DOMANDA

Nella frase "Fa troppo freddo" ho considerato "troppo" un avverbio di quantità perché accompagna un aggettivo. È corretta l'analisi? Posso considerare sempre avverbi "molto, poco, tanto..." quando determinano un verbo, un aggettivo o un avverbio e non un nome?

RISPOSTA

Non dobbiamo fare altro che confermare quanto è stato scritto da chi ci ha posto il quesito. Definisce l’avverbio il GRADIT di Tullio De Mauro: «parte invariabile del discorso che serve a modificare o a specificare il significato di un verbo, di un aggettivo o di un altro avverbio o anche di un'intera proposizione».

 

L’avverbio come elemento modificatore del nome non si dà. Soltanto in casi molto particolari, in frasi come sei stato molto uomo, là dove il nome ha la funzione enfaticamente vicaria, sostitutiva di un aggettivo come ‘coraggioso’, ‘dai forti princìpi’ o ‘virile’, l’avverbio funziona da intensificatore del nome.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN LIBRO

Ciao

Nicola De Blasi

Sarà l’opacità semantica del termine a fare la fortuna del saluto (un’interiezione, immediata e diretta, non riconducibile in maniera trasparente al suo antico significato) che conoscerà a metà del Novecento, dopo la Seconda guerra mondiale, una larghissima circolazione.

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