01 luglio 2019

I punti della situazione. Viaggio nella punteggiatura dell’italiano di oggi

di Luca Cignetti

Si apre con questo intervento una serie di articoli curata da Luca Cignetti e dedicata alla punteggiatura e all’uso e alla funzione dei suoi segni.

 

Solo capperi nella salsa tartara?

 

Il rapporto degli autori della nostra letteratura con la punteggiatura non è sempre stato sereno. Leopardi tuonava contro l’eccessiva proliferazione di segni interpuntivi, perché «la scrittura dev’essere scrittura e non algebra». Gadda si lamentava «di una vaga disseminazione di virgole e punti e virgola, buttati qua e là a caso, come capperi nella salsa tartara». Ugo Ojetti nutriva un autentico odio per il punto esclamativo, che definiva «Spada di Damocle sospesa su una pulce» e «stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote». Per non parlare di Marinetti, che marciando alla testa dei futuristi della punteggiatura chiedeva addirittura l’abolizione.

Ma come può questo insieme di simboletti essere causa di tanti turbamenti? Probabilmente la ragione risiede nel loro carattere multiforme, riluttanti come sono a farsi imbrigliare in categorie e regole d’uso definitive. Il fatto che servano ora ad aiutare la lettura, ora a segnalare i legami tra le parti del testo, ora ancora a marcare lo stile di un autore, ha portato alla falsa idea che per usare i segni di punteggiatura non servano regole.

Forse per questa ragione, le grammatiche hanno preferito non occuparsene troppo. E la scuola, di conseguenza, ne ha a lungo trascurato l’insegnamento,comportandosi come il maestro del Giannettino di Collodi, dove all’allievo che chiede quando adoperare le virgole si risponde «sono cose che a suo tempo imparerai meglio con l’uso e col criterio, che con i precetti della Grammatica».

 

La punteggiatura è di moda

 

Da qualche anno a questa parte, però, le cose sono cambiate. Un primo segnale è arrivato nel 2003, quando il libro Eats, shoots & leaves dell’allora sconosciuta Lynne Truss, nella sola Inghilterra, vende oltre un milione di copie. Decisamente una sorpresa, per un manuale di punteggiatura. Nello stesso anno, il Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli, studiosa di chiara fama, si diffonde ben oltre la ristretta cerchia dell’Accademia (ha raggiunto a oggi 21 edizioni).

Da allora, libri, conferenze e incontri pubblici sulla punteggiatura si sono moltiplicati, stuzzicando l’interesse della gente comune e facendo esplodere un’autentica moda. Tanto che ormai da dieci anni, ogni 24 settembre, negli Stati Uniti si festeggia il National Punctuation Day, un evento dedicato ai segni di interpunzione con tanto di slogan e striscioni a tema.

Anche la didattica si è nel frattempo aggiornata, grazie a diverse proposte innovative, come per esempio quelle del volume Alla scoperta della punteggiatura (Fornara 2012), oppure dei recentissimi Quaderni rossi del progetto Sgrammit (link), dedicati alla didattica della punteggiatura a partire dalla scuola primaria.

E i linguisti? Anche loro hanno fatto la loro parte, producendo studi che oggi ci permettono di avere un quadro completo della storia e delle funzioni dei diversi segni, rivelando quanto siano importanti per dare ordine e chiarezza al discorso.

 

Un viaggio lungo un anno

 

Con la serie I punti della situazione si intende appunto fornire una spiegazione degli usi e delle funzioni dei segni di punteggiatura nell’italiano contemporaneo, attingendo ai risultati delle più recenti ricerche, per provare a dare una risposta agli interrogativi di chi, senza essere linguista di professione, si trova in difficoltà a scrivere o comprendere un testo.

Su questo stesso portale, un illuminante contributo in questo senso è già stato offerto da Paola Baratter, sul segno del punto e virgola (link). Seguendo quel solco, vari specialisti della punteggiatura si sono ora riuniti per accompagnare i lettori in un viaggio che, a cadenza mensile, li guiderà alla scoperta degli usi e delle funzioni di tutti i segni della punteggiatura italiana.

 

Si parte con il punto

 

E da dove partire, se non dal punto? Segno interpuntivo tra i più antichi, il punto è l’unico a comparire nella prima opera grammaticale conservata, l’Arte grammaticale di Dionisio Trace,del II-I Secolo a.C. (cfr. Geymonat 2008, pp. 41-43; Cignetti 2011, p. 1188). In seguito, nelle prime grammatiche dell’italiano, i termini per indicare i segni di punteggiatura si moltiplicano e dapprima hanno un valore oscillante, iniziando a stabilizzarsi soltanto nel corso del XVII Secolo. Eppure, ancora nelle prime tre edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612, 1623 e 1691) l’unica voce sulla punteggiatura è proprio “punto” (Tonani, 2011). Per quanto riguarda gli impieghi, come per gli altri segni di interpunzione anche per il punto la funzione comunicativa si diffonde solo a partire dalla seconda metà del XIX Secolo.

Ma a cosa serve dunque il punto, nella scrittura contemporanea, alla luce dei risultati delle più recenti ricerche linguistiche? Risponde a queste domande Angela Ferrari, professoressa di linguistica italiana all’università di Basilea, inaugurando la serie con un contributo dedicato a questo segno.

 

Bibliografia

Cignetti, Luca (2011), Punteggiatura, in Simone, Raffaele(a cura di), Enciclopedia dell’italiano, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, pp. 1188-1190.

Collodi, Carlo (1883), La grammatica di Giannettino per le scuole elementari, Firenze, Paggi.

Fornara, Simone (2012), Alla scoperta dellapunteggiatura, Proposte didattiche per riflettere sul testo, Roma, Carocci.

Geymonat, Mario(2008), Grafia e interpunzione nell’antichità greca e latina,nella cultura bizantina e nella latinità medievale, in Mortara Garavelli, Bice (a cura di), Storia della punteggiatura in Europa, Roma-Bari, Laterza, pp. 25-62.

Mortara Garavelli, Bice (2003), Prontuario di punteggiatura, Roma-Bari, Laterza.

Tonani, Elisa (2011), Punto, in Simone, Raffaele, a cura di, Enciclopedia dell’italiano, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana.

Truss, Lynne (2003),Eats, Shoots & Leaves: The Zero Tolerance Approach to Punctuation, London, Profile Books [trad. it. Virgole per caso. Tolleranza zero per gli errori di punteggiatura!,Milano, Piemme, 2005].

 

Immagine: Composizione VIII, 1923

 

Crediti immagine: Wassily Kandinsky [Public domain]

 


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