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DOMANDA

La domanda riguarda una frase tratta dal romanzo “Il nome della rosa” di Umberto Eco, all’interno del capoverso: «Ma l’unicorno è una menzogna? È un animale dolcissimo e altamente simbolico. Figura di Cristo e della castità, esso può essere catturato solo ponendo una vergine nel bosco, in modo che l’animale sentendone l’odore castissimo vada ad adagiarle il capo in grembo, offrendosi preda ai lacciuoli dei cacciatori». Durante la preparazione di un test per la scuola superiore è stato impossibile raggiungere un consenso fra i colleghi sulla subordinata che inizia con “in modo che”. In particolare alcuni sostengono che si tratti di una proposizione consecutiva, altri che sia una proposizione finale.

RISPOSTA

Siamo in una interessante situazione di confine, che – in casi come questo – fa discutere i linguisti, essi stessi non d’accordo tra di loro. Insomma, i dubbi restano legittimi, siamo in un terreno in cui contano le sfumature e le intenzioni del parlante (o scrivente) e, di base, lo stesso tipo di connettivo adoperato (in modo che) autorizza perplessità per la sua natura potenzialmente anfibia.

Siamo in presenza di una cosiddetta (da alcuni linguisti) consecutiva valutativa o di adeguatezza. Come scrive l’Enciclopedia dell’italiano Treccani, «Rispetto alle consecutive prototipiche le proposizioni di adeguatezza non esprimono una conseguenza di una causa intensificata, ma il grado di compatibilità dello stato di cose contenuto nella reggente rispetto all’eventuale realizzarsi di un effetto. La conseguenza non è mai posta come certa: per questo motivo nella costruzione esplicita compare sempre il congiuntivo. Il tipo di connettivi impiegati permette inoltre di avvicinare tali frasi alla subordinazione finale».

 

UN LIBRO

L’italiano scomparso. Grammatica della lingua che non c’è più

Vittorio Coletti

Il libro ha per sottotitolo Grammatica della lingua che non c’è più, ma pur articolando la materia in partizioni tradizionali quali lessico, forme verbali, parole grammaticali, sintassi, testualità, Coletti adotta una forma saggistica amichevole, familiare ai lettori della Grammatica dell’italiano adulto