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DOMANDA

Premetto che lavoro principalmente al telefono e al termine della conversazione il cliente mi ringrazia per il lavoro da me svolto e la mia gentilezza e io rispondo: niente... Un "niente" che sta a significare "si figuri", "di nulla"... Un mio collega sostiene che questo modo di dire sia sbagliato, si dice "di niente" e non "niente"... Ho letto su wikipedia che è anche una forma corretta e c'era bibliografia treccani. A lavoro mi dicono che su Wikipedia scrivono tutti e non è una fonte attendibile... Attendo una vostra risposta.

RISPOSTA

Wikipedia di solito cita fonti che, per statuto interno dell’“enciclopedia libera” devono essere attendibili. Ciò non toglie che Wikipedia possa sbagliare, così come, peraltro, può succedere che errori si annidino anche nelle fonti ufficiali. Ciò detto, e venendo al caso che ci interessa, ricorrere alla locuzione interiettiva di niente come formula di cortesia nel senso di ‘si figuri’, ‘di nulla’ è perfettamente legittimo.

 

Peraltro, poiché stiamo discutendo di un modo tipico del parlato, dovremo senz’altro essere indulgenti con gli scorciamenti, le ellissi, le “lacune” proprie del parlato: il parlato, in un certo senso, ha una sua grammatica parallela a quella della lingua scritta; in tale grammatica conta molto il fatto di arrivare a ottenere un buon risultato comunicativo immediato. La risposta scorciata niente ‘di niente’ nessuno potrà mai equivocarla. Così come quando rispondiamo giorno! a chi ci saluta per le scale siamo sicuri che il nostro ascoltatore non metterà mano al vocabolario dicendo che la forma corretta sarebbe buon giorno e pertanto si rifiuta di accettare il nostro saluto… Insomma, niente per ‘di niente’ è normale e legittimo nelle interazioni orali.

 

 

 

 

 

 

 

UN LIBRO

Il «Thesaurus pauperum» pisano. Edizione critica, commento linguistico e glossario

Giuseppe Zarra

Zarra offre un contributo importante per lo studio e la riscoperta di un settore a lungo trascurato dagli storici della lingua italiana, e relegato piuttosto all’interesse, di certo meritevole ma spesso poco attento agli aspetti filologici, dei soli storici della medicina

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