10 aprile 2019

Lavori in corso: il Dizionario Etimologico Storico Genovese e Ligure

di Fiorenzo Toso

L’interesse per la dialettologia storica e per il lessico delle varietà regionali è sempre stato vivo, anche in relazione all’apporto delle diverse aree alla “costruzione” della lingua comune: dai Dialettismi nell’italiano di A. Prati (1954) a Le parole dialettali di P. Zolli (1986) e al capitolo sui Dialettismi dell’italiano di F. Avolio per la Storia della lingua einaudiana (1994), fino a quanto si può ricavare da grandi sintesi come il LEI (Lessico etimologico italiano fondato da M. Pfister) o il GRADIT (Grande dizionario italiano dell’uso diretto da T. De Mauro), questa prospettiva ha prodotto risultati importanti, arricchendo la riflessione sul rapporto tra la lingua nazionale e quelle regionali. Un’attenzione più mirata su queste ultime ha a sua volta implicato, ancora di recente, sintesi di carattere etimologico (Repertorio etimologico piemontese diretto da A. Cornagliotti) e progetti di largo respiro basati sulla documentazione scritta (Vocabolario del romanesco contemporaneo di P. D’Achille e C. Giovanardi; Dizionario etimologico storico napoletano già illustrato tempo fa da N. De Blasi; cliccare qui).

 

Continuità e compattezza della documentazione

 

In Liguria, già nel 2002 era uscito il Vocabolario ligure storico bibliografico di S. Aprosio, basato sullo spoglio selettivo della documentazione latino-medievale e volgare. Tale realizzazione ha sollecitato l’esigenza di ulteriori approfondimenti, sfociati nel progetto di un Dizionario etimologico storico genovese e ligure per il quale è stato recentemente completata la raccolta dei materiali (già disponibili, a richiesta, per ricerche mirate di studiosi che ne facciano domanda) in vista della redazione di un’opera che vedrà la luce sia su supporto informatico che (in forma ridotta) in volume.

L’iniziativa promossa dalla cattedra di Linguistica del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari nasce dalla constatazione che in Liguria, mentre andava esaurendosi l’interesse della ricerca accademica sulle varietà locali, sono aumentate negli ultimi anni le iniziative legate alla ricerca dei testi e sui testi, al loro studio, all’edizione, alla sistemazione critica: questi materiali collocano originalmente l’area ligure all’interno degli studi romanzi, e l’interesse nei loro confronti intercetta al contempo il diffuso interesse di un pubblico che, nel quadro della “riscoperta” (a tratti contraddittoria, ma in ogni caso effettiva) dei patrimoni linguistici tradizionali, presta volentieri attenzione anche al loro passato storico-linguistico. Il progetto è nato anche dalla considerazione che la documentazione storica sul genovese si caratterizza per continuità e compattezza, dai primi documenti volgari fino ad oggi, senza effettive cesure o soluzioni di continuità. Al tempo stesso, per quanto imponente, essa non è tale da risultare insondabile, presentando il vantaggio di essere in gran parte nota e reperibile almeno nei testi fondamentali, al di là di sempre possibili rinvenimenti e di “giacimenti” ancora meritevoli di ricognizione.

 

Spoglio completo delle fonti dalle origini al 1815

 

Considerata anche l’importanza storica di quella che fu una lingua di grande circolazione nel bacino del Mediterraneo, in continuo contatto con altri idiomi, espressione di una cultura “pratica” che fu per secoli “luogo” di elaborazione, ricezione e distribuzione di quote importanti di lessico, soprattutto in ambito marinaresco e mercantile, è nata quindi l’idea di procedere allo spoglio completo di tutte le fonti edite ed inedite dalle origini al 1815, e di ordinarne i risultati in una banca-dati che offra, oltre alle attestazioni, una discussione accurata dell’etimologia e della storia dei singoli termini: il discrimine cronologico ha una valenza storico-culturale e linguistica precisa, coincidendo con la definitiva cessazione dell’indipendenza ligure (che ebbe conseguenze rilevanti nella percezione stessa del genovese e nel ridimensionamento delle sue funzioni parlate e scritte) e con la visibile affermazione, nell’uso grafico, di marche fonetiche, morfologiche e lessicali che segnano il transito dalla fase che viene convenzionalmente definita “classica” a quella moderna. Il thesaurus copre quindi un arco cronologico di oltre seicento anni.

