).

Sarà dovuto/-a esser(e): 3 (2).

Saremo dovuti/-e esser(e): 0 (3).

Sarete dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Saranno dovuti/-e esser(e): 0 (0).

 

Cong. Pass.

Sia dovuto/-a esser(e): 1 (0).

Sia dovuto/-a esser(e): 0 (1).

Sia dovuto/-a esser(e): 4 (5).

Siamo dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Siate dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Siano dovuti/-e esser(e): 1 (5).

 

Cong. Trap.

Fossi dovuto/-a esser(e): 0 (3).

Fossi dovuto/-a esser(e): 0 (0).

Fosse dovuto/-a esser(e): 5 (99).

Fossimo dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Foste dovuti/-e esser(e): 0 (0).

Fossero dovuti/-e esser(e): 0 (4).

 

Cond. Pass.

Sarei dovuto/-a esser(e): 355 (1586).

Saresti dovuto/-a esser(e): 34 (134).

Sarebbe dovuto/-a esser(e): 19.994 (41.545).

Saremmo dovuti/-e esser(e): 214 (1205).

Sareste dovuti/-e esser(e): 4  (68).

Sarebbero dovuti/-e esser(e): 4.548 (14.600).

 

 

POTERE

Ind. Pass Pross.

Son(o) potuto/-a esser(e): 76 (945).

Sei potuto/-a esser(e): 0 (5).

È potuto/-a esser(e): 1.501 (4347).

Siamo potuti/-e esser(e): 5 (492).

Siete potuti/-e esser(e): 1 (9).

Son(o) potuti/-e esser(e): 215 (1836 [1 han]).

 

Ind. Trapass. Pross.

Ero potuto/-a esser(e): 3 (5).

Eri potuto/-a esser(e): 0 (0).

Era potuto/-a esser(e): 80 (157).

Eravamo potuti/-e esser(e): 0 (0).

Eravate potuti/-e esser(e): 0 (0).

Erano potuti/-e esser(e): 7 (92).

 

Ind. Fut. Ant.

Sarò potuto/-a esser(e): 0 (0).

Sarai potuto/-a esser(e): 0 (0).

Sarà potuto/-a esser(e): 1 (2).

Saremo potuti/-e esser(e): 0 (4).

Sarete potuti/-e esser(e): 0 (0).

Saranno potuti/-e esser(e): 1 (0).

 

Cong. Pass.

Sia potuto/-a esser(e) [1a/2a/3a pers.]: 189 (416).

Siamo potuti/-e esser(e): 0 (0).

Siate potuti/-e esser(e): 0 (0).

Siano potuti/-e esser(e): 12 (116).

 

Cong. Trap.

Fossi potuto/-a esser(e): 0 (3).

Fossi potuto/-a esser(e): 0 (0).

Fosse potuto/-a esser(e): 3 (250).

Fossimo potuti/-e esser(e): 0 (1).

Foste potuti/-e esser(e): 0 (1).

Fossero potuti/-e esser(e): 1 (62).

 

Cond. Pass.

Sarei potuto/-a esser(e): 587 (1.900).

Saresti potuto/-a esser(e): 50 (155).

Sarebbe potuto/-a esser(e): 13.193 (25.086).

Saremmo potuti/-e esser(e): 254 (1.120).

Sareste potuti/-e esser(e): 3 (9).

Sarebbero potuti/-e esser(e): 4.133 (8.600).

 

 

VOLERE

Ind. Pass. Pross.

Son(o) voluto/-a esser(e): 6 (1.434).

Sei voluto/-a esser(e): 2 (66).

È voluto/-a esser(e): 794 (8.717).

Siamo voluti/-e esser(e): 10 (1.017).

Siete voluti/-e esser(e): 0 (61).

Son(o) potuti/-e esser(e): 200 (3.416 [1 han]).

 

Ind. Trap. Pross.

Ero voluto/-a esser(e): 0 (3).

Eri voluto/-a esser(e): 0 (1).

Era voluto/-a esser(e): 4 (178).

Eravamo voluti/-e esser(e): 0 (1).

Eravate voluti/-e esser(e): 0 (0).

Erano voluti/-e esser(e): 1 (5).

 

Ind. Fut. Ant.

Sarò voluto/-a esser(e): 0 (0).

Sarai voluto/-a esser(e): 0 (0).

Sarà voluto/-a esser(e): 0 (7).

Saremo voluti/-e esser(e): 0 (0).

Sarete voluti/-e esser(e): 0 (1).

Saranno voluti/-e esser(e): 0 (0).

 

Cong. Pass.

Sia voluto/-a esser(e) [1a/2a/3a pers.]: 0 (193).

Siamo voluti/-e esser(e): 0 (0).

Siate voluti/-e esser(e): 0 (0).

Siano potuti/-e esser(e): 1 (7).

 

Cong. Trap.

Fossi voluto/-a esser(e) [1a/2a pers.]: 0 (60).

Fosse voluto/-a esser(e): 0 (102).

Fossimo voluti/-e esser(e): 1 (5).

Foste voluti/-e esser(e): 0 (0).

Fossero voluti/-e esser(e): 0 (10).

 

Cond. Pass.

Sarei voluto/-a esser(e): 140 (3.691).

Saresti voluto/-a esser(e): 9 (115).

