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DOMANDA

Mi era sorto un dubbio circa la parola "fa". Talvolta mi confondo in alcuni contesti specifici ad identificare il suo ruolo, cioè se ha funzione di avverbio di tempo (per esempio: sei giorni fa) o di voce verbale, terza persona singolare del presente indicativo di fare (per esempio: Silvio fa i compiti). Per una mia curiosità, non esiste un modo per differenziare le due forme aggiungendo un segno grafico (malgrado sappia che la forma accentata di "fa" è errata)? E secondo voi, sarebbe più conveniente la forma accentata su uno dei due casi

RISPOSTA

Francamente non pensiamo che sia utile un discrimine grafico per distinguere fa avverbio da fa voce verbale. Riesce difficile pensare a quali «contesti specifici» possano sviare dalla corretta individuazione della categoria grammaticale e, più pragmaticamente, del significato di fa. Sei giorni fa, un anno fa, due minuti fa, non molto tempo fa... Anche se volessimo adottare la struttura sintattica fa sei giorni che..., oggi percepita come antiquata, non crediamo che sarebbe possibile equivocare.

UN LIBRO

L’italiano scomparso. Grammatica della lingua che non c’è più

Vittorio Coletti

Il libro ha per sottotitolo Grammatica della lingua che non c’è più, ma pur articolando la materia in partizioni tradizionali quali lessico, forme verbali, parole grammaticali, sintassi, testualità, Coletti adotta una forma saggistica amichevole, familiare ai lettori della Grammatica dell’italiano adulto