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Errata Corrige – Il tipo *la sindaco

di Luigi Spagnolo

Errata Corrige si propone come osservatorio sulle violazioni vere e proprie della norma grammaticale che stanno prendendo piede (o che non sono ancora opportunamente censurate) nello scritto sorvegliato (articoli giornalistici, saggi, narrativa, testi legislativi o burocratici, ecc.). Mentre molti si concentrano sui dubbi che riguardano usi sintattici comuni (ad es., le dislocazioni del tipo Il caffè lo prendo senza zucchero) o mere varianti (cui/a cui), secondo una falsa coscienza linguistica che fa sentire gli italofoni non padroni del proprio idioma, si presta scarso interesse ad alcune gravi infrazioni che un buon sentimento della lingua dovrebbe cogliere immediatamente. In altre parole, se diamo troppo peso alle pagliuzze, rischiamo di non accorgerci delle travi.

 

Com’è noto, la declinazione al femminile dei nomi di professioni e cariche istituzionali è oggetto di contestazione per ragioni talvolta di segno contrario: misoginia più o meno consapevole da un lato (concezione del ruolo maschile ‘usurpato’ dalla donna), femminismo autocritico dall’altro (rivendicazione della parità anche nel genere, attraverso un maschile percepito come neutro). Molti ricorderanno la differenza tra Chiara Appendino, che ha subito impiegato il femminile sindaca (fin dal titolo del proprio sito di comunicazione politica), e la sua compagna di partito Virginia Raggi, che si è presentata in campagna elettorale al maschile, salvo poi proporre il femminile nella pagina istituzionale.

Tuttavia l’incertezza (dovuta a motivi diversi, di ordine sociale, culturale e psicologico) ha determinato una terza formazione, grammaticalmente inaccettabile ma non scartata da molti italofoni: il tipo *la sindaco. Lo troviamo, già nel luglio del 2016, in relazione alla prima cittadina di Torino: «La sindaco Chiara Appendino spiega che non c’è tempo da perdere» (http://www.lastampa.it/2016/07/15/cronaca/il-trentesimo-salone-del-libro-si-far-a-torino-pv7OlNSJNPGmJnkmoGLGJN/pagina.html). Ma forse è romanzesca la prima attestazione: «La sindaco (così pretendeva di essere chiamata, la sindaco) si era fatta eleggere per salvare Venezia dalla rovina prima della fine del secolo» (Gianni Riotta, Ombra. Un capriccio veneziano, Milano, Rizzoli, 1995, p. 27); la protagonista, Ursula Liaghi, è una pittrice prestata alla politica. Si noti che, mentre alla metà degli anni Novanta si sottolinea la bizzarria del tipo linguistico, nel giornalismo dell’ultimo anno scompare ogni traccia di censura.

Benché «poco citati nella pur vasta bibliografia sull’argomento […] ma abbastanza usati e documentati in Internet» (Paolo D’Achille, L’invariabilità dei nomi nell’italiano contemporaneo, «Studi di grammatica italiana», XXIV [2005], p. 203), questi femminili della seconda declinazione continuano a esercitare una certa attrazione.  

In latino la seconda declinazione contava pochi nomi femminili: piante (pirus ‘pero’), regioni o città o isole (Epirus, Corinthus, Rhodus), alcuni grecismi (humus ‘terra’). Peraltro si registrava già la tendenza al mutamento di genere o di declinazione (dalla seconda alla quarta, come domus), proprio perché il tipo lupus/-i era percepito come prettamente maschile.

 

Dunque su quali basi il tipo la ministro non ha ricevuto la debita censura in italiano? Significativo il silenzio nella grammatica di Luca Serianni (Italiano, Milano, Garzanti, 1997): nella sezione Nomi femminili di professione (§ 50-60) si menziona il caso delle voci femminili della lirica (ancora nel Settecento affidate a cantanti castrati), in cui il maschile soprano è considerato più corretto, anche se il femminile invariabile è «abbastanza diffuso» (§ 60). Sotto ministro il GRADIT (il Grande dizionario italiano dell’uso, diretto dal compianto Tullio De Mauro), all’inizio del millennio, registra la seguente nota grammaticale: «nell’accez. 2, in passato spreg. o iron. le forme femminili, oggi spesso accettate e  sostenute in riferimento a donne a capo di un ministero sia nella variante morfologica ministra, sia nella variante la ministro». Di conseguenza, il lemma ministra è marcato BU (‘di basso uso’); se però andiamo a vedere medico, notiamo che non si registra la variante *la medico, ma solo il «rar[o]» medica e lo «spreg[iativo]» medichessa. Del resto, perfino la soprano risulta come forma «pop[olare]» (ancora oggi minoritaria rispetto al maschile, come dimostrano le occorrenze dei due sintagmi nell’archivio di Repubblica per l’anno 2016 [320 il maschile, 53 il femminile]).

