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DOMANDA

Vorrei sapere TUTTE le forme corrette di articolo + aggettivo possessivo + nome di persona di parentela, esempio: è corretto il suo zio, il mio fratello, la tua sorella?

RISPOSTA

Pensiamo di fare cosa utile riportando di seguito quanto Federico Faloppa ha scritto sotto la voce nomi di parentela nell’Enciclopedia dell’italiano diretta da Raffaele Simone:

 

«Se i nomi di parentela sono accompagnati da un aggettivo possessivo occorre osservare il comportamento dell’articolo:

 

(a) con un nome al plurale l’articolo è obbligatorio: le nostre madri, i suoi figli, i miei nonni, ecc.; ugualmente necessario è oggi l’articolo con loro: la loro moglie, il loro fratello;

 

(b) con padre, madre, figlio e figlia l’articolo si omette: mio padre era ricco, mia figlia è un angelo; l’articolo va espresso, invece, con le varianti affettive babbo, papà, mamma, figliolo, figliola: «e il tuo babbo e la tua mamma son sempre vivi? (Collodi); «ringraziava Dio e i santi che avevano messo il suo figliuolo in mezzo a tutte quelle galanterie» (Verga); nell’italiano familiare, specie fuor di Toscana, sono tuttavia ben saldi i tipi mia mamma e mio papà;

 

(c) con altri nomi di parentela l’uso toscano predilige l’articolo, ma altrove è comune l’omissione (ben rappresentata, del resto, anche in scrittori toscani come Tommaso Landolfi e Vasco Pratolini);

 

(d) l’articolo è però sempre necessario:

 

(i) con gli alterati: la mia sorellina; alla tua nonnina (ma non negli appellativi: nonnina mia!);

 

(ii) con patrigno, matrigna, figliastro, figliastra: il mio patrigno, la tua matrigna;

 

(iii) con i termini che indicano un rapporto sentimentale che non rientra (o non rientra ancora) nei vincoli della parentela: fidanzato, fidanzata, ragazzo, ragazza, moroso, morosa, amante, ecc.;

 

(iv) quando il possessivo è posposto, come capita sia in costrutti con valore enfatico sia in alcune forme di italiano regionale (in Campania, in Puglia, ecc.): «il figlio mio, mio figlio aveva bruciato» (Salvatore Cammarano, Il trovatore, parte II, scena 1);

 

(v) quando i nomi sono modificati da un aggettivo: la mia cara mamma, la mia vecchia nonna;

 

(e) quando il nome di parentela è accompagnato da un antroponimo (nome o cognome), è più frequente l’omissione dell’articolo: mio fratello Sante, suo cognato Malvica, ecc.».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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