09 ottobre 2019

Studenti in campo: imparare l’italiano L2 attraverso il gioco del calcio

di Paola Russo

L’apprendimento della lingua è un processo variabile da persona a persona, in termini di tempi, motivazione allo studio, interessi ed età dello studente. Imparare qualcosa attraverso metodi o strumenti che ricalchino ciò che piace è senza dubbio un grande vantaggio per gli stessi studenti, ma anche per i docenti, il cui lavoro è notevolmente facilitato. La possibilità di studiare giocando, poi, incrementa ulteriormente la buona riuscita dell’acquisizione della nuova lingua. La motivazione di uno studente/calciatore è la molla che fa scattare in lui l’interesse e la passione per quello che apprende. È fondamentale per chi si accosta per la prima volta allo studio di una L2 trovare una ragione determinante che lo coinvolga emotivamente nel percorso di apprendimento. Quale migliore motivazione di un’attività ludica che consente di mettere in pratica quanto appreso divertendosi o che trova una spiegazione anche al di fuori del campo?

 

L'album Panini, un libro di testo speciale

 

Si pensi, ad esempio, a tutte quelle espressioni calcistiche che si usano, in senso figurato, anche nella vita di ogni giorno, come: “sei arrivato in zona Cesarini”, “ti sei salvato in calcio d’angolo”, “sei fuori tempo massimo”, “mi prendi in contropiede”, ecc. Il calcio, nella sua dimensione squisitamente ludica, è considerabile quindi come un valore aggiunto per l’apprendimento della lingua straniera, anche se, oltre alla praticità dell’imparare “facendo”, si può guardare a tutto il mondo dell’araldica, dei regolamenti, delle statistiche, dei simboli, contenuti, ad esempio, nel sempreverde album di figurine Panini, collante tra generazioni, ma anche spunto didattico da tenere in considerazione nel momento in cui si progetta un corso per studenti/calciatori stranieri. Risulta alquanto efficace, infatti, dividere le lezioni in due parti, una puramente linguistica, in classe, ed una pratica, sul campo. Lo studente, infatti, ha così l’occasione di agire e riutilizzare nell’atto pratico le nozioni apprese in classe. Nella parte in aula, ad esempio, oltre a letture, audio e video tipicamente didattici, la struttura di una lezione potrebbe includere attività di memorizzazione del lessico attraverso immagini, giochi, oppure il borsone del calciatore: ogni studente, dotato di tutti gli strumenti e i vestiti per giocare a calcio, viene chiamato a mettere il tutto nello zaino che utilizza nello spogliatoio.

 

Sport di gruppo e lingua in gruppo

 

Naturalmente, trattandosi di uno sport di gruppo, la dimensione della squadra non si deve perdere neppure fuori dal campo: gli studenti collaborano per qualsiasi attività, lavorando in coppie, in piccoli gruppi o al completo, senza tuttavia mai dimenticare il rapporto tra il singolo e il pallone, altro grande protagonista. Oltretutto, nella creazione del gruppo, sono fondamentali la differenziazione e stratificazione del compito, poiché ogni studente possiede una sua autoefficacia che si manifesta in un ruolo specifico all’interno della squadra/classe (ad esempio, c’è chi è bravo in attacco, chi in difesa, chi ha grandi abilità linguistiche, chi riesce a indovinare il significato di un termine dal contesto) e nella capacità di pensare “di potercela fare”. In ciò è molto importante il ruolo del docente, il quale è chiamato a valorizzare le differenze tra gli studenti e al contempo creare degli obiettivi comuni, raggiungibili da tutti e che uniscano scuola e campo sportivo. L’insegnante, infatti, non rappresenta solo un ponte fra gli studenti e l’acquisizione della lingua, ma anche un allenatore, che considera e motiva la sua squadra consolidandone i rapporti umani. Preoccuparsi continuamente dello studente, con un approccio affettivo ed empatico, porta a mantenere alti i suoi livelli di autostima e, di conseguenza, di motivazione allo studio. Fare attenzione al singolo, però, non vuol dire dimenticare il gruppo. Nel laboratorio linguistico si punta a migliorare le abilità linguistiche incentivando la collaborazione tra gli studenti, la socializzazione e la condivisione delle responsabilità; in campo si fa più attenzione al lavoro sul singolo o su piccoli gruppi, seguiti contemporaneamente da un’équipe di esperti allenatori, insegnanti e facilitatori.

 

L'esplicitazione dei sentimenti

 

Altre componenti fondamentali sono la metacognizione e metaemozione, ovvero la consapevolezza del perché e dell’utilità di fare qualcosa e la capacità di esprimere verbalmente le proprie emozioni relative ad un’attività o un compito svolto. Il fatto che uno studente espliciti i propri sentimenti è fondamentale per l’insegnante, non solo perché ciò testimonia un impiego del linguaggio dei sentimenti, ma anche perché implica che ci sono condizioni favorevoli per l’apprendimento di tipo significativo. Con lo studente, inoltre, bisogna costruire un patto formativo, in cui si precisano gli obiettivi e la natura del corso, la sua partecipazione, le sue aspettative, negoziare le sue proposte, controllare la sua percezione, chiarire le modalità di svolgimento delle attività, creare un ambiente non ansiogeno, sereno, in cui si alternino momenti didattici e momenti ricreativi.

 

Vi spiego la mia finta

 

È utile, ad esempio, la verbalizzazione in itinere: il giocatore esegue movimenti o spiega regole e contemporaneamente mostra come si fa nell’atto pratico ai compagni, così facendo memorizza il lessico e al contempo si attiva quello che viene chiamato peer tutoring, ossia l’apprendimento tra pari. In conclusione, il lavoro si configura come una continua ripresa di assunti teorici, produzione di lingua e azione, motivo per cui lo studente percepisce a tutto tondo i risultati del suo studio. La natura del calcio, il suo configurarsi come gioco, attività ludica, permette, inoltre, di apprendere divertendosi, elemento da non trascurare, ad esempio, se il target di studenti è piuttosto giovane. Lo studente/calciatore cresce come singolo, interiorizzando lingua e movimenti da riprodurre singolarmente, ma crea anche una comunità linguistica e un gruppo sportivo che lo accompagnano sul piano dell’apprendimento e del gioco.

 

Bibliografia

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Immagine: Un pallone da calcio

 

Crediti immagine: Christopher Bruno [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)]


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