 

A un decennio di distanza, la Guida alla redazione degli atti amministrativi (Istituto di teoria e tecniche dell’informazione giuridica del CNR-Accademia della Crusca, febbraio 2011) raccomanda la declinazione al femminile e precisa: «È invece da evitare, perché non è grammaticale, l’uso dell’articolo femminile seguito dalla forma maschile, es. la sindaco» (p. 28). Cecilia Robustelli considera il tipo la ministro «una formulazione ormai “vecchia”, rivelatrice di un periodo di incertezza lessicale, oggi speriamo superato dallo sdoganamento – ma ormai possiamo dire dalla lessicalizzazione – delle forme femminili ministra, deputata, chirurga, ecc.» (Donne nei media, in Donne, grammatica e media. Suggerimenti per l’uso dell’italiano, a cura di Maria Teresa Manuelli, con la prefazione di Nicoletta Maraschio, Gi.U.Li.A. Giornaliste, giugno 2014, p. 52).

A ben vedere, l’invariabilità dei nomi in -o rappresenta un compromesso sessista di tipo ellittico (la donna ministro > la ministro), con dileguo dell’indispensabile iperonimo. Nel 2013 Giovanni Nencioni, in un’intervista concessa a Gian Antonio Stella, fu tanto caustico quanto lapidario: «“Da respingere con decisione», però, “è l’ircocervo ‘la ministro’”, esaltata da alcuni “come una combinazione salva-tutto”». Di parere diverso Massimo Arcangeli (Di che “gender” sei?, in «Lingua Italiana d’Oggi», 2007, I, pp. 11-20), che difende l’invariabile: «Accordi che potranno pure fare arricciare il naso a qualcuno […] ma che a me paiono risolvere salomonicamente l’impasse, oltre ad avere in molti casi il sostegno dell’uso» (p. 15).

 

In realtà, se si ricorre al maschile come neutro di genere, non si fa riferimento né a una donna né a un uomo (dunque nessuna impasse); ma se si ricorre ad articoli o aggettivi femminili, conservare la terminazione in -o significa perpetuare un pregiudizio che va a stravolgere la morfologia dell’italiano: è come se volessimo precisare che quella professione (o carica) spetterebbe a un uomo, ma in via eccezionale è svolta da una donna. Del resto, l’assurdità della scelta è testimoniata dall’assenza del plurale invariabile: ad es., il titolo Dopo le sindache, arrivano le tecniche («l’Espresso», 9/1/2017) non potrebbe essere riformulato diversamente (se non reintroducendo l’iperonimo e la funzione predicativa, le donne sindaco ‘che ricoprono la carica di primo cittadino’). Si pensi alla seguente battuta (non priva di verità): «In Italia i ministri delle finanze rappresentano la norma, le ministre delle finanze l’utopia».   

Ora vediamo alcuni esempi degli ultimi sei anni (2011-2017), tolti dal giornalismo, dalla narrativa e da fonti istituzionali, precisando che si tratta di una casistica minoritaria e tendenzialmente in diminuzione; ciò nonostante, è opportuno vigilare, anche per le implicazioni ideologiche insite nella scelta dell’invariabile.

 

Chirurgo

«una chirurgo eccezionale […] Per anni era stata per tutti solo una chirurgo […] Non capitava spesso che una chirurgo svolgesse quell’operazione» (Fiona Lowe, La dottoressa in carriera, trad. di Silvia Calandra, Milano, Mondadori, 2013)

«[…] sono la chirurgo Tamzin, la pompiere Lucy, la pilota militare della RAF Lauren» (http://www.alleyoop.ilsole24ore.com/2016/12/20/bambine-e-scuola-cosi-uccidiamo-i-sogni-delle-nostre-figlie/)

«la chirurgo estetico Dina Helou»

(http://www.perugiatoday.it/eventi/miss-mondo-umbria-2017-finale-regionale-vincitrici.html [19/5/2017])

 

Commissario

Georges Flipo, La commissario non ama la poesia, trad. di Francesco Bruno, Milano, Ponte alle Grazie, 2011: titolo originale, La commissaire n’aime point les vers [in francese il problema della desinenza non si pone])

Grave lutto per la polizia locale di Jesolo: è mancata la commissario Patrizia Santi

(http://www.veneziatoday.it/cronaca/patrizia-santi-vigilessa-morta-jesolo.html [22/4/2016])

«la commissario della Asl Marinella D’Innocenzo»

(http://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_medico_servizi_domenica-2368636.html [8/4/2017])

 

Deputato

«In questo caso sta spingendo la deputato PD Pina Picierno»

(http://www.perugiatoday.it/economia/banca-etruria-banca-marche-due-soluzioni-risarcimento-risparmiatori.html [9/12/2015])

«Lo scrive sul suo profilo Fb la deputato Chiara di Benedetto (M5s)» (http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2017/05/10/di-benedetto-m5s-audio-non-rubato_01303ebd-c721-491d-88ad-92010cc76319.html)

«Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputato Silvia Giordano. Ne ha facoltà»

[Camera dei deputati, seduta 774, 5/4/2017, libera riformulazione dello stenografo, come si evince dal filmato, a 5h 21’ 58’’, in cui la Presidente della Camera Laura Boldrini, che usa sempre deputata, si limita a dire «Silvia Giordano, prego»]

 

