10 giugno 2015

Quando si usa l'aggettivo "edìle" e quando "èdile"? Allo stesso modo, quando "utensìle" e quando "utènsile"? Ci sono varie scuole di pensiero ed ognuna è molto sicura di sé

Sara Scarabottini

Con buona pace delle differenti scuole di pensiero, sulla scorta di grammatiche e dizionari si possono dare risposte di dirimente certezza. Nel caso di edile, ci viene in soccorso l'etimologia, ricordandoci il latino aedìlis, parola piana, con l'accento cioè sulla penultima sillaba. Nella Roma antica l'aedilis era il magistrato preposto alla cura degli edifici pubblici e dei templi. Proprio da aedes 'templi' deriva infatti la forma aedilis. In italiano edile 'relativo all'edilizia' è attestato per la prima volta in usi scritti nel 1618 (Michelangelo Buonarroti il Giovane). Edìle sostantivato 'operaio edile' è documentato per la prima volta negli scritti di Antonio Gramsci (1919). Sia il Vocabolario Treccani, sia il Devoto-Oli 2004-2005 danno come corretta esclusivamente la pronuncia edìle. Un po' più complessa l'indicazione di pronuncia per utensile. Come aggettivo (quasi esclusivamente in coppia con il sostantivo macchina), utensile è parola sdrucciola, cioè con l'accento che cade sulla terz'ultima sillaba: utènsile. Come sostantivo, utensile è parola piana (come edìle): utensìle. Alla base c'è la voce latina utensile(m), aggettivo derivato dal verbo uti 'adoperare', con il significato di 'utile, che serve all'uso'. In questo significato, l'aggettivo è documentato dal 1939-40; ma già dal 1905 è documentata l'accoppiata tecnicistica macchina utensile 'macchina dotata di vari tipi di utensili per lavorazioni meccaniche'. Risale alla fine del Settecento, invece, la prima attestazione nell'italiano scritto di utensile sostantivo. Sia il Vocabolario Treccani, sia il Devoto-Oli 2004-2005 danno come corretta esclusivamente la pronuncia bipartita di utensile, così come è stata qui descritta.


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