21 gennaio 2010

A scuola ho presentato i nomi collettivi e mi è sorto un dubbio. Quando devo fare l’analisi grammaticale di uno di essi, ad esempio “sciame”, lo devo classificare così: sciame = nome comune di animale?

Tradizionalmente, sciame è definibile come nome comune collettivo; concreto, naturalmente, se usato in senso proprio, se riferito, cioè, a una certa quantità (per esempio) di api in volo. Viceversa, sarebbe difficile od opinabile attribuire qualità di concreto a sciame nel caso che il nome fosse epicentro di un’espressione figurata come uno sciame di idee gli ronzava in testa.

Nel caso esposto è intuibile che si parli di uno sciame di api o simili. Sciame però non designa un referente ‘animale’ (per quello ci sarà, per l’appunto, esplicitato o sottinteso, il nome dell’insetto in questione: api, vespe, formiche, termiti, moscerini, zanzare,ecc.); designa, semplicemente, nell’accezione più ampia e nelle varie sottoaccezioni possibili, un ‘insieme coeso di animali, persone o cose che si sposta in una medesima direzione’. Impossibile, dunque, attribuire a sciame una caratteristica semantica che, viceversa, appartiene ad un’altra classe specifica di nomi. Quindi, per tornare alla questione posta, ci si limiterà a definire sciame = nome comune (concreto) collettivo.

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0