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DOMANDA

Vorrei sapere se la frase “avrei voluto che le cose andassero diversamente” o è più corretto “avrei voluto che le cose fossero andate diversamente”.

RISPOSTA

Approfittiamo di questo quesito per invitare lettori e lettrici che si rivolgono a noi a non cedere all’impulso di andare di fretta – in un mondo dominato dalla fretta – e, una volta che possono dedicarsi a questioni importanti, come sono quelle del buon governo della lingua che adoperano quotidianamente, si concedano uno spazio mentale di calma, di “rilassamento attivo”: mente vigile, disposizione a riflettere serenamente su quanto scrivono.

 

Lo diciamo con simpatia a proposito del quesito che presentiamo qui sopra, in cui, letteralmente, è saltato un predicato (ipotizziamo un funziona o va bene o simili), ci pare di intuire con il sottinteso “che tanto si capisce”. Dobbiamo abituarci a essere chiari ed espliciti fino in fondo e a non tralasciare quanto serve perché la comunicazione funzioni: è una delle basi della convivenza civile.

 

Ciò detto, la risposta è, per l’appunto, va bene, sì, funziona la prima frase se intendiamo che quanto esposto nella frase oggettiva (dopo che) invece non è andato bene nel futuro rispetto al passato in cui si enunciava il desiderio; funziona però anche la seconda frase, in cui i piani temporali sono allineati (nel passato espressi il desiderio, ma nel passato le cose non andarono bene).

UN LIBRO

La sinistra che verrà. Le parole chiave per cambiare

(a cura di) Giuliano Battiston e Giulio Marcon

Un saggio polifonico con al centro lo sforzo di gettare nuova luce in un panorama in cui, per forza di cose, anche i significati di alcune parole usurate sono mutati insieme con i mutamenti epocali degli ultimi decenni

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