16 aprile 2018

Errata Corrige – Il tipo *prendere una scelta

di Luigi Spagnolo

Questa rubrica si propone come osservatorio permanente sulle violazioni vere e proprie della norma grammaticale che stanno prendendo piede (o che non sono ancora opportunamente censurate) nello scritto sorvegliato (articoli giornalistici, saggi, narrativa, testi legislativi o burocratici, ecc.).

Diversamente dalle forme agrammaticali, facili da individuare (quelle che infrangono le regole del sistema linguistico: ad es. *con egli, ipercorrettismo dei semicolti che estendono indebitamente il pronome soggetto di terza persona ritenendolo più letterario), sono invece più insidiosi e più frequenti gli usi scorretti. Il confine tra errore e variante linguistica è dato dalla censura della comunità dei parlanti. Tutte le lingue sono soggette al cambiamento, ma compito dei grammatici e del sistema scolastico (soprattutto da quando esiste l’istruzione di massa) è ridurre al minimo quelle variazioni che da un lato non arricchiscono la lingua e dall’altro tendono a fare aumentare i dubbi di pari passo con gli allotropi, ovvero le espressioni ugualmente accettabili.

Mentre molti si concentrano sui dubbi che riguardano usi sintattici comuni (ad es., le dislocazioni del tipo Il caffè lo prendo senza zucchero) o varianti ben consolidate nel tempo (ad es., cui/a cui), secondo una falsa coscienza linguistica che fa sentire gli italofoni non padroni del proprio idioma, si presta scarso interesse ad alcune infrazioni, più o meno gravi, che un buon sentimento della lingua dovrebbe cogliere immediatamente. In altre parole, se diamo troppo peso alle pagliuzze, rischiamo di non accorgerci delle travi. L’uso resta l’arbitro della lingua, ma cerchiamo (per quanto possibile) di limitare gli abusi.

 

Il tipo *prendere una scelta

 

Talvolta l’incrocio tra due espressioni sinonimiche determina un ibrido lessicale: è il caso delle locuzioni fare una scelta (attestata fin dalle Origini) e prendere una decisione (più tarda, a partire dall’Ottocento), da cui derivano prendere una scelta e fare una decisione, entrambi inaccettabili nello scritto e ammissibili solo in un parlato molto trascurato. In inglese si dice to make a choice, e sarebbe alquanto sconveniente dire to take a choice (come dimostrano i rapporti di forza su Google, nonostante la facilità della sostituzione in rima: nella sequenza all’infinito, 91.300.000 occorrenze circa a favore di make contro otto risultati per take).  

A dispetto dell’apparenza, in italiano le due locuzioni godono di una certa fortuna nella stampa e nei libri, soprattutto la prima, anche per il pregiudizio scolastico nei confronti del verbo fare. In questa sede si considera l’anno solare 2017:

 

«Mettiamo pure che il premier resti in sella: in autunno il suo esecutivo sarà chiamato a prendere scelte impopolari, che incideranno sulle tasche degli italiani»

(https://www.quotidiano.net/politica/renzi-1.3091124 [6/5]);

 

«il nuovo Ceo decide che è il momento di prendere una scelta radicale»

(http://www.corriere.it/moda/business/17_maggio_15/gucci-c-est-moi-cosi-ho-conquistato-francesi);

 

«“Questo vertice non è legittimato a prendere scelte per miliardi di persone”»

(http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/05/27/news/g7_taormina_il_giorno_delle_proteste_controlli_al_massimo_livello-166542645/);

 

«Così facendo non si costringe un ragazzino a dover prendere una scelta così drastica troppo presto»

(http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/figlia-angelina-jolie-e-brad-pitt-inizia-cura-ormonale-1414656.html [29/6]);

 

Titolo: «Nessun dissidio con Cecilia, è stata una scelta presa per motivi interni»

(https://www.huffingtonpost.it/2017/07/12/nessun-dissidio-con-cecilia-e-stata-una-scelta-presa-per-moti_a_23026115/);

 

«Così, sua mamma ha deciso di prendere una “scelta dolorosa, sofferta” – per stessa ammissione degli agenti – e lo ha denunciato»

(http://certosa.milanotoday.it/quarto-oggiaro/arresto-spaccio-via-senna.html [19/9]);

 

«“La procedura è stata rispettata - ha detto la consigliera M5S - ci siamo trovati a prendere scelte importanti per far sì che Atac sia salvata non per portarla al fallimento. Noi abbiamo fatto la scelta del concordato per cercare di salvare posti di lavoro”»

(http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/09/25/atac-sindacati-contro-veniamo-cercarvi-uno-per-uno_T9ZxMSYCHTdmPbRlzpQwUN.html);