Magistrato

«“Io proprio non riesco a fare rinvii su certe questioni” avrebbe dichiarato la magistrato»

(http://www.panorama.it/news/in-giustizia/lo-strano-caso-della-giudice-che-lavora-troppo/ [27/10/2015])

«la denuncia della magistrato […] colleghi ed amici della magistrato […] In pratica per il Csm la magistrato ha tenuto un comportamento che viola il codice deontologico»

(http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/12/30/ASNWbxz-vendetta_interviene_magistrato.shtml [nel titolo il maschile il magistrato])

«E non  si erano ancora spente le scintille del caso Raineri, la magistrato neocapo di gabinetto di Raggi che guadagnerà invece  193 mila euro lordi»

(http://gds.it/2016/08/15/maxi-stipendi-allo-staff-e-debito-per-la-raggi-e-gia-resi-dei-conti_552298/)

 

Medico

«la medico legale licatese si è rivolta alle Forze dell’ordine»

(http://www.sicilia24h.it/licata-cronaca-di-una-morte-annunciata_271502/ [31/5/2016])

«A Cagliari c'è una medico-santone che propone agli ammalati di tumore una incredibile terapia verbale a base di parolacce»

(http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cura-i-malati-insulti-medico-denunciato-cagliari-1323592.html [25/10/2016])

«queste le conclusioni alle quali è giunta la medico legale Cristina Mazzarollo»

(http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/03/13/news/muore-dissanguata-disposta-l-autopsia-1.15023716)

 

Ministro

«La ministro federale dell'Istruzione e della Ricerca Annette Schavan […] La decisione che Schavan doveva dimettersi è stata presa da Merkel ieri sera, con un colloquio telefonico con la ministro […] l’immediato ritiro della ministro sotto accusa»

(http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/09/news/germania_si_dimette_il_ministro_dell_istruzione_accusata_di_aver_copiato_la_tesi_di_dottorato-52275640/)

Rieti, la ministro Boschi in città per il «Sì» al Referendum

(http://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_referendum_ministro_boschi-2086867.html [17/11/2016])

«in testa la ministro della Salute Beatrice Lorenzin»

(http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-08-03/dai-vitalizi-ius-soli-corsa-contro-tempo-parlamento-la-pausa-estiva-101238.shtml?uuid=AEbH2C8B)

 

Notaio

«La notaio ha sostenuto di non aver ferito nessuno e di essersi lamentata in maniera urbana»

(http://www.ilgiornaledivicenza.it/dalla-home/vicenza-notaio-%C3%A8-multata-per-le-botte-alla-pescivendola-1.67616 [21/3/2014])

«la stampa locale informa con nonchalance relegandola tra le notizie minori di come la notaio Fernanda de Freitas Leitão, qualche giorno fa, abbia sancito la prima “unione poliaffettiva” tra tre persone dello stesso sesso»

(http://www.ilgiornale.it/news/politica/brasile-sdogana-poligamia-tre-donne-convolano-nozze-1185076.html [21/10/2015])

«Alla presenza della notaio Eliana Morandi […]»

(http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2017/05/21/news/via-libera-alla-cassa-rurale-vallagarina-1.15370442)

 

Prefetto

«La prefetto Spena mi ha confermato che si stanno cercando soluzioni a riguardo»

(http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/08/07/news/_un_cie_non_serve_genova_e_ospitale_l_onu_boccia_toti-120598712/)

«La prefetto di Roma Paola Basilone lo ha affermato in un’intervista a Repubblica dicendo anche che la Capitale è “in prognosi riservata”»

(http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/11/24/news/roma_raggi_d_accordo_con_prefetto_serve_senso_sicurezza_-152703256/)

«un sentito ringraziamento alla Prefetto Maria Guia Federico […] In attesa di incontrare personalmente la Prefetto Riccio»

(http://www.lasicilia.it/news/catania/58441/catania-silvana-riccio-e-il-nuovo-prefetto.html)

 

Sindaco

La sindaco di Quarto è stata espulsa dal M5S

(http://www.ilpost.it/2016/01/12/sindaco-quarto-espulsa-m5s-camorra/)

Scritta xenofoba e sessista contro la sindaco di Sesto San Giovanni

(http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_novembre_14/insulti-sessisti-xenofobi-contro-sindaco-sesto-san-giovanni-2e18d87c-aa54-11e6-952b-c4754eb1c6f0.shtml)

«sottolinea la sindaco cormanese Tatiana Cocca»

(http://www.ilgiorno.it/sesto/cronaca/manzoni-faconti-rossi-parchi-1.3334907 [16/8/2017])

 

Il rispetto dell’identità di genere, richiamato anche da Laura Boldrini in una lettera del 4 marzo 2015, non è solo una questione di grammatica, ma riguarda l’accettazione del fatto che le donne possono ricoprire qualsiasi ruolo, anche quelli tradizionalmente ritenuti appannaggio degli uomini. Il rifiuto della desinenza femminile muove da un pregiudizio, che nel tipo *la sindaco forza la grammatica per potere, in qualche modo, resistere ai mutamenti della società.

 

Luigi Spagnolo

(Università per stranieri di Siena)

 

 


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