Icona_Motore-di-ricercaMotori di Ricerca Banche dati
  Biblioteche Meteo
 

“Qualcun altro” è da considerare la forma corretta?

Giovanni Orengo

La domanda lascia trasparire il corno di un’implicita alternativa: … rispetto a “qualcun altro”? La risposta è che qualcun altro è effettivamente la forma corretta. Non siamo infatti in presenza di elisione (cioè della perdita della vocale finale non accentata di una parola davanti alla vocale iniziale della parola seguente), normalmente segnalata dall’apostrofo nella lingua scritta, bensì di troncamento o apocope.

Il troncamento consiste nella caduta di un elemento fonico in fine di parola, indipendentemente da come cominci quella successiva, e può essere o non essere segnalato dall’apostrofo (la situazione varia da parola a parola sottoposta a troncamento). Esistono casi di troncamento obbligatori e altri facoltativi. Ci può essere troncamento di una sillaba (gran per grande) o di una vocale (signor per signore, qualcun per qualcuno). Perché si possa avere l’apocope vocalica devono essere soddisfatte alcune condizioni: 1. La vocale interessata deve essere atona (cioè non vi deve cadere sopra l’accento tonico) e diversa da a (come nel caso di qualcuno), anche se la i e la e non sono soggetti a troncamento quando contrassegnano una forma plurale (non si può dire o scrivere *i buon padri o le buon madri); 2. La consonante che precede la vocale finale deve essere l, r, n (come nel caso di qualcuno) o m.
 

SCELTI NEL WEB

Lingua Italiana

La cultura in rete secondo Treccani

UN LIBRO

La Crusca risponde. Dalla carta al web (1995-2005)

(a cura di) Marco Biffi e Raffaella Setti

Il volume antologizza quesiti e risposte trascelti dalla rivista nel decennio 1995-2005, dal n° 10 (aprile 1995) al n° 31 (ottobre 2005), con l'aggiunta di una coda di domande ricorrenti e risposte ai quesiti tratte dal lavoro di consulenza linguistica svolto nella sezione del sito

TAG