 

«Il colpo da ko probabilmente non ci sarà, perché ogni volta che la sinistra italiana deve prendere una scelta preferisce prendere la scelta di non prendere nessuna scelta rifugiandosi in una comoda e morbida scissione»

(https://www.ilfoglio.it/politica/2017/10/06/news/d-alema-la-costola-che-incrina-la-sinistra-155894/);

 

«All’“Homo oeconomicus”, essere sistematicamente razionale in grado di effettuare calcoli statistici utili a prendere scelte parsimoniose e che massimizzano il vantaggio individuale, viene affiancato  quello che  viene ironicamente definito “Homer Oeconomicus” (http://www.stateofmind.it/2017/10/richard-thaler-nobel-economia-nudge/ [10/10]);

 

Occhiello: «La scelta presa da azienda, sindacati e commissari del Tribunale»

(http://www.ilgiornaleditalia.org/news/economia/893409/Melegatti-continua-a-sfornare-pandori.html [17/12]).

 

Per i libri si segnala:

 

«quando dopo aver tanto atteso prendi una scelta che potrebbe cambiare la tua vita, una novità improvvisa mescola di colpo tutte le carte in tavola»

(Francesco Gungui, L’importante è adesso, Milano, Mondadori, 2009);

 

«ma comporta il prendere scelte qualificate dall’assunzione di responsabilità»

(Marina Mengarelli, A che serve la bioetica?, Roma, L’Asino d’Oro, 2011, p. 46);

 

«calcolando la distribuzione dei benefici e degli svantaggi tra i membri dei gruppi chiamati a prendere scelte collettive»

(Bruno Manzi, Per un nuovo modello di governance del territorio, Roma, Gangemi, 2012, p. 29).  

 

 

L’ibrido speculare è meno frequente, anche perché il metaforico prendere non è oggetto di ipercorrettismo, ma risente soltanto dell’analogia con fare una scelta:

 

«Sicuramente le scelte devono essere rispettate, ma è chiaro che la gente non ha preso bene tale decisione fatta dal calciatore»

(http://www.mediagol.it/juventus/miccoli-ho-preso-fischi-a-catania-napoli-juve-tifo-napoli/ [31/3]);

 

«Zak Brown, CEO McLaren, ha ammesso che la scuderia potrebbe essere costretta a fare una ‘decisione di business’»

(https://www.tuttomotoriweb.com/motorsport/mclaren-honda-un-divorzio-100-milioni-euro/135895/ [15/6]);

 

«Anche nel giro di pochi anni, ti trovi a dover fare una decisione con la quale si gioca tutto il tuo futuro»

(https://catania.liveuniversity.it/2017/10/29/universita-post-laurea-studenti-consigli/);

 

«Per poter fare una decisione , i giudici dovrebbero esaminare questioni “la cui complessità è incompatibile con la sommarietà della presente fase cautelare”»

(http://www.casinonewsdaily.it/2017/11/01/consiglio-respinge-ricorso-global-starnet-la-riforma-dellordinanza-del-tar-lazio-del-26-ottobre/);

 

«Pensare di studiare Ingegneria è una scelta impegnativa, ecco perché è necessario fare una decisione mirata e andare nell’Università migliore»

(https://www.faccecaso.com/2017/11/20/migliore-universita-ingegneria-italia/).

 

 

Per restare nell’àmbito dei sostantivi deverbali impiegati come oggetto di fare, si noti che anche la locuzione di uso comune fare sfoggio di qcs. può essere incrociata con dare spettacolo:

 

«sorrise di sbieco dando sfoggio della sua mancanza di tatto quando sarebbe servito»

(Laura Rossiello, Alice abita qui, Milano, Rizzoli, 2016);

 

«Poi fu notato dalla Disney che gli propose di partecipare a una serie italiana, In tour, in cui poteva dare sfoggio sia della sua capacità di recitare sia di quella di cantare»

(http://www.famigliacristiana.it/articolo/ruggero-pasquarelli-quella-faccia-disney-scartata-da-x-factor-oggi-re-dei-social.aspx [26/3/2018]).

 

 

Il grado di tenuta di una lingua si misura anche dalla fortuna delle locuzioni cristallizzate, che rappresentano un inestimabile patrimonio lessicale acquisito attraverso la prassi quotidiana della conversazione e della scrittura; incertezze e sostituzioni in questo àmbito segnalano una maggiore difficoltà di apprendimento dell’idioma nazionale ai livelli più elevati della competenza linguistica.

 

 

Luigi Spagnolo

(Università per stranieri di Siena)

 

Immagine: Di Txllxt TxllxT [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], da Wikimedia Commons


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