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DOMANDA

Vorrei sapere se l'ancora della nave si scrive con l'accento sulla 'a'.

RISPOSTA

Quando va usato l’accento grafico? D’obbligo va messo sui monosillabi che potrebbero essere confusi con omografi, cioè parole scritte allo stesso modo, come per esempio avverbio e la articolo, e sui monosillabi che senza l’accento grafico potrebbero essere interpretati e letti come parole piane, in quanto incorporano un dittongo oppure una i diacritica (vedi il caso di più, già, giù).

 

Obbligatorio è anche sulle parole tronche formate da più sillabe, sulla vocale finale (viltà, portò). L’obbligo vale anche quando sono le parole sono composte con monosillabi che in quanto tali non richiederebbero (trentatré anche se si scrive tre; viceré anche se si scrive re, nontiscordardimé anche se si scrive me).

 

In altri casi, l’uso dell’accento grafico è facoltativo, come quando si tratta, all’interno di una parola, di rendere chiara la distinzione tra gli omografi che si differenziano tra di loro per la differente posizione dell’accento o per il diverso grado di apertura o chiusura della vocale (àncora-ancóra, vénti-vènti, bótte-bòtte). Attenzione: se però dal cotesto emerge chiaramente il significato della parola (per es.: i marinai gettarono l’ancora), svanisce l’utilità di mettere l’accento grafico.

UN LIBRO

Vita. Storia di una parola

Giuseppe Patota

Ed ecco la storia di una parola irrequieta, che non riesce a star ferma ed imbalsamata in un vocabolario e condensa «significati e sfumature di significato» davvero sorprendenti, su cui vale la pena di soffermarsi.