Sarebbe voluto/-a esser(e): 121 (2.709).

Saremmo voluti/-e esser(e): 29 (514).

Sareste voluti/-e esser(e): 4 (54).

Sarebbero voluti/-e esser(e): 14 (580).

 

 

Ovviamente le occorrenze errate sono superiori, tenuto conto delle interposizioni di avverbi o di altri elementi: ad es., «Secondo quanto stabilito in prefettura a settembre quella parte (l’area 5) sarebbe già dovuta essere transennata e chiusa al traffico da ottobre» (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/12/08/anello-ferroviario-via-amari-prigioniera-per-altri-cento-giorniPalermo02.html?ref=search). La censura non scatta nemmeno di fronte a un titolo alquanto articolato, senza sintassi nominale: Due geologi ricostruiscono perché l’Hotel Rigopiano non sarebbe dovuto essere lì: «La natura si riprende sempre ciò che è suo» (http://www.huffingtonpost.it/2017/01/23/hotel-rigopiano-geologi_n_14336172.html).

L’incertezza degli italofoni si spinge fino al sospetto nei confronti dell’ausiliare giusto. Vincenzo Santone chiede a Giorgio De Rienzo, responsabile della rubrica Scioglilingua: «È corretto dire “avrebbe dovuto essere”? Al mio orecchio l’uso del verbo “avere” suona male, perché?» (http://www.corriere.it/Rubriche/Scioglilingua/scioglilingua041002.shtml?refresh_ce-cp). De Rienzo risponde: «Molte grammatiche consigliano di usare l’ausiliare “avere” quando il verbo all’infinito è “essere”, perciò è corretto scrivere: “Avrei dovuto essere”». 

Per quanto riguarda i libri editi nel ventunesimo secolo, spiccano le traduzioni di romanzi stranieri commerciali (soprattutto inglesi), in cui non è raro l’ipercorrettismo, a partire dai tipi It should have been; ma si segnala anche la narrativa nostrana: ad es., «In quel momento sarebbe voluto essere da un’altra parte» (Federico Moccia, L’uomo che non voleva amare, Milano, Rizzoli, 2011, p. 165); «sarebbe dovuto essere in casa» (Andrea Vitali, Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti, ed. digitale, 2014, cap. 21). Complessivamente Google Libri registra circa 251.000 risultati per avrebbe dovuto essere contro 35.500 di sarebbe dovuto/-a essere (in aumento dal 2000 in poi).    

Nemmeno i testi giuridici sono immuni dall’errore. In una sentenza della sezione siciliana della Corte dei conti (102/2017, In fatto) si legge: «la base del calcolo sarebbe dovuta essere di 9 ettari che, per le stesse ragioni di cui sopra, erano legittimamente detenuti dal convenuto». Più in generale, nella banca-dati della Corte dei conti (https://servizi.corteconti.it/bds/doRicercaSemplice.do) si registrano (fino alla data del 6/7/2017) 53 risultati per sarebbe dovuto essere contro 2214 di avrebbe dovuto essere. Anche la Corte costituzionale cede al solecismo: nella ricerca sulle decisioni, se avrebbe dovuto essere ricorre 453 volte, sarebbe dovuto/-a essere sfugge in tre casi ai relatori. Sul sito del Senato (www.senato.it) sarebbe dovuto/-a essere ricorre in 213 documenti (dalla 13a alla 17a legislatura, con un incremento nell’ultima), laddove la forma corretta compare in 1822 testi: ad es., «Chiarificatrice sarebbe dovuta essere l’ulteriore nota del MIUR del 6 settembre 2013 n. 1204» (ordine del giorno G15.101 al ddl 1150 [Bocchino, Serra, Montevecchi, Bignami]).

Per verificare l’ampiezza del fenomeno tra gli studenti universitari, ho distribuito un test agli iscritti al primo anno di due corsi triennali di Lettere. Si tratta di un breve brano narrativo in cui sono omessi quattro ausiliari:

 

Io protestavo, ma Bach procedeva sicuro come il destino. Cantava in alto con passione e scendeva a cercare il basso ostinato che sorprendeva per quanto l’orecchio e il cuore l’avessero anticipato: proprio al suo posto! Un attimo più tardi e il canto sarebbe dileguato e non avrebbe potuto essere raggiunto dalla risonanza; un attimo prima e si sarebbe sovrapposto al canto, strozzandolo. Per Guido ciò non avveniva: non gli tremava il braccio neppure affrontando Bach e ciò era una vera inferiorità.

(Italo Svevo, La coscienza di Zeno, cap. 5 [La storia del mio matrimonio])

 

Per quanto riguarda il terzo ausiliare (il vero obiettivo del test), il 38,88% ha scelto essere, non solo nella voce sarebbe, ma anche in forme palesemente scorrette per tempo, modo o persona (fu, sono [con ho come seconda opzione] e in un caso venne).

In conclusione, parrebbe quanto meno opportuno concentrarsi sul corretto uso degli ausiliari tra la scuola primaria e la secondaria di primo grado, anche perché nel ciclo superiore si danno spesso per scontate alcune conoscenze o, come accade talvolta, l’insegnante corregge il singolo errore senza inquadrare la vera e propria lacuna grammaticale del discente.

 

Luigi Spagnolo

(Università per stranieri di Siena)

 


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