08 marzo 2019

È preferibile dire "mi vorrei mangiare un gelato" oppure "vorrei mangiarmi un gelato"? O semplicemente "vorrei mangiare un gelato" perché "mangiare a me" non si deve dire?

Vorrei mangiare un gelato è la formulazione neutra e, per riprendere una locuzione descrittiva tipica delle informative farmaceutiche, “ad ampio spettro”: una soluzione che va bene sempre.

 

Se vogliamo sottolineare una partecipazione emotivo-affettiva particolare all’azione espressa dal verbo e a tutta la situazione implicata dagli elementi connessi alla diade soggetto-predicato, possiamo ricorrere ai pronomi atoni obliqui: mi, ti, si, ci, vi funzionano quasi come un dativo etico, di cui questo tipo di uso rappresenta una sottospecie. Insomma si tratta di un uso facoltativo e marcato dalla volontà di intensificare emotivamente quanto si dice, tipico del parlato: mi faccio una bella passeggiata nel parco; si sono bevuti una pinta di birra a testa!; vorrei mangiarmi un gelato (o mi vorrei mangiare il gelato, con risalita del pronome atono, il quale a rigore, si riferisce al “mangiare” e non al “volere”: ma nella lingua parlata è uso ormai ammesso).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0