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DOMANDA

Durante una "chiacchierata" fra amici, è venuto fuori il dubbio sul fatto di poter usare "gli" complemento di termine riferito al plurale, invece di "loro": io, pur avendolo notato molto spesso, non lo ammetto. Sono andata in internet e ho formulato la domanda: fra le varie risposte mi è saltata all'occhio quella della Treccani (per me LA Bibbia) che mi ha meravigliata tantissimo: è ammesso l'utilizzo di "gli = complemento di termine plurale maschile"!. Ma non parla di "gli = complemento di termine plurale femminile". Quindi: SI: "Ho incontrato gli amici di Paolo e gli ho detto ...." NO: "Ho incontrato le amiche di Paolo e gli ho detto ..." A me entrambe le forme fanno inorridire! Userei per entrambe "... e ho detto loro ...". Allora, mi verrebbe da dire: abbattiamo tutte le regole se alla fine per uso comune possono essere ignorate!

RISPOSTA

Non si tratta di abbattere le regole, quanto di accogliere l’idea che la nostra lingua da una cinquantina d’anni è finalmente viva e realmente parlata in tutt’Italia. Prima non era così: l’italiano era una lingua sostanzialmente scritta e un po’ ingessata, riservata ai ceti di censo superiore che potevano permettersi un’istruzione completa; la gran massa degli italiani parlava e conosceva bene soltanto il proprio dialetto e, al limite, una sorta di italiano locale spesso poco fluente e adeguato. Da pochi decenni a questa parte, s’intensifica la produzione di fenomeni di ridefinizione dello standard e avvengono spostamenti di singoli fenomeni linguistici dal basso verso l’alto, dal substandard di un tempo al neostandard di oggi. Il caso di gli = a loro (maschile e femminile), a essi/esse fa parte di questo processo. Un processo che è vorticosamente in marcia, ma che comincia a lasciare stratificazioni che dizionari e grammatiche (le grammatiche scolastiche più attente) non possono fare a meno di descrivere e, quando l’uso si sia tendenzialmente normativizzato, accogliere.

Facciamo pertanto nostre le conclusioni dell’Accademia della Crusca (nei fatti di lingua, una Bibbia più Bibbia della Treccani...), invitando a leggere tutta la pagina curata dalla professoressa Vera Gheno: «L'uso di gli in luogo di loro, a loro, a essi e a esse è da considerare senz'altro corretto (Ora vado dai tuoi amici e gli dico che la devono smettere di fare chiasso), tranne che, forse, nel caso di registri altamente formali (Il parroco espresse loro le sue più sentite condoglianze). L'utilizzo, invece, di gli per le, è sentito più scorretto dell'altro perché ha subito e continua tutt'ora a subire una maggiore censura scolastica; quindi se ne tende a sconsigliare, nella maggior parte dei contesti, l'impiego».

 

 

UN LIBRO

L’italiano scomparso. Grammatica della lingua che non c’è più

Vittorio Coletti

Il libro ha per sottotitolo Grammatica della lingua che non c’è più, ma pur articolando la materia in partizioni tradizionali quali lessico, forme verbali, parole grammaticali, sintassi, testualità, Coletti adotta una forma saggistica amichevole, familiare ai lettori della Grammatica dell’italiano adulto