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Vorrei sapere se è corretto, con la parola "mamma", dire "la mia mamma" oppure "mia mamma".

Alla voce mamma del Vocabolario della lingua italiana Treccani si legge: «vuole sempre l'articolo quando è preceduta da aggettivo possessivo (la mia mamma, la tua mamma, ecc.), mentre l'uso o l'esclusione dell'articolo dopo preposizione dipende da preferenze regionali: chiedi alla mamma; vai da mamma o dalla mamma; esco con mamma o con la mamma; sempre senza articolo quando ha valore indeterminato, in espressioni quali: amore di mamma, cuore di mamma e simili».

Precisato che lo stesso discorso vale per papà, si dirà che oggi la norma che prevede l'obbligatorietà dell'articolo davanti alla parola mamma preceduta dall'aggettivo possessivo è molto spesso disattesa, tranne che in Toscana (dove peraltro si usa babbo e non papà, che pure si sta lentamente diffondendo anche lì). Perciò le grammatiche e, da un po' di tempo, anche i dizionari dell'uso considerano pienamente accettabili i tipi mia mamma e mio papà. Commenta così la grammatica Italiano di Luca Serianni, nella sezione curata da Giuseppe Patota: «Avrà agito molto probabilmente il modello di padre e madre, nei quali l'assenza dell'articolo è generale nell'italiano contemporaneo (mio padre, mia madre)».

Ancora una quarantina d'anni fa (nel 1961) Eugenio Treves, autore di ...Si dice?..., volume in cui si raccoglievano e commentavano dubbi ed errori di lingua e di grammatica (questo il sottotitolo del libro), si esprimeva con piglio deciso e intento restrittivo: «babbo e mamma accompagnati dall'aggettivo possessivo richiedono l'articolo: il mio babbo, la tua mamma. Lo richiedono anche quando li preceda una preposizione: Andrai col babbo; Ti è stato donato dalla mamma».

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Lingua Italiana

La cultura in rete secondo Treccani

UN LIBRO

La grande bellezza dell'italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio

Giuseppe Patota

L'autore conduce per mano lettrici e lettori in una passeggiata attraverso la lingua e le opere dei tre grandi scrittori. Sarà difficile passare in mezzo al territorio dantesco, svettante di capolavori, e non uscirne stupiti, ancora una volta, della sua impressionante modernità.

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