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Vorrei segnalarvi che sul vostro sito la parola "ricovero" è scritta con accento acuto, mentre, se non erro, l'accento dovrebbe essere grave.

Benché in molte zone d’Italia fuor di Toscana nella parola ricovero si pronunci aperta la o della sillaba tonica (forse per influsso di parole usatissime come povero), nella fonetica tosco-italiana (quella che detta legge da secoli nella stragrande maggioranza dei casi), per via di sviluppo fonetico popolare, quella o si è sempre pronunciata chiusa.

Il Vocabolario Treccani on line si limita, come fanno altri dizionari, a riportare la pronuncia tradizionale; altri, come il GRADIT di De Mauro, segnalano come legittima anche la pronuncia prevalente, con la o aperta. La quale ultima, effettivamente, è accettabilissima.

 

 

 

 

UN LIBRO

L’italiano alla prova dell’internazionalizzazione

(a cura di) Maria Agostina Cabiddu

Per capire come nasce questo libro, è necessario tornare indietro di circa 5 anni, quando il Senato accademico del Politecnico di Milano, con delibera del 21 maggio 2012, decideva di attivare, a partire dal 2014, corsi di laurea magistrale e di dottorato di ricerca esclusivamente in lingua inglese. Numerosi docenti di quello stesso Ateneo, indignati e preoccupati, presentarono un ricorso al Tar della Lombardia, che annullò la decisione del Senato accademico (sentenza 23 maggio 2013, n. 1348).