Lo spoglio di diverse centinaia di fonti è stato effettuato nell’arco di alcuni anni. Oggi la banca-dati DESGEL raccoglie e ordina le attestazioni di ogni voce presente, di tradizione diretta e indiretta, di origine forestiera o locale, offrendo un quadro completo della sua storia: un computo esatto dei lemmi non è stato effettuato, ma essi si aggirano verosimilmente intorno alle 30.000 unità, con diverse centinaia di migliaia di attestazioni. Queste ultime arrivano alla piena esaustività nel caso dei termini più interessanti, dei quali è stata censita ogni occorrenza, e a una selezione comunque molto ampia anche per i lemmi di maggiore frequenza.

 

Il contesto fraseologico

 

La classificazione dei materiali è estremamente semplice: per favorirne la reperibilità, la documentazione di ogni voce è raccolta sotto un apice di lemma basato sulla forma del genovese moderno (o sulla variante più recente nel caso in cui il termine non sia più attestato dopo il 1815); a loro volta, le voci ancora vive in dialetti liguri diversi dal genovese sono raccolte sotto le forme attuali di questi ultimi. Le attestazioni sono organizzate in ordine cronologico sotto i significati di volta in volta descritti, e contrassegnate da una sigla alfabetica della fonte, così citata assieme alla datazione e all’indicazione del punto (pagina, carta, ecc.) in cui si rinviene il termine; nessuna indicazione geografica viene menzionata per le fonti genovesi, assolutamente maggioritarie per il periodo preso in esame, mentre la località d’origine del testo o dell’autore viene menzionata in tutti gli altri casi; il simbolo ° premesso alla citazione ne indica l’appartenenza a testi definibili, dopo il 1528, come di italiano regionale. Le forme, presentate nel loro contesto fraseologico e con particolare riguardo alla presenza in espressioni idiomatiche, in piena aderenza grafica alle fonti di volta in volta citate, sono attinte dalle edizioni più attendibili per quanto possibile, o direttamente dai manoscritti per i testi inediti. Quest’ultima circostanza ha comportato anche una valutazione critica preliminare, che costituisce in molti casi un utile punto di partenza per future edizioni.

 

Cartaceo, digitale, palestra

 

I primi sondaggi stanno intanto fornendo interessanti informazioni anche sulla storia di voci passate dal genovese all’italiano e ad altre lingue e dialetti, precisando in molti casi, ma addirittura spesso sovvertendo, con la precocità e la tipicità delle attestazioni, ipotesi consolidate sull’origine e l’irradiazione di termini legati al mondo della marineria, della pesca, del commercio e così via.

Oltre al riordinamento dei materiali, nella fase attuale si sta procedendo alla elaborazione della parte etimologica di ciascun lemma, per il momento estremamente sintetica, soprattutto nei casi acclarati: sono inoltre allo studio i criteri redazionali destinati a ottimizzare la presentazione di quello che, una volta ultimata la sistemazione, si configurerà probabilmente come uno dei più completi repertori storico-etimologici del panorama romanzo; va considerato che l’edizione cartacea non esaurirà le possibilità di aggiornamento dell’impresa, che nella versione digitale si configurerà come un costante work in progress, potenzialmente ampliabile in futuro anche attraverso lo spoglio della documentazione otto-novecentesca. In tal modo il lessico ligure disporrà di una banca-dati completa, come stimolo per ulteriori approfondimenti, palestra per la formazione di nuove generazioni di ricercatori, fonte per la riflessione sulla storia linguistica e letteraria della Liguria e strumento per l’interpretazione di un rilevante patrimonio documentario.

 

Gli studiosi che siano interessati ad accedere, attraverso la mediazione del curatore, ai materiali del DESGEL, possono farne richiesta all’indirizzo ftoso@niss.it

 

Alcune schede della banca-dati già ordinate: Nasello (385) Nassa (386) Nevo, Neo (387) Nettezza (388) Nio (389) Noxe2 (391) Nespoa (392)

 

Immagine: Veduta di Genova nell'anno 1481 di Cristofaro Grasso

 

Crediti immagine: Galata - Museo del mare [Public domain]

 

 


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